charles spencer il canto del cigno diana mia sorella

“DIANA ERA CRESCIUTA CON L’OBIETTIVO DI SPOSARSI PER AMORE. NESSUNO SAPEVA CHE GIÀ IL GIORNO DELLE NOZZE LA REALTÀ ERA MOLTO DIVERSA” – GODETEVI DUE ESTRATTI DI “IL CANTO DEL CIGNO. DIANA MIA SORELLA”, IL LIBRO BOMBA SCRITTO DAL FRATELLO CHARLES SPENCER CHE HA GIÀ FATTO INCAZZARE RE CARLO, COSTRETTO A REPLICARE IN TONO PICCATO ALL’EX COGNATO: “DIANA NON ERA UNA BAMBINA INFELICE, STAVA BENE CON LE AMICHE, MA SOFFRIVA DI DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO. ERO ANCHE CONVINTO CHE SAREBBE STATA ACCOLTA A BRACCIA APERTE IN UN'ANTICA ISTITUZIONE CHE LA MIA FAMIGLIA SERVIVA DA SECOLI PER PATRIOTTISMO. SI SAREBBE POTUTA RILASSARE IN UN’AGIATA VITA DI LUSSI, PURCHÉ TENESSE LA TESTA BASSA, MA...”

 

1. «SULLA MIA DIANA TANTE FANDONIE NON ERA UNA BAMBINA INFELICE». IL FRATELLO CHARLES: STAVA BENE A CASA E CON LE AMICHE, MA SOFFRIVA DI DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO

Dal “Corriere della Sera”

 

libro il canto del cigno Diana mia sorella di charles spencer

Pubblichiamo in anteprima un estratto dal libro di Charles Spencer sulla sorella, la principessa Diana, scomparsa nel 1997 a Parigi. «Canto del cigno. Diana, mia sorella», edito in Italia da Mondadori, uscirà in tutto il mondo martedì 22 settembre, dopo aver già suscitato reazioni e polemiche a Londra.

 

Molte persone — anche più anziane di me — sottovalutarono Diana: probabilmente era stata scelta come futura regina perché possedeva il giusto lignaggio ed era abbastanza giovane da non avere un passato sentimentale. Simili considerazioni, nel 1981, avevano un peso che oggi si fatica persino a concepire.

 

Ciò che allora nessuno aveva messo in conto, però, era lo spirito unico di Diana: la sua fu una forza straordinariamente originale, che esplose sul palcoscenico del mondo carica di carisma, impreziosita dalla sua bellezza e sostenuta dall’assoluta spontaneità con cui si relazionava con le persone. Questa combinazione fu sorprendente quando iniziò a emergere e affascinante non appena si espresse appieno.

 

Diana era circonfusa del potere delle star ma, a differenza delle grandi attrici e delle dive del pop, non ebbe mai bisogno di vendere un prodotto per restare sotto i riflettori.

Appartenente alla famiglia reale per matrimonio, aveva uno status e un potere unici, destinati a durare fino al suo ultimo respiro.

 

lady diana con la madre e il fratello charles

Tutto questo la portò a diventare un nuovo genere di bene di consumo, un prodotto mediatico. La copertura stampa su di lei era nella gran parte dei casi enormemente positiva in tutto il mondo. Le sue nozze furono seguite in diretta tv da settecentocinquanta milioni di persone, ma quello era solo l’inizio.

 

Durante la sua vita, la rivista americana People le dedicò la copertina quarantacinque volte; il suo funerale, con punte di due miliardi e mezzo di spettatori, è uno degli eventi televisivi più seguiti della storia. E tutto ciò per una ragazza nata in una tranquilla famiglia aristocratica inglese, la terza dei quattro figli sopravvissuti dei nostri genitori.

 

lady diana principe carlo

In quanto tale, era probabilmente destinata a sposare qualcuno di estrazione simile e a godersi la tradizionale vita dell’alta società, con una grande casa e i classici impegni nelle organizzazioni di beneficenza per la comunità locale.

 

Invece, attrasse l’attenzione del principe del Galles. Non esisteva un precedente moderno per la posizione che Diana avrebbe acquisito — non c’era una principessa del Galles dal 1910 —, ma sfornare qualche bambino e sostenere cause per nulla controverse e molto meritevoli avrebbe potuto essere un ruolo ben poco impegnativo, per quanto altamente privilegiato.

 

Si sarebbe potuta rilassare in un’agiata vita di lussi, ossequiata dai cortigiani, purché tenesse la testa bassa. Tuttavia c’era la possibilità di fare molto di più, e quella prospettiva stuzzicava la personalità e la visione di Diana: lei non si sarebbe mai accontentata di una vita di piaceri inutili, ma avrebbe forzato i limiti nel tentativo di produrre un impatto positivo su chi le stava intorno .

