valter lavitola africa safari sigfrido ranucci

SIGFRIDO L’AFRICANO – LAVITOLA HA UTILIZZATO L’“AMICO FRATERNO” RANUCCI PER PORTARE AVANTI I SUOI AFFARI SUL CARBON FREE IN AFRICA? LO SUGGERISCE IL CASO DELL’INTERVISTA CHE L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” HA CONCESSO A UN GIORNALE DELLO ZIMBABWE IL 5 LUGLIO, ORA SPARITA DAL WEB. NEL COLLOQUIO IL GIORNALISTA AFFERMA CHE “REPORT” STAREBBE PREPARANDO UN’INCHIESTA SUL CARBON CREDIT E LA CORRUZIONE IN ZIMBABWE A OPERA DEL “SOCIO LOCALE” DI UN GRUPPO DI INVESTITORI ITALIANI (LAVITOLA VERRÀ FATTO FUORI DALL’AFFARE PROPRIO DA UN CITTADINO AFRICANO). MA DA “REPORT” SMENTISCONO: NON C’È ALCUN SERVIZIO – “DOMANI: “PER GLI INVESTIGATORI IL FATTO DI ACCETTARE DI PARLARE COL QUOTIDIANO AFRICANO, E INVIARE DOMANDE E RISPOSTE IN ANTEPRIMA A LAVITOLA, DIMOSTREREBBE QUANTO ‘RANUCCI FOSSE MANIPOLATO’ DAL FACCENDIERE”

1. RANUCCI TESTIMONIAL SUL CARBON CREDIT. PAZZA IDEA LAVITOLA

Estratto dell’articolo di Enrica Riera e Nello Trocchia per “Domani”

 

VALTER LAVITOLA IN AFRICA - 3

Madonne di Pompei, incontri pubblici con tanto di testimonial d’eccezione e molti altri misteri. È noto che Valter Lavitola, di professione faccendiere e ristoratore, volesse sfondare nel settore del carbon credit.

 

Per farlo avrebbe utilizzato a suo piacimento Ranucci, vittima dell’attentato dinamitardo di cui «Valterino» è presunto mandante. Ne sarebbe prova la misteriosa intervista rilasciata dall’ormai ex conduttore di Report il 5 giugno, all’indomani della perquisizione di Lavitola, a The Standard, quotidiano dello Zimbabwe.

 

sigfrido ranucci e valter lavitola

L’intervista, come rivelato dal Tg1 e ricostruito dal Fatto quotidiano, è sparita. Perché? Se per gli inquirenti non è tanto importante rispondere a questa domanda ai fini della ricerca del movente della bomba (che c’è e per gli investigatori resta politico), lo è da un altro punto di vista. E cioè per rafforzare la tesi della «strumentalizzazione» di «Sig» da parte dell’«amico fraterno» Lavitola.

 

[...] Giovedì gli investigatori, informati del fatto, hanno etichettato la vicenda dell’intervista sparita come «suggestiva» e «interessante», ma ribadito che il business in Africa del faccendiere recluso a Rebibbia non coincide con le ragioni della bomba.

 

IL MESSIA - UN FILM DI VALTER LAVITOLA

[...] potrebbe essere importante da approfondire in relazione al secondo filone investigativo su cui si ha intenzione di accendere un faro: Lavitola influenzava i servizi della trasmissione di Raitre?

 

È per questo che l’intervista di Ranucci verrà comunque acquisita: un’intervista a cui il giornalista ha acconsentito – senza l’autorizzazione necessaria della Rai– quasi per accontentare il «fraterno amico». «Quando Valter me lo chiese – ha detto Ranucci a Domani –, gli suggerii due o tre nomi di giornalisti investigativi del Consorzio internazionale: alla fine l’ho fatta io perché mi ero occupato nel 2023 per la trasmissione dell’argomento».

 

Un fatto – accettare di parlare col quotidiano africano e inviare domande e risposte in anteprima a Lavitola, accogliendone le modifiche – che, sempre a parere degli investigatori, dimostrerebbe quanto «Sigfrido Ranucci fosse manipolato» dal faccendiere.

 

L'ARRESTO DI VALTER LAVITOLA

Del resto, tuttora l’ex conduttore, continua a essere certo di una cosa. «L’attentato contro di me? Dietro c’è la storia dei cantieri navali», ha detto a questo giornale. E l’ha fatto nonostante l’esistenza di risultanze investigative, atti e carte giudiziarie che vanno in direzione totalmente opposta.

 

Ma torniamo al contenuto dell’intervista del 5 luglio e firmata da Kenneth Nyangani, che è stato raggiunto telefonicamente dal giornale Mowmag. Nel colloquio Ranucci riferisce che la sua trasmissione si starebbe occupando di un’inchiesta riguardante il carbon credit e la corruzione in Zimbabwe ad opera del “socio locale” di un gruppo di investitori italiani (Lavitola verrà fatto fuori dall’affare proprio da un cittadino africano).

 

VALTER LAVITOLA IN AFRICA - 2

Tuttavia in base a quanto trapela da fonti di Report, nessuno degli inviati avrebbe iniziato a lavorare a un servizio di questo tipo.

 

«Una giornalista desiderava interessarsi agli investimenti di un imprenditore italiano in Guinea nell’ambito del piano Mattei ma – dicono da Report – lo stesso Sigfrido cassò la proposta».

