ex ilva di taranto giorgetti meloni giorgia giancarlo

CONTO ALLA ROVESCIA PER L’EX ILVA – LA CORTE D’APPELLO HA DECISO CHE L’ACCIAIERIA DI TARANTO HA NOVANTA GIORNI PER METTERE IN SICUREZZA L’AREA A CALDO DELLO STABILIMENTO DI TARANTO OPPURE DOVRA' FERMARLA. CON QUEST’ORDINANZA IL GOVERNO NON PUÒ PIU’ PERDERE TEMPO: MELONI CONVOCA D’URGENZA UNA RIUNIONE A PALAZZO CHIGI, IL CONSIGLIO DEI MINISTRI STANZIA ALTRI 100 MILIONI PER ASSICURARE LA CONTINUITÀ DELLE ATTIVITÀ – GIORGETTI CONTRO LE TOGHE: “LA SENTENZA STRAVOLGE LA FASE DI CESSIONE, CAMBIA LE CONDIZIONI” – IL GRUPPO INDIANO JINDAL CONFERMA L’INTERESSE PER L'ACQUISIZIONE DELL'EX ILVA, “SUBORDINATAMENTE ALLA DEFINIZIONE DEI RELATIVI ACCORDI, INCLUSA LA REALIZZAZIONE DI UN FORNO CARBON FREE…”

JINDAL CONFERMA IMPEGNO PER L'ACQUISIZIONE DELL'EX ILVA DI TARANTO 

ex ilva di taranto - acciaierie d italia

(ANSA) - ROMA, 27 LUG - Il gruppo Jindal conferma il proprio interesse per l'acquisizione dell'Ex Ilva di Taranto, sia per l'area a freddo sia per l'area a caldo, prevedendo anche la realizzazione di un nuovo forno carbon free. Lo comunica il gruppo in una nota diffusa dal suo advisor legale Chiomenti, sottolineando che l'impegno è subordinato alla definizione dei relativi accordi.

 

"Alla luce della nota di Palazzo Chigi, a seguito del decreto della Corte d'Appello di Milano - è scritto nel comunicato - il Gruppo Jindal conferma il proprio impegno a portare avanti l'acquisizione del perimetro della Ex ILVA di Taranto e Acciaierie d'Italia, inclusivo sia dell'area a freddo che dell'area a caldo, subordinatamente alla definizione dei relativi accordi, ivi inclusa la realizzazione di un nuovo forno carbon free a Taranto.

 

Il Gruppo Jindal auspica in una definizione dell'operazione ed è pronto a definire i termini per risolvere questa situazione estremamente complessa, anche nell'interesse dell'industria siderurgica italiana ed europea."

 

«ILVA CHIUSA ENTRO 90 GIORNI» MA GIORGETTI: CESSIONE STRAVOLTA

Estratto dell’articolo di Giuliana Ferraino per il “Corriere della Sera”

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni foto lapresse.

Novanta giorni per mettere in sicurezza l’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto oppure fermarla. L’ordinanza della Corte d’appello di Milano trasforma la crisi dell’acciaieria in un conto alla rovescia e costringe il governo a rivedere i piani di cessione. La premier Giorgia Meloni ha convocato d’urgenza una riunione a Palazzo Chigi, mentre il Consiglio dei ministri ha stanziato altri 100 milioni per assicurare la continuità operativa e completare il passaggio delle attività, con riferimento però all’area a freddo.

 

«La sentenza stravolge la fase di cessione», ha riconosciuto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: l’ordine di chiudere l’area a caldo «cambia completamente le condizioni della vicenda». Per Palazzo Chigi si tratta degli impianti essenziali alla capacità produttiva [...]

 

altoforno 1 - stabilimento ex ilva di taranto

I giudici hanno stabilito che la produzione potrà riprendere solo dopo la rimozione integrale dell’amianto e il rientro di PM10 e PM2,5 entro i limiti di sicurezza, valutati sullo scenario autorizzato di sei milioni di tonnellate l’anno.

 

La pronuncia accoglie il ricorso promosso da un gruppo di cittadini dell’associazione Genitori Tarantini, tra i quali un bambino. [...]

 

Lo spazio per rinvii e proroghe si è ristretto. È questo il convitato di pietra al tavolo convocato oggi alle 11 a Palazzo Chigi. Il governo incontrerà i sindacati, i commissari di Acciaierie d’Italia e di Ilva in amministrazione straordinaria e Invitalia. Il confronto non potrà limitarsi alla cassa integrazione o al possibile acquirente: dovrà spiegare quale assetto industriale sia compatibile con il vincolo giudiziario, con quali capitali e in quali tempi.

 

EX ILVA DI TARANTO - PROTESTE DEI LAVORATORI

La dimensione sociale è imponente. Acciaierie d’Italia conta oltre 9.700 dipendenti, a cui si sommano circa 1.500 lavoratori della vecchia Ilva in amministrazione straordinaria e migliaia di addetti nell’indotto.

 

Ad aprile è stata autorizzata la cassa, dal primo marzo 2026 al 28 febbraio 2027, per un massimo di 4.550 addetti, circa 3.800 a Taranto. Gli 11,4 milioni stanziati per integrare l’assegno fino al 70% della retribuzione bastano però fino a ottobre con questa platea.

 

Sul fronte della vendita il governo tratta con il gruppo indiano Jindal Steel International [...]  Intanto Flacks Group tenta di rientrare in gioco con «Flacksider». Il progetto, elaborato con Danieli e Metinvest, prevede due forni elettrici da 220 tonnellate e un impianto Dri per produrre ferro preridotto con capacità da 2,5 a 4,6 milioni di tonnellate.

 

altoforno 1 - stabilimento ex ilva di taranto

Flacks stima un taglio della CO2 superiore al 50% e fino all’86% con l’impiego di idrogeno. Ma investimenti, disponibilità di energia, tempi e ricadute occupazionali sono ancora da verificare.

 

Qui sta il punto. Anche scegliendo oggi l’acquirente, nessun forno elettrico né impianto Dri può essere costruito in 90 giorni. La bonifica richiesta dai giudici deve convivere con impianti vecchi, attività ridotta e risorse pubbliche limitate. [...] 

ex ilva di tarantoEX ILVA DI TARANTO - PROTESTE DEI LAVORATORI

Ultimi Dagoreport

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...