IN ITALIA C’È UN ENORME PROBLEMA: LA SICUREZZA - A BOLOGNA, UN 19ENNE È STATO AGGREDITO DA DUE MAROCCHINI CHE VOLEVANO RUBARGLI IL TELEFONO. L’EPISODIO È STATO RACCONTATO SUI SOCIAL DALLA MADRE, LA DOTTORESSA CRISTINA BONA: “MIO FIGLIO È STATO AGGREDITO IN PIENO CENTRO. HA REAGITO PER DIFENDERSI E HA LESIONI IN FACCIA” - SECONDO LE PRIME RICOSTRUZIONI UNO DEI DUE AGGRESSORI AVREBBE PROPOSTO AL GIOVANE DI RESTITUIRGLI IL TELEFONO IN CAMBIO DI 20 EURO… - VIDEO
(ANSA) - "Ieri sera mio figlio è stato aggredito in pieno centro a Bologna da due marocchini che volevano rubargli il telefono. Ha reagito per difendersi e ha lesioni in faccia". A raccontare l'episodio, con un post su Facebook, è la dottoressa Cristina Bona, noto medico specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva. I fatti, come spiega lo stesso figlio 19enne che ha subìto l'aggressione, sono avvenuti sabato notte, mentre il ragazzo stava raggiungendo alcuni amici.
In via Clavature, zona Quadrilatero, sarebbe stato affrontato da due giovani di origine nordafricana, uno dei quali lo avrebbe spinto in un angolo e, dopo avergli tappato la bocca per non farlo gridare, gli avrebbe strappato di mano lo smartphone con il quale stava inviando un messaggio.
C'è stata un colluttazione, perché il 19enne ha reagito, rimediando alcune lesioni al collo. Il rapinatore gli ha poi proposto di restituirgli il telefono in cambio di 20 euro, ma il ragazzo non si è fidato e i due hanno continuato a lottare. In quelle fasi sono passati altri due giovani e la loro presenza ha convinto l'aggressore a mollare la presa e allontanarsi a mani vuote, insieme al complice che poco prima gli aveva suggerito di usare lo spray al peperoncino.
L'indomani, il 19enne è andato in questura a denunciare l'accaduto: rapina e lesioni il reato indicato sul verbale.
"L'ho fatto perché è giusto che si sappia che succedono queste cose -racconta il ragazzo- anche se diversi miei amici che hanno subìto aggressioni simili in città non hanno fatto denuncia, chi per vergogna, chi per sfiducia. Il numero reale di questi reati -conclude- è probabilmente molto maggiore di quanto risulta nelle statistiche".