 

Perché, dunque, Ranucci ha riferito al giornalista di The Standard che un’inchiesta sul carbon credit fosse in lavorazione? Mera millanteria? Messaggi in codice per conto di Lavitola? Non è chiaro. Di certo, emergerebbe, come ampiamente sostenuto dagli inquirenti, l’«utilizzo strumentale» di Ranucci da parte dell’amico.

 

valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro

Non a caso l’ex conduttore aveva già preso parte a una cena al Cefalù bistrot di «Valterino» con lui e i soci italiani – Gianluca De Marchi e Fabio Mazzoni con l’azienda Neutralia – per «aiutarlo» dal momento che l’affare in Africa sui crediti di carbone stava sfumando.

 

Domani può aggiungere che Lavitola, almeno in un’occasione, aveva ipotizzato di organizzare alcuni incontri per trovare investitori al quale avrebbe potuto partecipare Ranucci come testimonial dell’operazione.

 

Un nome spendibile per garantire la credibilità del progetto. «Non un vero e proprio testimonial – spiega Ranucci a questo giornale –, però sì Lavitola mi aveva chiesto di partecipare a una serie di incontri pubblici, da realizzare, sul carbon credit. Io mi sono sempre rifiutato. Comunque mi portava ovunque come una Madonna di Pompei».

 

Ranucci, dunque, visto come garanzia di sicurezza da Lavitola. Che il 16 ottobre 2025 gli fa piazzare una bomba e, ad attentato compiuto, gli chiederà di rilasciare l’intervista. [...]

 

2. «PARLEREMO DELLO ZIMBABWE CORROTTO» IL GIORNALISTA E L'INTERVISTA (SPARITA) NELLA NUOVA PISTA AFRICANA DEI PM

Estratto dell’articolo di Ilaria Sacchettoni per il “Corriere della Sera”

 

VALTER LAVITOLA IN AFRICA - 1

[...]  Finisce [...]  al vaglio del pm Edoardo De Santis anche un’intervista — anticipata dal Tg1 e rimbalzata su alcuni quotidiani — rilasciata dall’ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci al settimanale The Standard che la pubblicò il 5 luglio scorso. Uscita nello Zimbabwe — dove Lavitola volava spesso, vuoi per certi suoi costosi safari vuoi per vertenze con ex soci (fra i quali Benjamin Chimutengo) nell’affare del carbon credit — la pubblicazione si lascia alle spalle interrogativi, polemiche e misteri, inclusa la sua rimozione improvvisa, forse per una ristrutturazione del sito. Chissà.

 

valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro

[...] la pubblicazione interessa per due motivi. Primo: proverebbe che il conduttore offriva a Lavitola assai più della spalla su cui piangere per le difficoltà incontrate nel business africano. Offriva, forse, autorevolezza e mezzi Rai per aiutarlo in concreto. Nel testo dell’intervista si sottolinea come la trasmissione di Report fosse interessata ad affrontare la corruzione nello Zimbabwe.

 

Oltre a un ipotetico traffico di influenze a opera di un imprenditore (mai citato) che avrebbe spaventato gli investitori italiani fingendosi amico del presidente dello Zimbabwe. Un’intervista che alcuni leggono come messaggio rivolto all’ex socio di Lavitola, Chimutengo.

 

VALTER LAVITOLA

Per contestualizzare vale la pena ricordare che, pochi mesi prima, anche una controllata di Urban Vision, i cui rappresentanti erano spesso a cena nel celebre bistrot di Lavitola, aveva versato decine di migliaia di euro nell’affare carbon credit. Perdere soldi e reputazione imprenditoriale per le bizze di Chimutengo sarebbe stata una solenne sconfitta per il faccendiere.

 

Non stupisce, allora, che lo stesso Lavitola spingesse per l’intervista, come conferma al Tg1 lo stesso Kenneth Nyangani, il giornalista dello Zimbabwe che intervistò Ranucci: «Fu Valter Lavitola a suggerire di sentirlo».

 

LA DOLCE VITOLA - MEME BY EMILIANO CARLI

Mentre colpisce gli investigatori che Ranucci lo assecondasse, arrivando a inviargli il testo della pubblicazione il 29 giugno scorso proprio mentre l’Antimafia era in dirittura d’arrivo con la sua inchiesta sulla bomba e prossima all’arresto degli esecutori. Ma alla quale Lavitola risponde benevolo con l’emoticon del pollice in su e che sarà acquisita dai pm. «Non ho nulla da smentire», dice Ranucci al Tg1 .

 

Ma è il secondo motivo quello, forse, di maggiore respiro investigativo. L’Antimafia, infatti, ha delegato ai carabinieri del Nucleo Investigativo approfondimenti riguardo possibili «interferenze» di Lavitola sulla trasmissione in onda su Rai3.

 

Si cerca, certo, il movente di un attentato inspiegabile se non mettendo in conto la grande ambizione dell’ex direttore dell’Avanti che sognava per sé un ruolo da spin doctor al fianco di un Ranucci lanciato in politica. Il filone che va sotto la voce «interferenze» potrebbe portare a configurare nuovi reati.

 

VALTER LAVITOLA

Lavitola si servì, forse, di Report per depistare dal vero mandante dell’attentato del 16 ottobre 2025. Così ha suggerito, ad esempio, lo stesso giornalista di Report Daniele Autieri ascoltato dai pm. [...]

VALTER LAVITOLA valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaroSIGFRIDO RANUCCI E VALTER LAVITOLA - VIGNETTA BY NATANGELO

 

Ultimi Dagoreport

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...