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TIMORE E TREMORE - IL GEOLOGO DEL CNR: “C’È STATA UNA DOPPIETTA SISMICA. NEL 1997, COME IN QUESTO CASO, LA SCOSSA SUCCESSIVA FU DI INTENSITÀ PIÙ FORTE E FU QUELLA CHE DISTRUSSE I MOSAICI DELLA BASILICA DI ASSISI - IL PERICOLO ADESSO È LO SCIAME. NESSUNO PUÒ DIRE CHE COSA ACCADRÀ”

Flavia Amabile per “la Stampa”

 

terremoto nelle marcheterremoto nelle marche

Un nuovo terremoto, diverso da quello del 24 agosto. Questa è la tesi che sostengono in molti, tra i quali anche Paolo Messina, direttore dell' Igag, l'Istituto di geologia ambientale e bioingegneria del Cnr che ha avuto quest' impressione fin dalla prima scossa Di fronte a questi dati, qual è la prima ipotesi?

«La prima impressione è che ci troviamo di fronte a un nuovo terremoto che si è articolato con una coppia sismica cioè una scossa forte e una successiva, ancora più forte, nella stessa zona o in zona contigua: è un meccanismo tipico dei terremoti dell' Appennino».

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Dunque un terremoto diverso da quello di agosto?

«Mi sembra che ci troviamo di fronte alla stessa faglia che si sviluppa lungo un'altra direttrice rispetto al terremoto di agosto. E' chiaro che potremmo essere smentiti in qualsiasi momento ma i dati disponibili finora mi fanno ipotizzare questo».

 

E' questo il motivo per cui nella zona di Accumoli e Amatrice le scosse non sono state avvertite in modo particolarmente forte?

«E' molto probabile che sia così, è un segnale che confermerebbe questa tesi».

 

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Un'ulteriore conferma potrebbe arrivare dalle due forti scosse a distanza ravvicinata, tipiche di un fenomeno nuovo.

«Anche questo è un episodio che porta a pensare che ci troviamo di fronte a un terremoto diverso».

 

In quale direzione si sviluppa questo nuovo terremoto?

«Verso nord-nord ovest rispetto al monte Vettore e Accumoli».

 

E quindi quali conseguenze potrebbe avere? Un nuovo periodo di scosse di assestamento?

«Se ci troviamo di fronte a un nuovo terremoto è inevitabile che lungo la zona nord, nord-ovest rispetto a Accumoli e al monte Vettore si andrà incontro a un periodo di scosse di intensità meno forte. Sono scosse dovute alla necessità che la faglia che si è mossa deve ora raggiungere un nuovo equilibrio e la struttura che lo ha originato si deve riassestare».

 

La presenza di un nuovo terremoto ha conseguenze diverse da un punto di vista geologico in quella zona?

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«No, non cambia molto. Ci troviamo di fronte a una situazione abbastanza comune in quella zona. Anche nel 1997 la scossa della sera fu simile a quella della mattina e anche ad Amatrice quella iniziale era di 6 gradi e poi ne è arrivata una di 5,8. È una cosiddetta doppietta sismica.

 

Ma nel 1997, come in questo caso, la scossa successiva fu di intensità più forte e fu quella che distrusse i mosaici della basilica di Assisi. Le situazioni che si sono presentate nel corso degli anni però sono state molto diverse. Nel caso del terremoto dell' Irpinia ci siamo trovati di fronte a una scossa di enorme importanza. Nel caso del Friuli ci siamo trovati di fronte a una scossa molto forte a maggio e a un'altra altrettanto forte a settembre».

 

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Che cosa bisogna aspettarsi, quindi?

«In questo campo tutto quello che possiamo dire è che non si può prevedere nulla. Possiamo studiare i dati quando si sono verificati per capire che cosa è accaduto ma nessuno è in grado di dire che cosa accadrà in futuro. L' unica vera prevenzione è costruire rispettando nel modo migliore possibile le norme antisismiche. Soltanto in questo modo in caso di scosse anche se ci sono lesioni agli edifici si può evitare che ci siano vittime».

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