 

Earl Spencer con il padre Johnnie e la sorella Diana

Gli impegni istituzionali seguirono il loro naturale sviluppo, ma i suoi valori di base non vacillarono mai. Diana era cresciuta con un obiettivo chiaro in mente: sposarsi per amore.

Era certa che questa fosse la cosa più importante, nell’ottica di scongiurare il divorzio che aveva traumatizzato i nostri genitori e di dedicarsi ai bambini che aveva sempre desiderato avere .

 

Altrove leggerete di quanto fosse infelice Diana da bambina, ma questa non è la sorella che conoscevo: lei è stata la serena destinataria dell’amore dei nostri genitori, per lo più nella casa paterna, dove regnavano calore e affetto.

 

LADY DIANA - 29 GIUGNO 1994 - REVENGE DRESS

Per quanto i nostri genitori non ci dicessero esplicitamente che ci volevano bene — com’era tipico della loro classe sociale e di quell’epoca —, noi sapevamo che era così. Diana, inoltre, era palesemente molto felice con le sue coetanee a scuola, nonostante arrancasse sotto il terribile peso di disturbi dell’apprendimento non diagnosticati che trasformarono il suo percorso accademico in un panorama desolato e privo di punti di riferimento che le indicassero la direzione.

 

Per certi versi, l’obiettivo di Canto del cigno è raccontare la verità su Diana dalla prospettiva di suo fratello, proprio come ho tentato di fare quando ho parlato al suo funerale. Lei merita che io profonda il massimo sforzo, a fronte delle tante fandonie e delle pigre mezze verità che circolano. (...)

 

Subiva uno stress intollerabile, e io la stimo per aver affrontato tutto questo. In simili circostanze, difficilmente avrebbe potuto fare meglio di così. Un altro motivo che mi spinge a scrivere ora questo libro è che ho superato i sessant’anni e sono sempre più consapevole della caducità della vita (né mio padre né mia madre hanno festeggiato il loro settantesimo compleanno).

 

Senza voler scadere nel melodramma, non so quanto mi resti per raccontare questa storia, quindi sono certo che sia mio dovere annotarla adesso, come una sorta di personale canto del cigno .

charles spencer legge il canto del cigno diana mia sorella

 

2. NEL GIORNO DELLE NOZZE DA FIABA MIA SORELLA DIANA GIÀ SAPEVA CHE SAREBBE STATA UN’ALTRA STORIA

Estratto del libro di Charles Spencer, “Canto del cigno”, pubblicato da “Repubblica”

 

Mia madre mi ha detto spesso che secondo lei io conoscevo Diana meglio di chiunque altro al mondo. Noi due siamo cresciuti insieme, i più piccoli di una famiglia divisa dal divorzio e oppressa al lutto per la morte di un figlio.

 

Eppure, ogni volta che mi viene chiesto – e accade spesso – «Com'è stato crescere con Diana?», il mio primo pensiero è sempre: "In realtà, io non so come sarebbe stato non crescere con lei". Abbiamo dormito sotto lo stesso tetto ogni notte per i primi sette anni della mia vita o giù di lì, e in seguito, quando entrambi eravamo in collegio, ci siamo ritrovati a casa per gran parte delle vacanze, finché Diana non compì sedici anni e io tredici.

 

lady diana re carlo nel giorno del matrimonio

Per molti versi, il nostro era il classico rapporto tra sorella maggiore e fratello minore: io avevo quasi tre anni meno di lei e, essendo un maschio, ero decisamente più immaturo. Canto del cigno (il libro memoir su Diana ora in uscita, ndr) nasce in gran parte dalla mia ammirazione per lei, soprattutto considerando le dinamiche di Park House, la felicissima casa della nostra infanzia, dove lei non era solo la mia onnipresente compagna ma per certi aspetti anche la persona che più si occupava di me.

 

Spesso, ormai da adulti, mi stuzzicava chiamandomi "fratellino" sia nel salutarmi sia nel riferirsi a me davanti ad altri, anche se la superavo in altezza di quindici centimetri. Diana ha sempre avuto un forte istinto materno e, dopo che nostra madre se ne andò di casa, sviluppò un'attenzione per le mie esigenze che in altre circostanze non sarebbe stata richiesta a una sorella maggiore.

 

charles spencer con diana

Persone che all'epoca erano già adulte mi dissero in seguito che, sebbene Diana potesse apparire rassegnata all'idea di dover passare ancora più tempo con il suo fratellino, in realtà era quasi sempre molto felice di stare con me.

