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DIETRO OGNI HACKER C’È UN COJONE CHE S’È FATTO PENETRARE – I PIRATI INFORMATICI PROTAGONISTI DEL “FURTO DEL SECOLO” ALLA PIATTAFORMA CRIPTO “BINANCE” HANNO INGOLOSITO I DIPENDENTI DELLA SOCIETÀ CON UN FINTO COLLOQUIO DI LAVORO. SONO ENTRATI IN CONFIDENZA CON GLI INGEGNERI DI “BINANCE” E NE HANNO CONVINTO UNO A INSTALLARE UN SOFTWARE PER IL RECLUTAMENTO, CHE NASCONDEVA IL TRAPPOLONE INFORMATICO…

Umberto Rapetto per www.giano.news

 

BINANCE

Quando si parla di furti nel mondo di Internet si è portati a pensare a criminali dalle incredibili capacità informatiche.

 

In un attimo la fantasia porta ad immaginare programmatori instancabili che passano la notte a scrivere righe di codice da usare come grimaldello o – ancor peggio – come fiamma ossidrica con cui perforare le casseforti virtuali.

 

Quando poco tempo fa si è sentita la notizia della rapina del secolo a qualcuno sembrò impossibile che un bandito fosse riuscito a portar via addirittura sei miliardi di dollari in un colpo solo. E tutti hanno cominciato a chiedersi, ovviamente, come fosse riuscito in una simile impresa.

 

ATTACCO HACKER

La risposta ad un così imponente quesito arriva direttamente da uno dei due amministratori delegati di Binance, ovvero la società che si è fatta fregare.

 

Richard Teng, al vertice di questa azienda appena turlupinata, ha dichiarato che gli hacker hanno sì utilizzato l’intelligenza artificiale ma che la loro arma vincente è stata una serie di falsi colloqui di lavoro.

 

Ancora una volta la bravura informatica ha avuto un ruolo secondario in una avventura tanto ardimentosa che ha svuotato i portafogli elettronici della più importante piattaforma online che tratta criptovalute.

 

hacker corea del nord

La carta vincente giocata dai malfattori è stata la dabbenaggine di dipendenti, collaboratori e consulenti di Binance.

 

I furfanti – in ossequio alla regola aurea del non aver fretta – hanno impiegato mesi per mandare a segno la loro malefatta. Quello che è considerato l’attacco record è stato realizzato agendo lentamente, quasi avessero dovuto scavare con le mani un lungo tunnel nel sottosuolo per arrivare al forziere hi-tech.

 

I banditi hanno ricordato che l’anello debole di un sistema di sicurezza è sempre l’essere umano. Siccome un cretino non basta, i delinquenti hanno ritenuto opportuno sceglierne più di uno così da avere più cavalli su cui puntare la loro scommessa.

 

Hacker NFT

La scelta del finto colloquio di lavoro è stata geniale. Ha infatti consentito di entrare in buona confidenza con sventurati che – per ben figurare – hanno esplicitato nel dettaglio le mansioni abitualmente svolte. Ogni candidato ha tenuto a sottolineare la delicatezza dei compiti assegnatigli e a descrivere in modo preciso le procedure di cui aveva assoluta padronanza.

 

HACKER - VIOLAZIONE DI SERVER

Quel che ha giocato un ruolo fondamentale è stato il rapporto di confidenza instaurato con chi sperava in una nuova prospettiva professionale. L’idea di uno stipendio migliore, di qualche benefit davvero invidiabile e di una posizione elevata nell’organigramma dell’ipotetico nuovo datore di lavoro, è stata certamente l’innesco di una malaugurata loquacità…

 

A giugno scorso i briganti hanno creato una versione contraffatta di uno strumento per sviluppatori, convincendo uno degli ingegneri di Binance ad installarla. Poi a settembre si sono finti come reclutatori per conto di una nota società di selezione del personale e hanno agganciato un altro qualificatissimo specialista della piattaforma nel mirino.

 

hacker corea del nord

Dopo una preliminare conversazione culminata con lodi sperticate che hanno esaltato il poveretto ormai pronto a fare qualunque cosa pur di sentirsi dire che era il più bravo, i sedicenti esaminatori hanno chiesto al tizio di svolgere un esercizio di programmazione che conteneva un malware nascosto.

 

Le istruzioni nocive erano state progettate per eludere i meccanismi di sicurezza e il “coglionazzo” ci è cascato con tutte le scarpe, creando un varco attraverso il quale i criminali sono arrivati dritti dritti al tesoro.

 

ATTACCO HACKER AI SISTEMI REFRIGERAZIONE IN BELGIO

Nonostante gli esperti di security di Binance avessero rilevato operazioni anomale e avessero sostituito a titolo precauzionale il computer del tecnico per tentare di bloccare attività illecite, l’intervento non ha fatto in tempo a scongiurare il saccheggio. Gli hacker hanno agito lentamente, ma hanno saputo correre velocissimi non appena si sono accorti che stava per scattare l’allarme: delinquenti sì, ma stupidi niente affatto…

 

Adesso Binance cerca un esperto terzo che, in totale condizioni di indipendenza, esamini l’accaduto, ricostruisca con la moviola i vari passaggi, fornisca suggerimenti per evitare un bis che potrebbe esser fatale non solo per l’azienda ma per l’intero universo finanziario.

Se c’è qualche professionista con sufficiente dose di sadismo, l’occasione è davvero ghiotta.

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