“LEGUMI” DI FAMIGLIA – ALESSANDRO E CARLO PEDERSOLI, NIPOTI DI BUD SPENCER, HANNO TRASFORMATO LA RICETTA DEI FAGIOLI DEL NONNO IN UN BUSINESS DA OLTRE 8 MILIONI DI EURO: I “FAGIOLI ALLA BUD SPENCER”, ISPIRATI A QUELLI CHE L’ATTORE SI PREPARAVA SUI SET DEI WESTERN, HANNO CONQUISTATO OLTRE IL 50% DEL MERCATO DEI CONTORNI PRONTI – LA LORO SOCIETÀ, “BUD POWER”, VENDE ANCHE BIRRA E ALTRI PRODOTTI ISPIRATI AI FILM DI BUD SPENCER, E ORA PUNTA ANCHE ALL’ESTERO – “USIAMO LA SUA RICETTA, DICEVA: ‘SE DEVO RIPETERE DECINE DI VOLTE LA STESSA SCENA E I FAGIOLI SONO IMMANGIABILI, LASCIATE CHE ME LI FACCIA IO...” - VIDEO
Estratto dell’articolo di Sara Tirrito per “La Stampa”
Sul set dei film western girati in Italia la padella di fagioli era principalmente un oggetto di scena, preparata per reggere qualche inquadratura e non per essere davvero mangiata. Carlo Pedersoli, meglio noto come Bud Spencer, aveva però un'obiezione, che il nipote Alessandro ricorda ancora oggi.
«Se devo ripetere decine di volte la stessa scena e i fagioli sono immangiabili - diceva -, lasciate che me li faccia io. Almeno li mangio volentieri!». […] Pedersoli fissò la versione di fagioli alla Bud Spencer da farsi preparare sul set, ed è da quella ricetta che i nipoti Alessandro e Carlo Pedersoli sono partiti per creare i "Fagioli alla Bud Spencer", la referenza di punta della loro società, Bud Power.
[…] Il gigante buono dei Western ha sempre voluto aprire un ristorante senza mai poi avviarlo, ma il progetto imprenditoriale ha preso forma durante il lockdown. […] I due nipoti hanno ragionato su due delle principali passioni del nonno, lo sport e il cibo, e su un marchio a suo nome registrato nel 2015 proprio su consiglio di Alessandro. Da qui la nascita dell'azienda nel 2022.
Sono partiti dalle barrette proteiche, ma la crescita esponenziale è arrivata con i fagioli, che oggi portano il volto di Bud Spencer sulla latta e si trovano nelle principali catene di supermercati in Italia. Bud Power non produce e non ha stabilimenti. Definisce le ricette, acquista le materie prime, verifica gli standard del fornitore, poi tratta con le insegne della grande distribuzione, e segue grafica, comunicazione e logistica.
Con circa dieci persone nella sede operativa di Milano, i ricavi sono passati da circa 700 mila euro nel 2023 a 2,7 milioni nel 2024, a otto milioni nel 2025. «L'obiettivo è salire a 12 milioni nel 2026».
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E sono stati i fan, racconta, che hanno contribuito al capitale iniziale, arrivato dai fondatori - i due fratelli, il padre Giuseppe e il cugino Nicolò Denaro -, ma supportato anche da due campagne di equity crowdfunding con cui in totale è stato raccolto quasi un milione di euro.
Oggi si sono aggiunte alle referenze la birra, tributo alla scena di birra e salsiccia in Altrimenti ci arrabbiamo, il pizzone alla Bud Spencer, omaggio alla mossa dello schiaffo sul set. Tutte le ricette vengono consegnate allo stesso fornitore selezionato, che le esegue in test per poi produrle. Il collaudo finale spetta alla nonna.
[…] Lo spirito di Bud Power è anche nell'aspetto creativo di Bud Spencer, che prima di diventare attore era stato nuotatore olimpico e pallanuotista, «ma anche un inventore, uno che aveva tantissime idee».
Tra le suggestioni brevettate, lo spazzolino da viaggio con il dentifricio incorporato nel manico che usciva direttamente dalle setole, un kit per giocare a tennis in casa con una racchetta e una pallina legata a un filo fissato al soffitto.
Ci fu il tentativo di introdurre i gommoni negli Stati Uniti, dove ancora non circolavano. E Mistral Air, la compagnia di posta espressa via aerea poi passata a Poste Italiane, di cui rimase presidente onorario. E altre idee in passato definite bonariamente dal figlio «catastrofi economiche». «Ragionava così, si chiedeva come giustificare le sue passioni, quindi faceva investimenti come fondare una compagnia che consegna pacchetti». Il limite era l'esecuzione, anche perché non aveva il tempo di coltivare la sua vena imprenditoriale, passo in avanti che cerca di fare Bud Power.
bud spencer con il nipote alessandro pedersoli
«Nei contorni pronti, la categoria Nielsen in cui rientrano i Fagioli alla Bud, il marchio detiene circa il 55% delle vendite nella distribuzione italiana». Ora la crescita punta all'estero. Bud Power ha cominciato dalla Svizzera, poi Austria e Ungheria, mentre arrivano richieste da Polonia e Repubblica Ceca: «Nell'Est europa - spiega Pedersoli - quei film superavano la censura perché privi di connotazione politica, e il pubblico è rimasto fedele». […]
«Fin dall'inizio volevamo un prodotto senza conservanti e salutare, come lo avrebbe voluto mio nonno, quindi oggi i fagioli vengono cotti dentro la latta già chiusa e portati a una temperatura precisa per un numero definito di minuti, finché la carica batterica si azzera con la sola cottura. Sono aspetti critici, richiedono una grande competenza». […]
«Mi piacerebbe avere un giorno impianti nostri - spiega -, e mettere la garanzia sul prodotto con le nostre mani. Ma non è obbligatorio e non abbiamo fretta». Alla base della crescita ha contribuito il fatto di arrivare con un volto e un nome amati in Italia. «Quello che siamo riusciti a fare non sarebbe stato possibile senza ciò che mio nonno aveva costruito negli anni con le persone - dice -. Siamo grati per questo privilegio ma ne sentiamo anche tutta la responsabilità».
carlo pedersoli
FAGIOLI ALLA BUD SPENCER
FAGIOLI ALLA BUD SPENCER
alessandro pedersoli




