cibo vissani gualtiero marchesi mauro defendente febbrari

LA FORZA DELL'INTESTINO - “IL MONDO È PIENO DI DIETOLOGI CHE VORREBBERO FARTI DIGIUNARE PER TUTTA LA VITA. L’INTESTINO HA BISOGNO DI VARIETÀ” – CONSIGLI E SEGRETI DI MAURO DEFENDENTE FEBBRARI, IL MEDICO CHE HA ACCORCIATO LA PANZA DEI PIÙ GRANDI CHEF STELLATI D’ITALIA – “MAI PRANZATO DA VISSANI. È UN SACCENTE CRITICONE. DECADUTO D’ALEMA, MI PARE FINITO ANCHE LUI" -  "LA PRIMA REGOLA? PUOI PAPPARTI UNA FIORENTINA DA UN CHILO O DUE POLLI ARROSTO. MA UN SOLO ALIMENTO PER VOLTA ...”

Stefano Lorenzetto per il “Corriere della Sera”

 

mauro defendente febbrari 4

La sua fama di assottigliatore, perdonate il neologismo, lo precede dal 1986, quando mise a stecchetto Luigi Veronelli, decano degli enogastronomi: meno 10 chili. «Lui mi chiamava figlio e io papà». Da allora Mauro Defendente Febbrari («l’ultimo del casato con il secondo nome di questo martire della Legione tebea, ho interrotto una tradizione secolare») ha accorciato la panza dei più grandi chef stellati d’Italia.

 

In ordine strettamente ponderale: Fulvio Pierangelini, già al Gambero rosso di San Vincenzo, oggi al Jardin de Russie di Roma, e la moglie Emanuela: 30 chili in due; i fratelli Chicco, Bobo e Rossella Cerea del Da Vittorio di Brusaporto: 22 in tre («di cui 14 la ragazza»); Raffaele Alajmo delle Calandre di Rubano: 17; Philippe Léveillé e Mauro Piscini del Miramonti l’Altro di Concesio: 7 a testa; Annie Feolde dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze, ora ritiratasi a Cannes: 5 chili.

 

mauro defendente febbrari 1

Lo stesso peso che fece smaltire al compianto Gualtiero Marchesi dell’Albereta di Erbusco. Pur non bisognoso di dimagrire, si è rivolto a Febbrari anche Giancarlo Perbellini, 6 stelle Michelin conquistate con 10 locali sparsi fra Veneto, Lombardia e Sicilia: «Mi ha chiesto qualche consiglio nutrizionale per elaborare le sue ricette».

 

Dopo aver ridato la salute a tanti vip, per un crudele contrappasso sta male lui. Colpito da sclerosi multipla nel 2000, da 15 anni non cammina più, è in sedia a rotelle. Ma continua a visitare i suoi pazienti, anche se ha dovuto chiudere lo studio che aveva a Milano, in piazza Diaz. Il paradosso è che Febbrari, medico da 44 anni, non è mai stato un dietologo. Le sue specialità sono l’endocrinologia e la diabetologia. Avrebbe voluto frequentare Scienze politiche e diventare interprete parlamentare, «ma rischiavo di finire professore di filosofia: la carriera diplomatica si presentava impervia».

 

Che cosa la spinse alla medicina?

mauro defendente febbrari 2

«Dottori con le ali, titolo originale The flying doctors , serie tv australiana degli anni Ottanta. Pensai: giro il mondo con il van Volkswagen degli hippy e curo la gente in cambio di uova e pollame».

 

Il cibo già c’entrava.

«Un giovane che aveva un debito con mio padre, ed era assistente di endocrinologia alla Seconda Università di Napoli, mise una buona parola per farmi entrare. Il mio idolo era Che Guevara, divenuto medico dando 13-14 esami in un anno. Riuscii a batterlo: ne superai 17».

 

Incredibile.

«Per un tacito accordo, ogni tre esami mia madre mi dava i soldi per raggiungere Bruxelles, dove avevo conosciuto Floriana, figlia di un pilota di caccia, Mattucci, amico dei miei, che lavorava nella base Nato. È diventata mia moglie».

schermata 2022 09 16 alle 13.52.52

 

Quanti tipi di diete conosce?

