carlo cracco gualtiero marchesi

UNO DEGLI EFFETTI COLLATERALI DI QUESTI TEMPI PAZZI: ABBIAMO TRASFORMATO IL CUOCO IN...CHEF – CARLO CRACCO, PER SPIEGARE COME IL RUOLO DELLO SPADELLATORE SI SIA TRASFORMATO NEGLI ANNI, FINO A ESONDARE NEL DIVISMO TV, CI FA UN BEL PISTOLOTTO: “LA CUCINA È UN PATRIMONIO CULTURALE", "BISOGNA DIALOGARE CON I MEDIA E CON IL PUBBLICO”, "LA CUCINA E' UN MESTIERE ESIGENTE" - MA NON SPIEGA PERCHE' NON CI SIA PIU' UN RISTORATORE CHE PREPARI DU' BUCATINI E SIAMO PIENI DI SEDICENTI CHEF GASTRO-FIGHETTI CHE TI RIFILANO 6 GNOCCHI A 40 EURO (MORTACCI LORO!)

Estratto dell’articolo di Carlo Cracco per “la Stampa”

 

carlo cracco by toilet paper

[…] il ruolo dello chef si è trasformato nel tempo attraverso un dialogo costante tra generazioni. La cucina, a mio avviso, non rappresenta soltanto un insieme di tecniche o l'espressione di una creatività individuale: è soprattutto un patrimonio culturale che si sviluppa e si arricchisce grazie alla trasmissione di conoscenze, esperienze e valori tra maestri e allievi.

 

[…] Fin dalle origini della civiltà stanziale, le pratiche legate all'agricoltura, all'allevamento e alla preparazione del cibo si sono evolute proprio grazie alla condivisione delle conoscenze tra generazioni.

 

Nel corso del tempo, tali competenze si sono progressivamente affinate, consentendo alla gastronomia di svilupparsi senza perdere il legame con le proprie radici. […]

 

Un passaggio decisivo si colloca dopo la Rivoluzione francese, quando i cuochi, fino ad allora al servizio delle corti aristocratiche, iniziano a operare come professionisti autonomi. La cucina esce dai palazzi nobiliari e diventa progressivamente un patrimonio accessibile al pubblico. […]

Carlo Cracco e Gualteri Marchesi

 

Si sviluppa così una tradizione culinaria dinamica, alimentata da un continuo confronto tra esperienza e innovazione. Parlando di alleanza tra le generazioni, ritengo che uno degli esempi più significativi di questa sia rappresentato dal Maestro Gualtiero Marchesi. Cresciuto nella cucina di famiglia, Marchesi apprese fin da giovane i fondamenti della tradizione gastronomica. In seguito si confrontò con la grande scuola francese, introducendo in Italia nuove prospettive e una visione profondamente rinnovata della ristorazione.

 

La sua figura rappresenta, a mio avviso, non soltanto quella di un grande cuoco, ma anche quella di un maestro capace di formare e ispirare intere generazioni di professionisti. […] Lavorare al suo fianco significava quasi ricevere una sorta di "sigillo" professionale, che attestava una formazione di altissimo livello.

 

cuoco in un ristorante

In quegli anni si assiste inoltre a un cambiamento significativo nel ruolo pubblico dello chef. I cuochi iniziano progressivamente a uscire dal perimetro tradizionale della cucina: vengono invitati nelle case di artisti e intellettuali, raccontano i propri piatti, dialogano con altri ambiti della cultura. […]

 

Marchesi fu innovatore anche sotto il profilo della comunicazione gastronomica. Ne sono testimonianza le sue esperienze televisive, come il programma Che fai, mangi?, e i suoi libri, tra cui Oltre il fornello, che è diventato nel tempo un punto di riferimento per molti cuochi.

 

gualtiero marchesi

Con il passare degli anni ho compreso sempre più chiaramente come Marchesi non sia stato soltanto un innovatore nei piatti, ma anche nel modo di raccontare la cucina. In questo senso, può essere considerato un vero precursore: ha aperto la strada a una nuova figura di chef, capace di dialogare con la cultura, con i media e con il pubblico.

 

[…]  Quando penso alla cucina professionale, sono consapevole che il piatto che giunge al tavolo rappresenta soltanto la parte visibile di un lavoro molto più complesso. Dietro ogni preparazione esiste infatti una struttura fatta di persone, ruoli, responsabilità e relazioni. La brigata costituisce il cuore operativo di un ristorante: un sistema che deve funzionare con precisione, ritmo e fiducia reciproca.

 

Vorrei sottolineare, ora, la vera essenza del concetto di brigata: un vero ecosistema professionale che nel tempo ha conosciuto una profonda evoluzione. In passato le cucine erano ambienti più rigidi, caratterizzati da una gerarchia fortemente marcata e da metodi di insegnamento spesso severi. Si riteneva che pressione e disciplina rappresentassero strumenti indispensabili per la formazione di un cuoco.

CUOCHI

 

Oggi questo modello sta progressivamente cambiando. La cucina rimane un luogo in cui sono richiesti rigore, responsabilità, puntualità, precisione e concentrazione; allo stesso tempo, tuttavia, è cresciuta la consapevolezza dell'importanza della dimensione umana e relazionale.

 

Le nuove generazioni cercano maggiormente dialogo, confronto e opportunità di crescita. Per questa ragione ritengo che il ruolo dello chef non consista più soltanto nel dirigere una brigata, ma anche nel guidarla, formarla e motivarla.

 

CARLO CRACCO

[…] Un ristorante, infatti, non è mai il risultato del lavoro di una sola persona. È piuttosto il frutto dell'impegno quotidiano di molte figure professionali che condividono lo stesso obiettivo: offrire agli ospiti un'esperienza autentica. La cucina rimane un mestiere esigente, fatto di sacrificio, ritmo e dedizione, ma rappresenta anche uno dei luoghi più straordinari in cui costruire relazioni professionali e umane fondate su fiducia, rispetto e passione.

 

Per questo motivo, sono convinto che la storia della cucina dimostri un principio molto chiaro: l'innovazione non nasce mai in modo isolato, ma dall'incontro tra esperienza e futuro. Ogni generazione costruisce il proprio percorso a partire dalle basi lasciate da chi l'ha preceduta. È proprio in questo dialogo continuo tra maestri – o, potremmo dire, mentori – e allievi, tra organizzazione e creatività, tra memoria e cambiamento, che riconosco la vera forza della cultura gastronomica: una autentica alleanza fra generazioni.

la cotoletta senza carne di carlo cracco - Milano che avanzaCUOCHIcracco marchesiCracco - Crippa - Lopriore - Gualterio Marchesicarlo cracco, andrea berton, ernst knam, davide oldanicarlo cracco e Iginio Massari

 

CUOCHI

Ultimi Dagoreport

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?