ALLARMI BOMBA SUGLI AEREI, ATTACCHI AI FRIGORIFERI DEI SUPERMERCATI, SABOTAGGI INFORMATICI: SIAMO NEL PIENO DI UNA GUERRA IBRIDA O “SOTTO SOGLIA”, CI PIACCIA O NO – BISOGNA DARSI UNA SVEGLIATA PER USCIRE DAL NEGAZIONISMO PARACULO O DAL PACIFISMO AUTOLESIONISTA: QUALCUNO STA ATTACCANDO L’EUROPA E L’ITALIA (SOLO IERI MINACCE A 18 VOLI AEREI E IN IRLANDA EVACUATI TV E GIORNALI) – IL MINISTRO DELLA DIFESA CROSETTO: “IL PROBLEMA È CHE LE DEMOCRAZIE, FINORA, NON HANNO REALMENTE CONTRASTATO LA GUERRA IBRIDA: L’HANNO SOPRATTUTTO SUBITA. CI SIAMO LIMITATI A DIFENDERCI, A REAGIRE AGLI ATTACCHI, MA NON BASTA. PERCHÉ SE LASCI A UN AVVERSARIO LA POSSIBILITÀ DI CONTINUARE AD ATTACCARTI, SENZA RIUSCIRE A CONTRASTARLO, PRIMA O POI FINIRÀ PER FARTI MALE” – DAVANTI A QUESTE ONDATE DI ATTACCHI, POTENZIALMENTE DEVASTANTI, COME SI FA A NON CAPIRE CHE LO STATO HA IL DOVERE DI INVESTIRE IN SICUREZZA PER PROTEGGERE I CITTADINI?
1 - AEREI, ANCORA ALLARMI BOMBA GLI HACKER: «È SOLO L’INIZIO»
Estratto dell’articolo di Andrea Pasqualetto per il “Corriere della Sera”
allarmi bomba sui voli in europa
Il titolo è altisonante: «Messaggio all’Occidente». Partono con un avvertimento: «È solo l’inizio». E proseguono caricando le parole con la polvere da sparo: «Stiamo preparando una nuova ondata di attacchi. Faremo saltare in aria i vostri aerei, le navi da crociera, le stazioni della metropolitana e i treni». L’escalation da brividi è il testo della nuova mail intimidatoria inviata a varie emittenti televisive europee nella quale si ribadisce il concetto: «Quanto accaduto in settimana è solo una piccola parte di ciò che attende l’Europa nel prossimo futuro».
mail di minaccia - allarmi bomba sui voli europei - combattenti dello stato dei maschi
Dopo la paura nei cieli di giovedì una nuova ondata di allarmi bomba ha scosso ieri il Vecchio continente. L’apice è stato toccato con questi proclami, accompagnati dal solito inquietante timing: «Vogliamo che il mondo intero sappia di noi, per questo uno dei nostri agenti ha collocato un ordigno esplosivo nel vostro edificio. Esploderà tra 45 minuti. Il conto alla rovescia è iniziato». Panico, evacuazioni, controlli.
Ma dell’esplosivo nessuna traccia. C’è una firma, per quel che può valere vista la girandola di presunte rivendicazioni e smentite di questi giorni: Mikhail Andropov, un’identità tutta da verificare. Qualcuno rimanda all’ex segretario generale del partito comunista sovietico, Yuri Andropov, che aveva scritto «New Challenge to the West» ma non è escluso che il riferimento sia un depistaggio, per indirizzare i sospetti verso Mosca.
allarmi bomba sui voli in europa - 5 novembre 2026
La novità è l’allargamento del bersaglio al mondo dell’informazione. Con un’attenzione particolare per l’Irlanda, che il 12 e 13 novembre ospiterà a Dublino i vertici della Comunità politica europea e del Consiglio europeo, con una cinquantina di leader attesi, tra cui Zelensky. L’emittente pubblica irlandese Rté ha vissuto una giornata da incubo nella sede di Donnybrook, costretta a sostituire le trasmissioni con programmi preregistrati. Per il Financial Times sono stati 18 gli organi d’informazione minacciati, ma non sono stati trovati ordigni.
È stata una giornata di tensione anche nei cieli d’Europa. Il bilancio «aereo» è di almeno 18 voli «allarmati» in 9 Paesi, Francia, Portogallo, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Regno Unito, fino a Cipro e Italia. […] Sono gli ultimi episodi di una sequenza che tra martedì e giovedì aveva già interessato almeno 35 voli europei, provocando deviazioni, ritardi, evacuazioni e l’attivazione dei protocolli di emergenza.
