caro benzina francia

E QUANDO VENGONO A MANCARE LE POMPE, SO' GUAI – IN FRANCIA CIRCA IL 15% DEI DISTRIBUTORI DI BENZINA È RIMASTO SENZA CARBURANTE, MENTRE SI TOCCANO PREZZI RECORD: IL GASOLIO HA SUPERATO I 2,40 EURO AL LITRO, CON PUNTE OLTRE 2,80 – I FRANCESI NON STANNO A GUARDARE: IN DIVERSE AREE DEL PAESE SONO SCOPPIATE LE PROTESTE CONTRO L’AUMENTO DEI PREZZI, CON DEPOSITI PETROLIFERI BLOCCATI E POMPE VANDALIZZATE – PER ORA IL GOVERNO MINIMIZZA LA SITUAZIONE: LE STAZIONI A SECCO SONO QUELLE CON PREZZI CALMIERATI, CHE ATTIRANO PIÙ AUTOMOBILISTI…

Estratto dell’articolo di Giampiero Maggio per www.lastampa.it

 

caro benzina in francia 2

«Essence trop chère, le peuple est en colère». Benzina troppo cara, il popolo è arrabbiato. Lo slogan è tornato sulle strade francesi e inevitabilmente risveglia il fantasma dei gilet gialli.

 

Non siamo ancora alla rivolta nazionale del 2018, ma la fiammata dei carburanti sta producendo una miscela sempre più difficile da controllare: proteste, depositi petroliferi bloccati, pompe vandalizzate, code davanti ai distributori meno cari e stazioni che rimangono senza uno o più carburanti. […]

 

Domenica 20 settembre il gasolio ha raggiunto in Francia una media di 2,4097 euro al litro, nuovo record. […] Anche la benzina corre. Il 18 settembre il SP95-E10 viaggiava intorno a 2,17 euro al litro, sopra il precedente picco del 2022. E dietro le medie nazionali si nascondono punte molto più pesanti: oltre 700 distributori vendevano il diesel a più di 2,50 euro, circa 70 superavano 2,70 e alcune decine sfioravano o oltrepassavano 2,80 euro.

francia, proteste contro il caro benzina 3

 

[…] Ed è soprattutto nella Francia periferica, rurale e dei pendolari che il rincaro diventa una questione sociale: dove non esiste un'alternativa alla macchina, andare al lavoro costa ogni settimana di più.

 

[…] La tensione è già tracimata oltre la semplice protesta. Nel fine settimana del 12 e 13 settembre alcuni distributori vicino a Douai sono stati vandalizzati. A Lallaing sono stati distrutti schermi delle pompe e sul distributore è comparsa in rosso la scritta «Voleurs», ladri. A Pecquencourt sono stati danneggiati display e circuiti elettrici.

 

Ma il fronte più caldo è stato quello dei pescatori. A Fos-sur-Mer decine di manifestanti hanno bloccato l'accesso a un deposito petrolifero strategico. Il presidio, iniziato nella notte, ha fermato all'esterno circa cento autocisterne. Sono intervenuti i CRS, ci sono stati momenti di tensione e sono state incendiate alcune cataste di pallet prima della riapertura dell'impianto.

 

francia, proteste contro il caro benzina 2

Le proteste si sono allargate lungo la costa mediterranea. A Frontignan i pescatori hanno impedito ai camion cisterna di entrare nel deposito petrolifero; a Nizza una decina di imbarcazioni ha ostruito per alcune ore l'ingresso del porto. I blocchi sono stati successivamente sospesi durante il confronto con il governo.

 

[…] «I pescatori vengono strangolati, soffocati», ha detto a Reuters Gérard Corrodano, rappresentante della categoria a La Ciotat. Il governo ha quindi prorogato gli aiuti d'emergenza sui carburanti per i settori più esposti.

 

E intanto alle pompe si aggiunge un secondo problema: l'approvvigionamento. Il 20 settembre il 15% delle stazioni francesi risultava privo di almeno un tipo di carburante; il 21 settembre la quota era salita attorno al 16%. Nei Pays de la Loire si arrivava al 20%, con percentuali ancora superiori in alcuni dipartimenti.

 

caro benzina in francia 1

Il governo, però, invita a non confondere queste rotture di stock con una penuria nazionale. Circa nove stazioni in difficoltà su dieci appartengono infatti alla rete TotalEnergies, dove il prezzo è stato plafonato a 1,99 euro per la benzina e 2,25 per il diesel. Il risultato è paradossale: gli automobilisti cercano le pompe meno care, le code aumentano e le loro cisterne si svuotano più rapidamente.

 

Parigi sottolinea inoltre che non è stato necessario intaccare i tre mesi di scorte strategiche del Paese. La fotografia ufficiale resta comunque impressionante. […]

 

Mobilians segnala per molte stazioni tradizionali riduzioni dei volumi venduti tra il 20 e il 40% e stima che fra 100 e 150 distributori indipendenti siano oggi potenzialmente in difficoltà, soprattutto nelle aree rurali.

 

francia, proteste contro il caro benzina 1

A Mercy-le-Bas, in Meurthe-et-Moselle, una commerciante ha scelto una forma di protesta estrema: esaurite le scorte, ha deciso di non ordinare altro carburante. Sul cartello rivolto ai clienti ha scritto: «Mi rifiuto di proporvi il gasolio a 3 euro al litro». Preferisce tenere chiuse le pompe finché il prezzo d'acquisto non diminuirà.

 

Dietro la corsa dei listini c'è la crisi energetica internazionale: le tensioni in Medio Oriente, le difficoltà nelle forniture e soprattutto quelle sul mercato dei prodotti raffinati. Il governo francese riconosce ufficialmente che, dopo una breve tregua estiva, i carburanti sono tornati a salire per il blocco dello stretto di Hormuz, il conflitto tra Stati Uniti e Iran e le tensioni sulla raffinazione.

 

francia, proteste contro il caro benzina 9

[…] Ma la pressione politica aumenta insieme al prezzo scritto sulle pompe. La Francia ha già conosciuto, con i gilet gialli, quanto rapidamente una protesta nata dal costo dei carburanti possa trasformarsi in una rivolta molto più vasta sul potere d'acquisto. Per ora il paragone deve fermarsi qui: non c'è una nuova insurrezione nazionale dei gilet gialli.

 

Ci sono però tutti gli ingredienti che preoccupano l'Eliseo: prezzi record, lavoratori che bloccano depositi e porti, distributori vandalizzati, stazioni senza carburante, commercianti che minacciano di spegnere le pompe e automobilisti costretti a inseguire da una città all'altra qualche centesimo di risparmio. E soprattutto c'è una frase che torna davanti alle pompe e che in Francia possiede un peso politico particolare: la benzina è diventata troppo cara per andare semplicemente a lavorare.

francia, proteste contro il caro benzina 8francia, proteste contro il caro benzina 6francia, proteste contro il caro benzina 5francia, proteste contro il caro benzina 4francia, proteste contro il caro benzina 7caro benzina in francia 3

 

Ultimi Dagoreport

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...