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UN DIAMANTE NON È PER SEMPRE – DOPO LA SCOPERTA DELLA TRUFFA (ANCHE A VIP COME VASCO E PANICUCCI), LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI GENERANO UNA VALANGA DI CONTENZIOSI. GLI ISTITUTI RIMBORSERANNO IL 100% DEL VALORE? PROBLEMINO: LE BANCHE SI STANNO RIEMPENDO IL PORTAFOGLI DI BENI SENZA UN VALORE UFFICIALE E CHE DIVENTERANNO UNA SPECIE DI NPL DI LUSSO. A MENO CHE NON SE NE LIBERINO A PREZZI STRACCIATI – SE LI AVETE COMPRATI, POTETE…

diamanti

VOGLIO UNA TRUFFA SPERICOLATA – SAREBBE STATO IL BANCO BPM A PROPORRE A VASCO ROSSI L’ACQUISTO DI DIAMANTI AL CENTRO DELL' INCHIESTA SUI PREZZI GONFIATI - I CONSIGLI DEL DIRETTORE DI BANCA: "SUI GIOIELLI NON CI SONO RISCHI" - E IL ROCKER HA PAGATO CON TRE BONIFICI - SECONDO I PM, GLI ISTITUTI DI CREDITO INVOGLIAVANO I CLIENTI AD ACQUISTARE DIAMANTI AL DOPPIO DEL VALORE

 

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/voglio-truffa-spericolata-ndash-sarebbe-stato-banco-bpm-proporre-196200.htm

 

1 – CASO DIAMANTI, LE BANCHE PAGANO IL 100% DELLE PIETRE

Elena Dal Maso per www.milanofinanza.it

DIAMANTI MARILYN MONROE

 

La questione dei diamanti venduti allo sportello dalle banche come forma di investimento sta trovando pian piano una soluzione. Una delle maggiori associazioni dei consumatori, Aduc, che da anni segue il caso per conto di circa 2mila clienti (che hanno investito fra 20mila e 800mila euro a testa), ha trovato un accordo con quattro delle cinque banche coinvolte.

 

"All'inizio Unicredit aveva deciso di pagare subito, poi ha fatto marcia indietro e di recente, quando è fallita Intermarket Diamond Business, è tornata a restituire il valore completo della pietra", spiega a milanofinanza.it Giuseppe D'Orta, responsabile della tutela dei risparmiatori per conto di Aduc.

diamanti israele 1

 

"E anche Mps  ha iniziato da un mese a questa parte a effettuare i bonifici per il valore originario delle pietre, mentre Intesa Sanpaolo  ha chiuso il capitolo da tempo rimborsando l'intera quota", aggiunge D'Orta. Resta un piccolo giallo su Banco Bpm , che secondo alcune associazioni dei consumatori avrebbe presentato un'offerta mista, il 50% in contanti e il 50% attraverso un bond emesso dal gruppo. Contattata da milanofinanza.it, la banca ha smentito spiegando che ad oggi sta trattando le situazioni in maniera separata, una ad una.

 

diamanti 2

Lavorando da un anno e mezzo a questa parte con i singoli clienti, la banca è arrivata a trovare, secondo quanto risulta a milanofinanza.it, accordi stragiudiziali con circa 4mila persone dei 40mila casi che si stima siano stati coinvolti in maniera generale in Italia. Resta aperta oggi una questione: le banche stanno ritirando tutte le pietre vendute attraverso gli sportelli e riempiendo i portafogli di beni il cui valore non è definito da un listino ufficiale di contrattazione e dove la forchetta fra domanda e offerta può presentare valori divergenti anche del 40%, di qui l'inchiesta ancora aperta.

 

VASCO ROSSI

I diamanti, come 10 anni fa le case oggetto di pignoramento, per quanto beni concreti, rischiano ora di dormire nei caveau degli istituti per diverso tempo, diventando una forma di Npl di lusso. A meno che non siano venduti a buon sconto. L'inchiesta sulla loro vendita è partita anni fa, ma i nodi stanno arrivando al pettine solo da poco.

