tassista aggredito

“HO PENSATO: QUESTO MI AMMAZZA MA LA MACCHINA NON GLIELA LASCIO” – PARLA IL TASSISTA VITTIMA DI UNA BRUTALE AGGRESSIONE CON TENTATIVO DI RAPINA A ROMA, IN ZONA MONTESPACCATO: “CHIEDEVO AIUTO, URLAVO, MA ALL'INIZIO NON SI FERMAVA NESSUNO. LE DONNE LE POSSO PURE CAPIRE. MA GLI ALTRI?” – VIDEO

 

A. Mar. per “il Messaggero”

 

tassista assalito a montespaccato

«Ho visto la morte in faccia, questa volta ho avuto paura di non tornare a casa dai miei due figli. Ho il viso gonfio, un occhio nero e domani mattina (stamani, ndr) mi toccherà rivedere quel folle in tribunale al processo per direttissima. Ma tutto sommato sto bene e l'importante è raccontarla...».

 

Andrea P., 47 anni da compiere, da diciotto alla guida di un'auto bianca nella Capitale, è appena stato dimesso dal pronto soccorso. È lui la vittima della brutale aggressione con tentativo di rapina della sua Toyota Corolla Hybrid nuova di zecca, avvenuta all'alba di lunedì a Montespaccato. Un episodio di violenza, l'ennesimo, questa volta ripreso, però, in un video girato da un residente.

 

Andrea che cosa ricordi di quei momenti?

«Momenti? Sono stati minuti infiniti, in cui ero in balìa di quel personaggio, fuori di sé e ubriaco. Dalle 6,20 fino alle 7: quaranta minuti di puro terrore. Chiedevo aiuto, urlavo, ma all'inizio non si fermava nessuno».

 

tassista assalito a montespaccato

 

C'è stata indifferenza?

«Credo che tra i primi automobilisti che sono passati ci fossero delle donne, e loro le posso pure capire. Ma altri sono andati via senza muovere un dito finché, finalmente, non è uscito un uomo da un forno che mi ha aiutato a bloccare quel pazzo. Subito dopo di lui si sono fermati anche altri due passanti, quindi è arrivata la volante di polizia e, non senza fatica, perché il folle si era barricato dentro l'auto, è stato arrestato».

 

Chi era quell'uomo?

«Lo avevo preso insieme con altri due sue connazionali, degli ecuadoregni, e una donna italiana, fuori da un locale all'angolo tra via Casilina e viale della Primavera, a Centocelle. Era la mia prima corsa del mattino, non abito distante e quando al 3570 è arrivata la chiamata sono andato io. La sera ero stato allo stadio, ero contento. Mi hanno chiesto di portarli dall'altra parte della città a Montespaccato, poi arrivati a destinazione hanno cominciato a litigare per chi doveva pagare».

 

E come è andata?

tassista assalito a montespaccato

«Secondo gli amici avrebbe dovuto pagare lui, ma tergiversava, mi ha mostrato la tessera dell'autobus spacciandola per la carta di credito, allora io in viva voce ho chiamato il 112. La donna si è arrabbiata con me: Che ca.. ti chiami la polizia, pago io. Mi dà i soldi e mentre cercavo il resto dei 36 euro continuavano a litigare finché l'italiana e gli altri se ne sono andati: Tu resti qua, a bere su a casa non vieni, gli hanno detto. Mi sono girato e quello si era chiuso dentro la macchina, scapocciava e non voleva più uscire».

 

Lei, allora, che cosa ha fatto?

«Ho provato a farlo uscire, ma quello ha messo la mano nella tasca dei pantaloni, come se avesse una pistola e mi ha urlato: Adesso ti ammazzo. Sono scappato via».

 

Quando l'ha picchiata?

«A un certo punto, però, l'ho visto al posto di guida, voleva rubarmi l'auto che avevo comprato solo il 17 gennaio con tanti sacrifici. Mi è preso un colpo, con quella macchina io ci campo la famiglia, così sono tornato indietro, mi sono attaccato allo sportello, sono entrato sul lato passeggero per fermarlo: con una mano tenevo il volante, con l'altra suonavo il clacson per attirare l'attenzione e i soccorsi.

 

Nel frattempo, quello non sapeva neppure guidarla ed è andato a sbattere contro un muretto: 500 euro di danni mi ha fatto. Io gridavo Aiuto, mi stanno rubando la macchina, speravo che qualcuno intervenisse subito».

 

Invece?

«Invece, quel pazzo mi ha sferrato 3 o 4 pugni in faccia, per fortuna senza centrarmi in pieno con tutta la forza, anche se dopo mi sono ritrovato tutto tumefatto. Sono comunque riuscito a farlo uscire dalla macchina, mi inseguiva continuando a minacciarmi: Ti ammazzo. Faceva qualche metro poi tornava indietro per risalire in auto e ripartire, allora pure io riprendevo coraggio e tornavo sui miei passi per impedirgli di portarmi via la macchina. È andata avanti così finché non è uscito fuori il fornaio...».

tassista aggredito

 

Poi è arrivata anche la polizia.

«Sì, in una ventina di minuti. Anche davanti agli agenti lo straniero non si è arreso, hanno dovuto ammanettarlo per tirarlo fuori dalla macchina. Lui stesso, che ha 25 anni, ha raccontato di avere dei precedenti e l'hanno portato via. Quindi la polizia mi ha accompagnato al pronto soccorso del Pertini, 7 i giorni di prognosi».

 

È la prima volta che subisce un tentativo di rapina alla guida del taxi?

«No, mi era già successo cinque anni fa. Ma allora fu tutto più veloce e indolore: il balordo mi puntò un coltello alla gola, in trenta secondi si prese i soldi e scappò via. Invece, ieri è stato uno choc. Ora voglio solo rimuovere e dimenticare tutto, ai miei figli di 6 e 10 anni ho detto che sono caduto al parco... ma mica ci credono».

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