 

Eravamo entrambi molto riservati con gli estranei ed estremamente socievoli con gli amici. Ci accomunava l'innata cocciutaggine che manifestavamo quando ci sentivamo sotto pressione, specie se ritenevamo che quelle sollecitazioni fossero ingiuste. Tendevamo a coprirci le spalle a vicenda, spesso con ardore.

Il nostro fu sin da subito un legame forte.

 

le lettere di lady diana 1

La variabile impazzita, che rese il nostro rapporto fraterno tanto inconsueto nella seconda metà della sua fin troppo breve vita, fu il matrimonio con un membro della famiglia reale britannica. In quel giorno del 1981, quando entrò da futura sposa nella cattedrale di St Paul e percorse la navata al braccio di nostro padre era mia sorella, ma quando uscì davanti alla folla in delirio era la principessa che aveva stregato il mondo. La gente voleva una fiaba, e quella mattina Diana divenne l'eroina di una fantasia globale. In quel momento nessuno tranne lei lo sapeva, ma la realtà era piuttosto diversa.

 

LADY DIANA CARLO

Questo libro avrà molti lettori troppo giovani per ricordare Diana così com'era; per loro sarà un bellissimo volto consegnato alla storia, una figura tragica del passato che, sebbene ammantata di regalità, è morta come almeno un altro milione di persone ogni anno: in un incidente stradale. Per questi lettori, in Canto del cigno descriverò l'autentico contesto della vita di Diana, affinché possano apprezzarla appieno.

 

Per i lettori dai trent'anni in su, invece, ho volutamente collegato episodi dell'esistenza di Diana a frasi della mia orazione funebre, il tributo che ho scritto nei giorni successivi alla sua morte e che ho letto per lei al funerale il sabato seguente. A questa fascia di pubblico più adulto alcuni temi di Canto del cigno suoneranno familiari, ma forse la chiave di interpretazione che fornisco apparirà inedita.

 

lady diana

In quel discorso funebre intendevo parlare per mia sorella in un momento in cui era stata privata per sempre della voce, e così repentinamente da non aver potuto nemmeno intonare il proprio canto del cigno. Volevo ricordare al mondo le qualità di Diana, come ogni oratore funebre deve fare, ma speravo anche di spingere alcune persone potenti a proteggere i suoi amati figli dagli aspetti più terribili della sua vita. Il mio obiettivo primario era risparmiare loro la tortura alla quale, negli ultimi anni, i peggiori esponenti dei media avevano sottoposto Diana ogni giorno.

 

lady diana camilla parker bowles

Quando Diana scese trionfante nell'arena di Buckingham Palace io ero solo un diciassettenne in preda agli ormoni e all'egocentrismo dell'adolescenza, e gli eventi al di fuori della mia sfera ristretta non mi toccavano più di tanto. Inoltre non ho mai nutrito un grande interesse per i reali, se non per la forza del loro ruolo in un lontano passato, quando erano il fulcro di una realtà ben più ampia.

 

All'epoca non ricordo di aver riflettuto molto sull'ascesa sociale di Diana: immagino di aver semplicemente dato per scontato che la mia sorella maggiore si sarebbe adattata piuttosto bene al suo nuovo ruolo. Sapevo che era una bella persona, capace di distinguere tra giusto e sbagliato.

 

Quando sentiva qualcuno fare un'osservazione poco gentile nei confronti di un altro, era solita rispondere con una delle sue espressioni preferite: «Non giudicare il prossimo in base a come sei tu!». Amavo quel modo di pensare, e sentivo che il suo fermo buon senso le sarebbe servito parecchio in una vita che si prospettava molto diversa da quella in cui eravamo cresciuti.

 

charles spencer lady diana.

Ero anche convinto che sarebbe stata accolta a braccia aperte in un'antica istituzione che la mia famiglia serviva indefessamente da secoli per patriottismo e non per piaggeria. Whig per tradizione, gli Spencer avevano sempre rispettato la Corona, ma non avevano mai avuto paura di pretendere che chi la portava rispondesse delle proprie azioni davanti ai più ampi interessi sociali e politici (compresi i loro).

charles spencer e lady diana

 

Mi passarono per la testa tutti questi pensieri, ma non li approfondii: in sostanza non dubitavo che mia sorella se la sarebbe cavata in quello che chiaramente era un ruolo gravoso, e che si sarebbe rivelata utile per il paese.

Un'idea che invece non mi sfiorò mai fu che sarebbe diventata un fenomeno mondiale.

charles spencer da bambino charles spencer charles spencer da bambino lady diana con l abito venduto per un milione di euro insieme a carlojacob rothschild e lady dianacharles spencer con diana e la tata

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