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USA E GETTY – GETTY IMAGES, UNA DELLE PIÙ IMPORTANTI AGENZIE FOTOGRAFICHE DEL MONDO, È IN CRISI NERA E PER EVITARE IL FALLIMENTO HA CHIESTO LA PROTEZIONE DAI CREDITORI NEGLI STATI UNITI PER RISTRUTTURARE UN DEBITO DI 2,1 MILIARDI DI DOLLARI – IN UN SOLO ANNO, LE AZIONI DELL’AZIENDA HANNO PERSO IL 99% DEL LORO VALORE: A PESARE SONO GLI INTERESSI SUI PRESTITI, IL FALLIMENTO DELLA FUSIONE CON “SHUTTERSTOCK” E LA CONCORRENZA DELLE IMMAGINI GENERATE DALL’IA – IL “CORRIERE DELLA SERA”: “LA CRISI DI GETTY IMAGES CI PARLA DELLE DIFFICOLTÀ DELLA CARTA STAMPATA E DEL TRAMONTO DELLA TESTIMONIANZA. NON CONTA PIÙ SOLTANTO CIÒ CHE UN’IMMAGINE RACCONTA. CONTA QUANTO VIENE CONSUMATA E CONDIVISA…”

1 - GETTY SI ARRENDE NELLA GARA CON L’AI E PROVA A RINASCERE DAL FALLIMENTO

Estratto dell’articolo di Franco Bertolino per il “Corriere della Sera”

getty images 3

 

Un monte di debiti alto 2,1 miliardi, spese per interessi fuori controllo, una fusione fallita, la minaccia incombente dell’intelligenza artificiale. Sono le istantanee di una crisi, quella di Getty Images che, per evitare il fallimento, ha chiesto di poter procedere alla ristrutturazione del debito.

 

La celebre agenzia fotografica ha presentato ieri istanza di Chapter 11 negli Stati Uniti per ottenere protezione dalle azioni dei creditori, con cui sta lavorando a un accordo. Se il negoziato andrà in porto, Getty Images otterrà la cancellazione di debiti per 270 milioni e lascerà Wall Street, dove in un anno le sue azioni hanno perso il 99%. E tornerà sotto il controllo della famiglia fondatrice Getty, pronta con il gruppo alleato Koch a iniettare 533 milioni di capitali per rilanciare la società.

 

jonathan klein e mark getty 1

L’agenzia è nata a Londra nel 1995 da un’idea di Jonathan Klein e Mark Getty, erede di una ricca dinastia di petrolieri. Nel 1984, a 23 anni, Mark Getty si trovò senza più un’impresa — ceduta dallo zio per oltre 10 miliardi — ma con molti soldi e voglia di fare. «Si prova un senso di perdita quando una famiglia vende un’azienda che ha costruito nel corso di generazioni», confessò a Forbes , presentando la sua iniziativa imprenditoriale: un archivio di foto da offrire su licenza a giornali, media, pubblicitari...

 

Il tempismo del progetto si rivelò fortunato: di lì a poco il boom di internet avrebbe moltiplicato la domanda di immagini, trovando nel gruppo Getty Images un pioniere della loro digitalizzazione pronto a soddisfarla. […]

getty images 2

 

Seguendo le orme dello zio, così, nel 2008 Getty decise di cedere per oltre un miliardo la maggioranza dell’agenzia al fondo Hellman & Friedman che, quattro anni più tardi, avrebbe passato il controllo a un altro fondo, Carlyle, in un’operazione da 3,3 miliardi.

 

Il decennio di proprietà finanziaria si è concluso nel 2018, quando Mark Getty ha ripreso la proprietà dell’agenzia per poi quotarla di nuovo in Borsa nel 2022. Ma ha lasciato in eredità un ingente debito, utilizzato dai fondi per realizzare acquisizioni, ma soprattutto per distribuirsi lauti dividendi. Il peso di questi prestiti è aumentato negli anni di pari passo con l’incremento dei tassi.

 

shutterstock

Nel 2025 l’agenzia ha chiuso il bilancio in perdita per 206 milioni a fronte di ricavi per 981 milioni. E nel solo primo semestre di quest’anno ha pagato interessi per 111 milioni su 229 milioni di ricavi, registrando un rosso di 90 milioni. Per risollevare le sorti dell’azienda e agganciare il treno dell’intelligenza artificiale generativa, a gennaio 2025 Getty ha tentato una fusione da 3,8 miliardi con Shutterstock.

 

[…] A giugno 2026, perciò, la società ha deciso di rinunciare all’affare. Ma non ha potuto evitare di sborsare oltre 100 milioni per i servizi di consulenza chiesti a banche d’affari e avvocati per l’operazione.

 

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Improvvisamente, Getty si è trovata senza un piano B per affrontare la concorrenza delle immagini create dall’AI. L’accordo con OpenAI di pochi mesi fa è parso più una resa che un progetto di rilancio agli occhi degli investitori che hanno continuato a vendere azioni a piene mani. Di pari passo, è scemata anche la fiducia dei creditori nelle prospettive dell’azienda che, a inizio settembre, ha mancato il pagamento degli interessi su alcune obbligazioni. Da qui l’avvio della procedura di ristrutturazione che dovrebbe aprire un nuovo capitolo per la storica agenzia, stavolta lontano dalla Borsa.

 

2 – PERCHÉ LE FOTO NELL’ERA SOCIAL VALGONO SEMPRE MENO

Estratto dell’articolo di Gianluigi Colin per il “Corriere della Sera”

 

È una metafora del nostro tempo: la complessa crisi finanziaria di Getty Images, […] ci dice molto del nostro rapporto con le immagini, con la storia del giornalismo e, soprattutto, con il valore della verità.

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Partiamo da un fatto: la fotografia, più ancora della parola, è capace di modellare le coscienze. Il suo potere di testimoniare la realtà (anche se porta con sé sempre l’ambiguità della rappresentazione) certifica il senso profondo della crisi globale del giornalismo e del fotogiornalismo come valenza etica.

 

[…] Certo, va detto anche che alla fotografia viene assegnato erroneamente un attestato di assoluta verità («la fotografia mostra, non dimostra», è il monito di un grande come Ferdinando Scianna).

 

[…] Ma il vero fotoreportage, come quello presente nel grande archivio di Getty Images, o che ritroviamo nelle immagini di grandi fotoreporter, ha sempre esercitato la funzione di trasformare il presente in documento, in testimonianza, in coscienza collettiva. Insomma la fotografia, quando è autentica, ha il potere di trasformare l’istante in memoria.

 

jonathan klein e mark getty 2

La crisi di Getty Images purtroppo ci parla inevitabilmente delle difficoltà della carta stampata e del tramonto della testimonianza. Non conta più soltanto ciò che un’immagine racconta.

Conta quanto viene consumata e condivisa. Siamo passati dalla fotografia come documento alla fotografia come flusso. Dalla necessità di comprendere alla compulsione di guardare. Talvolta senza capire se è verità o finzione.

JEAN PAUL GETTY

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