 

Una settimana fa la Procura di Milano ha ordinato il sequestro preventivo di 700 milioni di euro a carico di Banco Bpm , Mps , Intesa Sanpaolo , Unicredit  nell'ambito di un'indagine coordinata dal procuratore aggiunto Riccardo Targetti e dal pm Grazia Colacicco su fatti avvenuti tra il 2012 e il 2016 quando, secondo l'accusa, due società (Intermarket Diamond Business spa, fallita a metà gennaio e Diamond Private Investment spa) avrebbero venduto attraverso l'intermediazione degli sportelli bancari, diamanti prezzi gonfiati.

diamanti 1

 

La settimana scorsa Banco Bpm  ha comunicato la sospensione cautelare dal servizio del direttore generale, Maurizio Faroni e di altri due top manager, l'ex responsabile pianificazione e marketing retail, Pietro Gaspardo, e l'ex responsabile compliance, Angelo Lo Giudice, tutti provenienti dall'ex Banco Popolare. La misura di fatto sospende il servizio lavorativo dei tre dirigenti fino al giudizio. Il provvedimento cautelativo riguarda per 83,8 milioni Banco Bpm  e Banca Aletti (fa parte dello stesso gruppo), per 32 milioni Unicredit , per 11 milioni Intesa Sanpaolo  e per 35,5 milioni Mps .

 

 

2 – «IO, TRUFFATO CON I DIAMANTI» I TOSCANI SONO ALMENO 120

Silvia Ognibene per www.corriere.it

diamanti 4

 

Un bidone da 100 carati che in Toscana coinvolge centinaia di risparmiatori che hanno perso i loro soldi in un’operazione che prometteva un investimento sicuro e redditizio in diamanti. E che invece, almeno secondo la Procura di Milano, è stata in realtà una grande truffa ordita da due società specializzate nella vendita delle pietre preziose — la Intermarket Diamond Business (Idb) e la Diamond Private Investiments (Dpi) — con la collaborazione attiva delle banche coinvolte: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Monte dei Paschi e Banco Bpm.

 

diamanti

La scorsa settimana, la Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di oltre 700 milioni di euro nei confronti di questi istituti di credito: i magistrati, infatti, ipotizzano che le banche abbiano avuto un ruolo attivo nella vendita dei diamanti ai risparmiatori e non soltanto — come sostenuto fin qui dagli istituti di credito — una semplice funzione «logistica» nell’ospitare la pubblicità delle due società di vendita delle pietre preziose. Le banche, secondo gli investigatori, facevano leva sul rapporto di fiducia consolidata con i clienti e proponevano attivamente l’investimento in diamanti, in cambio di commissioni generose.

 

john cena, un diamante per nikki bella 993

Un’impostazione che risulta anche dalle testimonianze dei risparmiatori truffati che si sono sentiti proporre l’investimento dalle filiali con le quali intrattenevano da anni rapporti: dopo le subordinate, un altro colpo alla fiducia dei risparmiatori e alla reputazione degli istituti di credito, che infatti sono corsi ai ripari.

 

Secondo la Procura di Milano le banche hanno indotto in errore migliaia di clienti vendendo diamanti a un prezzo ben superiore a quello del reale valore delle pietre (che in alcuni casi era meno della metà di quanto pagato) e promettendo alte rendite dell’investimento in un momento in cui i risparmiatori, spaventati dalle turbolenze sui mercati finanziari innescate dal crac della Lehman Brothers e dalla bolla dei subprime, si orientavano sulle materie prime percependole come maggiormente sicure.

federica panicucci

 

E anche perché, osservano sempre gli investigatori, le banche che hanno margini sempre più risicati sulle attività tradizionali, dalla vendita dei diamanti incassavano commissioni generose, nell’ordine del 10-15%, dalle società Idb e Dpi.

 

L’acquisto dei diamanti veniva presentato come un investimento sicuro in un «bene rifugio», in grado di conservare e accrescere il suo valore nel tempo, di agevole liquidabilità e alienabilità, capace di garantire rendimenti compresi fra i 2 e il 5%, sempre superiore all’inflazione, ai titoli di Stato e all’oro. Invece no.