«Solo quella del buonsenso. Rinunciare e crocifiggersi è inutile. Il mangiare è un piacere e tale deve restare. Il mondo è ancora pieno di dietologi che vorrebbero farti digiunare per tutta la vita. Nessuno può riuscirci. L’intestino ha bisogno di varietà. Mangiare sempre le stesse cose è la morte della sana alimentazione».

 

Francesco Perugini Billi, medico che lavorava come lei nel Policlinico di Ponte San Pietro, mi ha spiegato che per stare in salute bisogna mangiare grassi.

«Sono perfettamente d’accordo. Basti dire che il Seven countries study condotto dal professor Ancel Keys, fondamentale ricerca epidemiologica sui rischi cardiovascolari, non prende in considerazione il fumo di sigaretta. I francesi consumano burro, foie gras, patè eppure hanno meno accidenti cardiaci dei giapponesi che si nutrono solo di pesce».

fratelli alajmo

 

Che fa? Mi condanna l’olio di oliva?

«No, dico solo che Philippe Léveillé, figlio d’arte di un ostricaio bretone, inventore di piatti storici come il caldo-freddo di cavolfiore e il crescendo di agnello, autore del libro La mia vita al burro, è arrivato a due stelle Michelin dimostrando che questo alimento è salutistico».

 

Giuseppe Giudice, che era il dietologo di Marta Marzotto, mi ha detto: «Mai considerate le calorie in vita mia».

«Io lo stesso. Il segreto è la masticazione lenta. Se non ingurgitassimo, mangeremmo un terzo in meno. Lo dissi al critico Paolo Marchi di Identità golose: non puoi scrivere di cibo buttandolo giù, a quella velocità non capisci neppure che cosa stai deglutendo. Si offese a morte».

vissani

Ma poi siete diventati amici.

«Gli ho fatto smaltire 15 chili».

 

Dalle foto mi sa che ora li ha ripresi.

«Lo credo, è un’idrovora. La moglie invece si controlla: con me ne ha persi 12».

 

Mi ha raccontato che lei cura i pazienti solo dopo averli condotti al ristorante.

«Verissimo. Lo portai da Vittorio, allora a Bergamo, per vedere in che modo mangiasse. L’ispirazione me la offrì l’architetto Roberto Panza, progettista di questa villa. “Stasera vengo a cena da lei”, mi disse. Chiesi: l’ha invitata mia moglie? “No, mi sono invitato da solo per capire da voi due e dai vostri figli che tipo di casa vi aspettate da me”».

 

Non si limita a far dimagrire gli chef.

mauro defendente febbrari libro

«Esatto. Anche i loro fustigatori. Il povero Gianni Mura e la moglie Paola, critici del Venerdì di Repubblica, smaltirono 16 chili in due. Enzo Vizzari, direttore delle Guide de L’Espresso, 10 da solo. Metto in riga pure i vignaioli: Piermario Meletti Cavallari, quello del Grattamacco, Edoardo Valentini, Diego Molinari, la famiglia Taurino del Patriglione salentino. E Angelo Stoppani, l’allora patron di Peck che arruolò lo chef Carlo Cracco: gli tolsi 10 chili dal girovita».

 

Nessun esame di laboratorio?

«Il più importante è il disbiosi test. Accerta la presenza nelle urine di scatolo e indolo, che denotano un’alterazione della flora batterica intestinale. Il microbiota è il nostro secondo cervello, ma più intelligente del primo: regola difese immunitarie, tono dell’umore, metabolismo. Se non funziona, non puoi dimagrire. I probiotici possono ripararlo».

 

Come mai chi fa le diete poi torna a ingrassare e supera il peso precedente?

«Perché ignora il principio base della gastrosofia, filosofia applicata all’apparato digerente: se l’uomo mangiasse poco ma di tutto, sarebbe immortale».

 

Mi scusi, ma non è proprio lei che propugna la cucina monotematica?

pasta fedda di gualtiero marchesi

«Preferisco chiamarla monoteista. Un solo alimento per volta. È la mia prima regola. Puoi papparti una fiorentina da un chilo, o tre sogliole, o due polli arrosto. Ma non metterci nulla sopra, sotto o di fianco, manco una scaglia di grana».

 

E la seconda regola?

«Svuotamento dei carboidrati per cinque giorni la settimana. Sono tassativamente vietate le “5 p”: pasta, pane, patate, pizza, polenta. In compenso, ammessi due bicchieri di vino rosso a pasto. Il sabato e la domenica, libera uscita».

