LOVAGLIO RASCHIA IL “FONDO” – L’AD DI MPS LANCIA UN APPELLO AI GRANDI INVESTITORI, IN VISTA DELL’ASSEMBLEA DEL PROSSIMO 29 OTTOBRE, CHE DOVRÀ VOTARE LA FUSIONE CON MEDIOBANCA E LE DUE OFFERTE PUBBLICHE DI SCAMBIO SU BANCO BPM E BANCA GENERALI: “NON È UN REFERENDUM, MA UN MODO PER TENERE TUTTE LE OPZIONI APERTE” – AL VOTO NON PARTECIPERÀ IL TESORO, CHE DETIENE IL 4,8% DEL MONTE. IL MINISTRO GIORGETTI: “SEGUIREMO LA DECISIONE DEL MERCATO” – LA FRANCESE CRÉDIT AGRICOLE, PRINCIPALE AZIONISTA DI BPM, GELA LOVAGLIO E FA SAPERE DI ESSERE CONTRARIA ALLA FUSIONE CON MPS: “UNO SCENARIO INTERESSANTE SAREBBE UNA COMBINAZIONE TRA BPM E CRÉDIT AGRICOLE ITALIA...”
1. MPS, LOVAGLIO: “L’ASSEMBLEA NON È UN REFERENDUM MA UN MODO PER TENERE TUTTE LE OPZIONI APERTE”
Estratto dell’articolo di Andrea Greco per “la Repubblica”
Non un referendum, su di lui o sulle due Ops con cui prova a schivare l’assalto di Intesa. Ma un modo per tenere vive tutte le opzioni, e così massimizzare l’investimento in Mps.
L’ad Luigi Lovaglio, ospite alla 31° Bank of America Ceo conference a Londra, esorta gli azionisti a «partecipare alla prossima assemblea non come a un referendum in cui scegliere tra un’offerta e l’altra, ma come a un modo per preservare l’opzionalità e avere almeno due alternative per massimizzare il loro investimento».
giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse
[…] Un approccio piuttosto difensivo, e speculare a quello di Intesa, che condivide con Siena vari investitori (tra cui i fondi Blackrock, Vanguard, Norges, Amundi) e che nei sondaggi dietro le quinte starebbe rappresentando la riunione del 29 ottobre come un bivio: anche perché se il 66,6% del capitale presente non vota la mozione che libera Mps dai lacci della passivity rule, e poi non approva separatamente le due Ops varate il 21 agosto, il piano di Lovaglio morirebbe in culla e il rivale Carlo Messina avrebbe la via spianata.
«La nostra non è una mossa difensiva – ha chiarito Lovaglio, rispondendo ai banchieri di Bofa –. Di solito una mossa difensiva preserva lo status quo. Noi qui stiamo cambiando le cose di molto, anche se in coerenza con quanto avviato con l’acquisto di Mediobanca: costruiamo il modello dei prossimi cinque anni».
[…] Richiesto sulle intenzioni dei suoi azionisti, l’ad ha detto: «Il piano è di crescita e creazione di valore, aumenta la solidità e resilienza e offre 19 miliardi di remunerazione nel polo a tre, e prima 4 miliardi ai soci Mps. La mia impressione nei meeting fatti finora è che la ratio del progetto sia stata colta» […]
2. ASSEMBLEA MPS, IL TESORO NON VOTERÀ PER LE OFFERTE DI SCAMBIO
Estratto dell’articolo di A. Rin. per il “Corriere della Sera”
giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse
La strada che porta a Siena è lastricata di colpi di scena. Quando i soci di Monte Paschi si riuniranno il 29 ottobre nella città del Palio, per votare la fusione con Mediobanca e le due Ops su Banco Bpm e Banca Generali, non troveranno il Tesoro, azionista della banca toscana con il 4,86%.
[…] «abbiamo detto almeno dieci volte che noi non partecipiamo e seguiremo la decisione del mercato su quello che sarà l’esito. Perché il mercato evidentemente nella sua capacità di discernere premierà quella che sarà l’offerta migliore», ha affermato ieri il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.
LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE
La mossa, unita all’astensione di Banco Bpm (3,7%) in assemblea in quanto parte correlata, assottiglia ancora di più la quota totale dei partecipanti. Luigi Lovaglio dal canto suo va avanti e continua il road show tra gli investitori.
[…] Il banchiere è convinto che le due offerte sul Banco e Banca Generali «possono funzionare individualmente». Con il Crédit Agricole, socio dell’ex popolare con il 29,3%, Lovaglio ha ribadito: «Stiamo offrendo l’opportunità di partecipare alla creazione di un gruppo con più valore, più resiliente e più redditizio, e con grandi opportunità di crescita.
Faranno le loro valutazioni, ma sono fiducioso che per loro la bontà della nostra proposta è qualcosa di valore». [...]
3. I FRANCESI GELANO MPS “CREDIT AGRICOLE-BPM È LO SCENARIO MIGLIORE”
Estratto dell’articolo di Giovanni Pons per “la Repubblica”
Nel giorno in cui Luigi Lovaglio, ad di Mps, si presenta agli analisti londinesi per spiegare la bontà della sua doppia Ops su Banco Bpm e Banca Generali, il Crédit Agricole, principale azionista della banca milanese guidata da Giuseppe Castagna, gli fa arrivare un messaggio forte e chiaro. La preferenza dei francesi va all'operazione di fusione tra Banco Bpm e CA Italia e non a Mps. «Ci sono quindi molti scenari diversi che possiamo valutare.
Ovviamente, uno scenario interessante, molto interessante per noi, sarebbe una combinazione tra Banco Bpm e Credit Agricole Italia», ha detto la cfo di Crédit Agricole, Clotilde L'Angevin, in una intervista a Class Cnbc. «Ma, ancora una volta, siamo prudenti, siamo pazienti — aggiunge — e siamo qui per restare in Italia. [...]
La fusione con Mps, invece, è la direzione verso cui spinge l'operazione pensata da Lovaglio e che piaceva ad ambienti della maggioranza ed in particolare alla Lega.
«CA è un'istituzione importante, li rispetto, li conosco e la nostra proposta è convincente dal punto di vista del razionale industriale e stiamo offrendo a Crédit Agricole l'opportunità di partecipare alla creazione di un gruppo di maggior valore, più resiliente, più redditizio e con grande opportunità di crescita — ha detto Lovaglio parlando con gli analisti — I francesi faranno chiaramente le loro valutazioni e io sono fiducioso perché la storia del Crédit Agricole è di grande valore e ritengo che la logica industriale dietro al nostro sia qualcosa di molto familiare per loro».
MASSIMILIANO FEDRIGA - PHILIPPE DONNET - MATTEO SALVINI
Aderendo all'Ops lanciata da Mps la banca francese diventerebbe il primo azionista del nuovo gruppo con una quota che potrebbe superare il 10%, davanti a diversi soci italiani che se uniti insieme andrebbero a formare un nocciolo di controllo.
Ma il problema è che Mps non offre nessun premio agli azionisti di Banco Bpm per aderire all'offerta. «Il nostro è un progetto di crescita, di creazione di valore che ci permette una diversificazione dei ricavi, è un progetto che incrementa la solidità del gruppo e ci rende più resilienti e offre una remunerazione adeguata ai nostri azionisti. Mi aspetto che gli azionisti valutino il progetto su questi elementi e su nessun altro».
Il Crédit Agricole ha il bastone dalla parte del manico, essendo arrivato a controllare il 29,3% di Banco Bpm con l'accondiscendenza del Mef e del governo. Una posizione di forza da cui dipendono le sorti del progetto di Lovaglio.
LUIGI LOVAGLIO MONTE DEI PASCHI DI SIENA
«La nostra posizione è solida perché siamo in grado di difendere i nostri interessi: nulla può essere fatto senza di noi, nulla può essere fatto contro di noi — ha ribadito L'Angevin — . Ma siamo anche pazienti, perché il nostro impegno in Italia è di lungo periodo».
Dunque Agricole vorrebbe fondere le proprie attività in Italia con Banco Bpm diventandone l'azionista di riferimento, ma preferiscono aspettare e vedere cosa succede. [...]