 

Banco Bpm e Unicredit collaboravano con Idb, mentre Intesa Sanpaolo e Mps avevano accordi con Dpi, ma il meccanismo era identico. Tutti i risparmiatori sentiti dalle Fiamme Gialle hanno dichiarato di essere stati indotti in errore dai consulenti finanziari o dai direttori delle filiali alle quali si erano rivolti, mentre gli investigatori ritengono che anche il management delle banche fosse perfettamente consapevole di quello che stava succedendo.

 

DIAMANTI

Tant’è che risultano indagati i vertici di tutti gli istituti coinvolti. In Toscana, secondo le stime di Federconsumatori, sono 120 i risparmiatori truffati con la vendita dei diamanti ma, spiega il presidente Massimo Falorni, «il numero delle persone che si rivolgono ai nostri sportelli cresce di giorno in giorno: all’inizio hanno prevalso lo smarrimento e anche un po’ di vergogna, ma adesso non passa giorno che qualcuno non ci contatti. Il numero è destinato a lievitare».

 

simona tagli

Cosa deve fare un risparmiatore che ha acquistato diamanti dalle banche? «Mandiamo la raccomandata di messa in mora alla banca e a Bankitalia — spiega — e avviamo l’azione presso le banche per la restituzione dei soldi nel caso in cui l’acquisto sia stato fatto con Dpi, mentre nel caso di Idb, che nel frattempo è fallita, siamo in contatto con il curatore fallimentare che deve compilare la lista degli aventi diritto entro l’8 marzo, perché per l’8 aprile è fissata la prima udienza presso il tribunale fallimentare».

 

Falorni raccomanda ai clienti di rivolgersi a un legale per far visionare ogni tipo di accordo che le banche propongono e agli istituti di credito chiede di agire per surroga, riprendendosi le pietre e indennizzando le vittime al 100%. Cosa che stanno già facendo sia Intesa Sanpaolo che il Monte dei Paschi. Anche Unicredit riacquista dai clienti le pietre, corrispondendo il valore pagato al momento della vendita. Banco Bpm, invece, ha sospeso il direttore generale e i manager ed ex manager indagati e ha comunicato di aver provveduto ad accantonare in bilancio somme adeguate per far fronte ai rischi che derivano dalle possibile cause, ma non ha avviato al momento nessun meccanismo automatico di rimborso dei clienti.

 

diamante

Diverso è il caso dei risparmiatori che non hanno nemmeno i diamanti: «Sono tantissimi — spiega Falorni — Persone che hanno pagato ma non hanno ricevuto nulla perché nel frattempo la Idb è fallita. In questo caso ci rivolgiamo al curatore fallimentare per ottenere il ristoro della somma. Dal gennaio 2018 è entrata in vigore la Mifid2: sarebbe utile che le banche facessero maggiore chiarezza sui prodotti che mettono sul mercato per dare modo ai clienti di fare una valutazione consapevole e appropriata. E speriamo che dopo le subordinate e i diamanti la prossima non sia la volta dei lingotti d’oro».

 

3 – QUANTO HANNO GUADAGNATO LE BANCHE CON LA TRUFFA DEI DIAMANTI

Andrea Prada Bianchi per www.lettera43.it

 

il diamante della contesa

L'inchiesta della Procura di Milano sulla truffa dei diamanti da investimento ha travolto quattro delle principali banche italiane. Per almeno quattro anni (2012-2016), secondo l'accusa, Banco Bpm (e la controllata Banca Aletti), Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mps avrebbero fatto comprare a investitori e risparmiatori i diamanti con prezzi gonfiati delle società Intermarket Diamond Business e Diamond Private Investment.

 

Per gli inquirenti, gli istituti di credito avrebbero avuto un ruolo fondamentale di intermediazione tra le società e i clienti. Gli indagati, si legge nel decreto di sequestro preventivo firmato dal Gip Natalia Imarisio, «con più azioni e/o omissioni, con artifizi e raggiri, inducendo in errore decine di migliaia di risparmiatori/clienti delle banche (…) procuravano alle società Idb e Dpi e agli istituti di credito un ingiusto profitto». Un guadagno, secondo i pm, corrispondente ad almeno:

