morra davigo

“DAVIGO MI PORTÒ NELLA TROMBA DELLE SCALE E MI MOSTRÒ LE CARTE SULLA LOGGIA UNGHERIA..." - LA RIVELAZIONE DI NICOLA MORRA ASCOLTATO DALLA PROCURA DI ROMA SULLA FUGA DI NOTIZIA DEI VERBALI SECRETATI DI AMARA - LA DIFESA DEL PM STORARI, INDAGATO PER RIVELAZIONE DEL SEGRETO D'UFFICIO: "I VERBALI DI AMARA SONO STATI DATI A PERSONA AUTORIZZATA (DAVIGO), CHE LA HA VEICOLATE A UN ORGANO ISTITUZIONALMENTE COMPETENTE"

Da https://www.repubblica.it

 

PAOLO STORARI

Si è concluso, in ufficio diverso dalla sede della Procura di Roma di piazzale Clodio, l'interrogatorio del pm di Milano Paolo Storari, indagato per rivelazione del segreto d'ufficio per avere consegnato all'ex consigliere del Csm, Piercamillo Davigo, i verbali secretati resi dall'avvocato Piero Amara. L'atto istruttorio si è svolto alla presenza del procuratore capo Michele Prestipino e dei sostituti Rosalia Affinito e Fabrizio Tucci. I magistrati questa mattina hanno lasciato gli uffici di Clodio.

 

La difesa di Storari

PAOLO STORARI CON IL SUO AVVOCATO

"Storari non ha provocato assolutamente niente. Quello che è tecnicamente avvenuto è che delle informazioni, perché i verbali non sono che il supporto di informazioni, sono state comunicate ad una persona autorizzata a riceverle. A sua volta questa persona le ha veicolate ad un organo istituzionalmente competente". Lo ha detto l'avvocato Paolo Della Sala, difensore del pm di Milano Storari, al termine dell'interrogatorio svolto con i magistrati di Roma.

 

Le rivelazioni di Morra

nicola morra

''Ricordo semplicemente che era molto caldo quando incontrai il dottor Davigo, può essere certamente giugno dell'anno scorso, ma non ricordo esattamente il giorno. Ci incontrammo nello studio di Davigo al Csm. Davigo mi disse semplicemente che sul dottor Ardita si stava adombrando un sospetto assai grave, e cioè che fosse in qualche modo organico a una loggia massonica segreta, occulta, in base alle dichiarazioni, io ricordo questo poi magari ricordo male, di un collaboratore di giustizia''. A dirlo è il senatore Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia, che ieri ha riferito formalmente alla procura di Roma fatti relativi alla questione Amara-Davigo di cui era a diretta conoscenza.

PIERCAMILLO DAVIGO E SEBASTIANO ARDITA

 

''Anche perché - aggiunge Morra -, avessi memorizzato avvocato Amara, per quanto io sia scherzosamente affetto da Alzheimer, potevo immediatamente associarlo alla vicenda Siracusa, Amara-Calafiore e tutto il resto. Ma io non ricordo di aver avuto indicato o pronunciato il nome del dichiarante, non ricordo di aver letto eventualmente questo cognome. Se l'ho fatto non ho afferrato, però mi ricordo che si trattava di una procura del Nord che stava vagliando l'attendibilità delle dichiarazioni di questo collaboratore che mi è stato presentato come un collaboratore di giustizia. Ricordo che rimasi basito, esterrefatto dalle dichiarazioni in questione''.

 

MARCO MANCINETTI E PIERCAMILLO DAVIGO

Poi Morra ribadisce: ''Non ricordo se ho visto cognomi o meno, perché mi è stata aperta questa cartellina, questo foglio, se non ricordo male un foglio a righe che conteneva questi stampati, e quindi l'attenzione si è soffermata sull'adesione di Sebastiano Ardita alla loggia massonica, cosa che poi puntualmente mi sembra sia stata smentita nei fatti perché le affermazioni di Amara sono state riscontrate in maniera negativa, per cui sono state confutate, e io di questo non posso che essere contento. Anche perché ci tengo a ribadire che io avevo ed ho grande stima nei confronti sia di Davigo che di Ardita, quindi spero che tutto si chiarisca. Poi non so se qualcuno ha operato degli errori, non ho le competenze per poter asserire se è stato alfa o è stata beta, ma io lavoravo affinché il gruppo di Autonomia e Indipendenza recuperasse uno spirito di dialogo interno che li rendesse nuovamente punti di riferimento per quanto riguarda la mia azione in termini di politica giudiziaria''.

nicola morra

 

Morra quindi sottolinea: ''Quando sentii il nome di Ardita associato alla loggia massonica rimasi così, trasecolato, tant'è che poi ho ricordato di essere uscito dallo studio e di aver incrociato lo stesso dottor Ardita che entrava nel suo studio, perché al Csm Ardita e Davigo avevano lo studio uno di fronte all'altro. Insomma, ho visto Ardita e credo di averlo salutato non con la solita familiarità, con la solita affabilità con cui lo salutavo, perché a distanza di pochi minuti ero rimasto proprio così.

piercamillo davigo al tg2 2

 

Poi nel tempo, comunque, c'ho pensato, e siccome non arrivavano ulteriori sviluppi né in un senso né nell'altro, ho inteso comunque partecipare ad eventi con il dottor Ardita, eventi pubblici relativi a questioni antimafia, per esempio la presentazione del suo libro insieme al dottor Gratteri e al dottor Di Matteo a Catania, forse nel luglio del 2020. Poi ho partecipato con lui a webinar e altri incontri online''.

 

nicola morra foto di bacco (1)

Il presidente della commissione Antimafia subito dopo aggiunge: ''Ricordo perfettamente che Davigo mi portò nella tromba delle scale, questo atteggiamento mi insospettì, era quasi a far pensare che non ci si fidasse neanche del luogo in cui ci si trovava perché magari si poteva essere sottoposte a controllo''.

 

Infine, Morra conclude: ''Una volta appreso tutto questo, ho riferito al dottor Ardita, perché mi sembrava corretto, e anche al dottor di Matteo che è stato colui che pubblicamente e denunciato il tutto. Già avevo preso la decisione di riferire alla procura di Roma, ma sono stato anche suggerito in tal senso sia dal dottor Di Matteo che dal dottor Ardita, perché non c'è cosa più pulita che segnalare a chi di dovere''.

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