 

Non c’è due senza tre. Terza regola?

il risotto con la foglia d oro di gualtiero marchesi 1

«Ricerca della qualità esasperata. Con mio padre facevo 200 chilometri nella nebbia per andare a mangiare il risotto giusto nella trattoria Dante ad Asiago, che oggi non esiste più. Se ho una pausa pranzo di mezz’ora, non trangugio panini d’incerta natura. Meglio una spremuta di pompelmo, un caffè e mezzo toscano, fumato non mangiato, si capisce: con il suo Ph acido toglie l’appetito. Se faccio il bagno nelle piscine comunali, dopo cinque minuti comincio a grattarmi. Ma se mi tuffo in mare alle Tremiti, sto bene».

 

Quanto pesa?

«Ero 90 chili, oggi 74. Sono alto 1,81».

 

Che cos’ha mangiato ieri a pranzo?

«Scampi alla brace e orata di 3 chili, divisa in famiglia, con piccola maionese. La sera, friggitelli e due uova al tegame».

 

Vedo che ha l’intera collezione di piatti dei ristoranti del Buon Ricordo.

«Li ho raccolti quando il ricordo che ti lasciavano era ancora buono».

 

E in cantina che cosa troverei?

mauro defendente febbrari 7

«Circa 3.000 bottiglie. Intere annate di Mouton Rothschild, Sassicaia e Solaia, gli introvabili Vega Sicilia spagnoli, il mitico Sine Qua Non prodotto da Manfred Krankl in California. Una settimana fa ho bevuto un Petrus del 1998, dono di un amico. Lo avrà pagato 3.000 euro».

 

La definirei un intenditore gaudente.

«Qualcuno mi chiama gourmet trainer. Nel 1978 andai a cena da Gualtiero Marchesi in via Bonvesin de la Riva a Milano. Mi presentò spaghetti freddi con sopra caviale ed erba cipollina. Spesi 180.000 lire. Il mio stipendio mensile era di 600.000. Litigai. Mi mise alla porta: “Lei non è pronto per la mia cucina, torni quando lo sarà”. Andai da lui all’Albereta 25 anni dopo. Stesso piatto: divino. Ero cambiato io. Diventai il suo medico».

 

Perché i ristoratori ingrassano?

Massimiliano Alajmo

«Assaggi, stress, cattive abitudini. Raffaele Alajmo mi ha confessato che, dopo aver chiuso il locale all’una di notte, spazzolava l’intero carrello dei formaggi avanzati. Oggi è tornato sui 110 chili».

 

Il fratello Massimiliano è filiforme.

«Max è un prussiano. Insieme, in sette anni abbiamo laureato nel Master della cucina italiana più di 100 chef, molti dei quali oggi stellati. Dopo la mezzanotte, quattro volte a settimana mi telefona per raccontarmi com’è andata la serata nel suo tempio. Non tutti sono come lui o il defunto Sirio Maccioni di Le Cirque di New York, che a una cena in suo onore si limitò a due cucchiaini di caviale. Me l’ha raccontato Fulvio Pierangelini».

 

vissani

L’eterno rivale di Gianfranco Vissani.

«Mai pranzato da Vissani. L’ho incrociato solo a Identità golose. Mi ha disgustato. È un saccente criticone. Decaduto D’Alema, mi pare finito anche lui».

 

Ridolfo nella «Bottega del caffè» di Goldoni: «La gola è un vizio che non finisce mai, ed è quel vizio che cresce sempre quanto più l’uomo invecchia».

«L’uomo saggio sa che invecchiando va verso la sua fine. Ma, proprio perché è saggio, non ha di questi parossismi. Mio figlio Riccardo mi ha portato dalla Martinica nove diversi rhum agricole. In due sere, li ho degustati tutti, un dito ciascuno. Un dito in orizzontale, eh!».

Gualtiero Marchesi GUALTIERO MARCHESI INAUGURAZIONE MITO ALLA SCALA FOTO FRANCO CORTELLINO gualtiero marchesigualtiero marchesi 2gualtiero marchesigualtiero marchesi 2Gualtiero Marchesi

gianfranco vissaniVISSANImauro defendente febbrari

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....