giorgia meloni spese alimentari supermercato

GLI ITALIANI STANNO CON L’ACQUA ALLA GOLA - A CAUSA DEI RINCARI ENERGETICI, IL 40% DEGLI ITALIANI HA TAGLIATO LE SPESE SU CIBO E SALUTE, MENTRE IL 22% DELLE FAMIGLIE DEL NOSTRO PAESE SI È INDEBITATA O HA RIMANDATO IL PAGAMENTO DELLE BOLLETTE. LO SOSTIENE UNO STUDIO DELLA BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI (BEI) - L’ISTAT FOTOGRAFA IL CALO DEI CONSUMI IN ITALIA: A SETTEMBRE LE VENDITE DEI BENI ALIMENTARI SONO CALATE DELLO 0,3% RISPETTO AD AGOSTO…

1. IL CARO ENERGIA METTE IN CRISI I CONSUMI IL 40% DEGLI ITALIANI TAGLIA CIBO O SALUTE

Estratto dall’articolo di Sara Tirrito per “la Stampa”  

 

Rincari bollette

Il caro energia sta lasciando un segno profondo nei bilanci delle famiglie italiane, su cui pesa in alcuni casi più che nel resto d'Europa. Lo rileva l'ottava edizione dell'Indagine sul clima, lo studio con cui la Banca europea per gli investimenti (Bei) analizza le opinioni dei cittadini su clima e transizione energetica. 

 

Il dossier è elaborato sulla base di un sondaggio commissionato dalla Bei e condotto da Ipsos Bva tra il 3 e il 25 agosto su 23mila persone nei 27 Stati membri, di cui mille in Italia. Secondo quest'analisi, il 70% degli italiani dichiara che l'aumento dei prezzi dell'energia ha ridotto in modo significativo il proprio potere d'acquisto negli ultimi 12 mesi, contro una media europea del 60%, e per il 24% degli interpellati la riduzione è stata drastica.

 

Supemercati

[...] Per effetto dei continui rialzi dei costi energetici, il 40% degli italiani ha tagliato le spese per alimentazione o salute e il 34% ha abbassato il riscaldamento, in linea con il resto d'Europa.

 

Non per tutti però la crisi ha avuto gli stessi effetti, anzi, per le famiglie più fragili l'impatto è stato più severo. Il 22% ha dichiarato di essersi indebitato, di aver chiesto un aiuto economico o di aver rinviato il pagamento di una bolletta, contro il 16% della media europea.

 

Rincari bollette

Il caro energia ha inciso anche sulla mobilità. Il 63% ha modificato l'uso dell'auto, il 32% ha ridotto al minimo gli spostamenti, persino quelli per la spesa o le visite mediche, e una quota identica ha rinunciato a un viaggio o a raggiungere familiari e amici.

 

[...] Il peso dei costi spiega allora forse anche perché secondo lo studio gli italiani guardino alla transizione energetica soprattutto (e finalmente) come a una leva economica. L'81% la considera urgente per il Paese, contro il 75% europeo.

 

L'88% si aspetta una minore dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas, l'84% prezzi più stabili o più bassi e un'analoga percentuale benefici per il clima. Rispetto al 2022 è cambiata la gerarchia delle priorità. [...]

 

Anche i timori legati a un rallentamento hanno una matrice economica. L'83% teme un aumento duraturo dei prezzi dell'energia e del costo della vita, l'82% una maggiore dipendenza dall'estero.

 

caro elettricita - bollette energia

In un contesto di crisi geopolitiche, gli italiani sono inoltre i più fiduciosi dell'Unione, con il 64% convinto che la transizione porterà l'Europa all'indipendenza energetica, contro il 38% della media, e il 73% si sentirebbe più orgoglioso di essere europeo se l'obiettivo venisse raggiunto [...].

 

 

2. ISTAT, A SETTEMBRE IN CALO CONSUMI ALIMENTARI, -0,3% SU AGOSTO 

Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti

(ANSA) - A settembre le vendite al dettaglio risultano in lieve aumento in valore (+0,1%) e stazionarie in volume, rispetto ad agosto. Le vendite dei beni alimentari non registrano variazioni in valore ma diminuiscono in volume (-0,3%) mentre quelle dei beni non alimentari crescono in valore e in volume (rispettivamente +0,3% e +0,1%).

 

E' quanto riporta l'Istat nelle sue stime di settembre. Rispetto a settembre 2025 le vendite registrano una crescita dell'1,6% in valore e un calo dello 0,1% in volume. Le vendite degli alimentari aumentano in valore (+1,7%) e diminuiscono in volume (-0,1%) così come quelle dei non alimentari (rispettivamente +1,5% e -0,2%). 

 

Rispetto a settembre 2025, le vendite al dettaglio sono in aumento in valore per tutte le forme distributive, ma soprattutto per il commercio on line (+8,5%), che registra anche un rilevante incremento in volume (+7,1%). 

SCAFFALI VUOTI SUPEMERCATI 51

 

Sempre a livello tendenziale, per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni positive in valore per quasi tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di abbigliamento e pellicceria (-0,6%). L'aumento maggiore riguarda le dotazioni per l'informatica, telecomunicazioni, telefonia (+5,7%). 

 

Nel terzo trimestre 2026, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio vedono un calo in valore (-0,3%) e in volume (-0,5%). La diminuzione riguarda sia le vendite dei beni alimentari (-0,3% in valore e -0,5% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (-0,2% in valore e -0,6% in volume).

 

Mentre nei primi nove mesi dell'anno, si rileva un incremento tendenziale delle vendite al dettaglio più sostenuto in valore (+1,9%) rispetto al volume (+0,4%). 

 

3. CONSUMI, CODACONS: SI AGGRAVE EFFETTO GUERRA SU SPESE ITALIANI

(GEA) - "Prosegue l’effetto negativo della guerra in Iran sui Consumi degli italiani, con le vendite al dettaglio che a settembre registrano un nuovo calo su base annua". 

 

BOLLETTE LUCE

Lo afferma il Codacons, commentando i dati dell’istituto di statistica. "La guerra in atto continua a generare conseguenze sui prezzi al dettaglio e sui Consumi degli italiani – analizza l’associazione – La prova arriva dai dati tendenziali, con le vendite che schizzano in valore del +1,6% ma calano in volume del -0,1%. 

 

Una situazione che, purtroppo, è destinata a peggiorare negli ultimi mesi dell’anno, considerata l’impennata dell’inflazione e i forti rialzi che stanno investendo energia, trasporti e listini alimentari, determinando un aumento generalizzato del costo della vita che impatterà inevitabilmente sui Consumi e sulla spesa delle famiglie" conclude il Codacons. 

BOLLETTA IN FIAMMEGIORGIA MELONI - GIANCARLO GIORGETTI - CONFERENZA STAMPA MANOVRA - FOTO LAPRESSE

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