 

per il Banco Bpm (con la controllata Banca Aletti): 83.809.662,49 euro

 

per Unicredit: 32.670.422,38 euro

 

per Mps: 35.528.736,21 euro

 

per Intesa Sanpaolo: 11.076.807,08 euro

simona tagli

 

I profitti delle banche sono stati calcolati, sottolineano i pm, con criteri «prudenziali e restrittivi». Dalle somme riportate sono escluse le centinaia di migliaia di euro che gli istituti hanno guadagnato reimmettendo i profitti nelle loro attività, e per le quali gli stessi istituti sono accusati di autoriciclaggio. Il giudice ha disposto il sequestro preventivo di tutte queste somme. Secondo l'accusa, le due società Idb (era amministrata da Claudio Giacobazzi che, da indagato, nel maggio 2018 si suicidò) e Dpi avrebbero fatto acquistare, senza nemmeno le necessarie informazioni, diamanti a investitori e risparmiatori gonfiando il loro valore rispetto alle quotazioni indicative di Rapaport e Idex, i listini riconosciuti a livello internazionale.

 

Per gli inquirenti, le banche non solo sarebbero stati consapevoli del meccanismo truffaldino, ma avrebbero avuto anche «un ruolo fondamentale» di intermediazione tra le società e i clienti e di «collocamento» delle pietre preziose vendute.

 

«LE BANCHE GARANTIVANO LA GENUINITÀ DELL'INVESTIMENTO»

vasco rossi in concerto 1

«Gli istituti di credito omettevano di fare verifiche sulla formazione dei prezzi di vendita dei diamanti», si legge nelle carte dell'inchiesta, «basandosi esclusivamente sulle quotazioni effettuate dalle due società e garantendo, grazie alla loro intermediazione, l'intrinseca genuinità dell'investimento (…) così incassando compensi elevatissimi di intermediazione».

 

Le banche si sono sempre difese rivendicando una terzietà rispetto alle due società che vendevano diamanti, sostenendo che i profitti per loro erano, tra l'altro, del tutto marginali rispetto al loro giro d'affari complessivo. Tuttavia, sostengono i magistrati, «le indagini hanno fatto emergere il ruolo fondamentale degli istituti bancari nella conclusione dei contratti di compravendita di diamanti e il correlativo profitto di singoli ed enti».

 

«CONSAPEVOLE COINVOLGIMENTO DEL MANAGEMENT»

Inoltre, continua l'ordinanza, «tutte le persone offese hanno dichiarato di essere state indotte in errore con il contributo determinante dei consulenti finanziari o dei direttori delle filiali (…) Le indagini tecniche di intercettazione hanno evidenziato con la massima chiarezza il consapevole coinvolgimento del management nella vicenda in esame (in particolare di diversi dirigenti di Bpm)».

 

anello fidanzamento 5

Sarebbe stato proprio Banco Bpm a proporre a Vasco Rossi, una delle vittime della vicenda, l'acquisto di diamanti e la rockstar avrebbe pagato con tre bonifici il 20 luglio 2009, il 22 marzo 2010 e il 14 ottobre 2011, rispettivamente per 1,043 milioni di euro, 520mila euro e poco più di un milione.

 

LE INTERCETTAZIONI: «VENDERE DIAMANTI COME INVESTIMENTI, NON GIOIELLI»

«Il diamante non deve essere proposto come gioiello, ma come investimento»: così parlava, intercettato nel maggio del 2017, un dirigente del Banco Bpm al telefono con un collega. «Fare l'investimento, non venderlo come gioiello, rendimento atteso, c....!», diceva nella stessa telefonata l'altro dirigente dell'istituto.

Negli atti si parla, tra l'altro, di due circolari del 2003-2004 della Banca Popolare di Verona e Novara (poi Banco Popolare, che si è fuso con Bpm) e di Banca Aletti, «recanti l'esplicita direttiva ai dipendenti di proporre i diamanti non come gioielli ma come investimento», presentandoli come un «prodotto redditizio» in quanto «sicuro, da oltre vent'anni non conosce ribassi» con «plusvalenze medie annuali di 7-8 punti percentuali». Un dirigente di Banco Bpm, si legge sempre negli atti, aveva definito «allucinante» il contenuto di quelle circolari.

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