Si muovono le Procure. Da una parte quelle ordinarie di Roma e Busto Arsizio che hanno aperto fascicoli contro ignoti per procurato allarme in nei voli da o per Malpensa e Fiumicino. Dall’altra quelle distrettuali di Milano e Roma, che lavorano con le Digos e pensano al terrorismo, anche se non ci sono indagati né ipotesi di reato. Si è attivata pure la Direzione nazionale antimafia, mentre l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha trasmesso informative sugli episodi. […]
ALLARME BOMBA IN EUROPA - I VOLI DIROTTATI
Le prime mail erano firmate dai «Combattenti dello Stato Maschile», riferimento al movimento russo ultranazionalista e misogino Male State, fondato nel 2016. Ma il suo fondatore, Vladislav Pozdniakov, ha negato ieri ogni coinvolgimento: «Il movimento semplicemente non esiste più dal 2021», ha dichiarato, ricordando la messa al bando da parte delle autorità russe. […]
2 - E ORA CRESCE LA PAURA PER I VOLI DI NATALE
Estratto dell’articolo di Romina Marceca per “la Repubblica”
ALLARMI BOMBA SU VENTICINQUE AEREI
[…] Quanto gli allarmi bomba sugli aerei faranno decidere ai viaggiatori di rinunciare a volare, si potrà comprendere nel giro di qualche settimana. Nel momento in cui chi dovrà salire su un aereo per le vacanze di Natale o per quel viaggio esotico a Capodanno o semplicemente soltanto per andare a trovare i parenti, dovrà fare i conti con la strategia della paura innescata in questi giorni. I prossimi giorni diventano un banco di prova per mantenere i nervi saldi e scongiurare l'effetto psicosi.
ALLARME BOMBA IN EUROPA - I VOLI DIROTTATI
Al momento dalle maggiori compagnie aeree (Ita, Ryanair, EasyJet, Neos, Wizzair) e dalle agenzie di viaggio non arriva un'impennata delle cancellazioni ma soltanto «numeri fisiologici». […] Secondo il Codacons, invece, «se gli allarmi bomba dovessero proseguire nelle prossime settimane, c'è il rischio concreto che un numero crescente di cittadini possa rinunciare a partire in aereo durante il periodo delle feste di fine anno, per il timore di ripercussioni sui propri spostamenti e viaggi. È andata così negli anni passati, quando i ripetuti allarmi di attacchi terroristici all'estero hanno causato un generalizzato clima di paura e un aumento delle disdette». […]
3 - CROSETTO: «UNA GUERRA COMINCIATA DA TEMPO NON POSSIAMO PIÙ LIMITARCI A SUBIRLA»
Estratto dell’articolo di Marco Galluzzo per il “Corriere della Sera”
ALLARMI BOMBA SU VENTICINQUE AEREI
Guido Crosetto ha una scrivania su cui si sommano dossier ogni giorno di più: minacce, attacchi ibridi, notizie da verificare usando strumenti sofisticati. Dagli attacchi sulla circolazione degli aerei a quelli che hanno preso di mira i supermercati, più altre decine di forme subdole di guerra.
I dati di cronaca hanno superato ogni linea rossa. […] «La guerra ibrida è il virus che ci riservano questi anni. La chiamo virus perché non si vede ma è pericolosa, infida e difficile da combattere. Anzi, il problema è che le democrazie, finora, non l’hanno realmente contrastata: l’hanno soprattutto subita. Ci siamo limitati a difenderci, a reagire agli attacchi, ma non basta. Perché se lasci a un avversario la possibilità di continuare ad attaccarti, senza riuscire a contrastarlo, prima o poi finirà per farti male».
sergio mattarella e guido crosetto - consegna delle insegne dell'Ordine militare d'Italia
È un’analisi che contiene una denuncia, che invita non solo il sistema italiano, ma anche la Ue, non solo a contenere gli attacchi ma a fare di più per rispondere, sia che gli hacker siano eterodiretti o meno. […]
Il paradosso è che la Difesa si difende dalle critiche quando i dati dimostrano che semmai la denuncia dovrebbe essere inversa. A differenza di altri Stati non ci stiamo difendendo a dovere: siamo passati dall’1,5% di spese in rapporto al Pil sino al 2,1%, al di sotto da ciò che ci chiede la Nato, lontani dai programmi che gli ultimi governi hanno sottoscritto, compreso quello di Giuseppe Conte, cifre che descrivono un aumento solo contabile, facendo rientrare nei parametri Nato i contributi pensionistici dei militari.
guido crosetto incontra il contingente italiano in bosnia
Eppure il dibattito registra una sorta di cherry picking di dati senza aderenza con la realtà: che il bilancio sia arrivato a 40 miliardi, spiega la Difesa, non c’entra nulla con la spesa in armamenti, si tratta di una contabilità integrata con il perimetro Nato, in cui vengono calcolati anche i costi delle missioni internazionali di peace keeping , mentre il bilancio in senso stretto si ferma a poco più di 36 miliardi, di cui una grande quota serve a pagare gli stipendi e le spese ordinarie di mantenimento delle Forze armate e la quota residua per investimenti non è solo per armi, ma anche per la guerra ibrida.
Sulla scrivania di Crosetto c’è un lungo elenco di spese in «ricerca, innovazione, spazio, cyber, tecnologie digitali, infrastrutture, comunicazioni, sistemi di comando e controllo e capacità a impiego duale». Risorse che non servono a sparare, ma a difendersi da chi ci spara sul web.
[…] La saturazione della difesa aerea è una tecnica che consiste nel lanciare un numero elevato di vettori offensivi, simultaneamente, con l’obiettivo di superare la capacità di rilevamento dei sistemi avversari. L’ha usata l’Iran su Israele, quando lanciò centinaia di droni contemporaneamente. «Il principio non è quello di distruggere le difese avversarie ma di metterle sotto pressione, costringendole a impiegare capacità operative superiori a quelle disponibili», spiegano nel governo.
Anche vettori dallo scarso valore economico (droni non armati) possono contribuire a questo risultato, se il loro numero è alto. Lo stesso principio — rivelano fonti dell’intelligence interpellate dal Corriere — può essere applicato alla proliferazione degli allarmi bomba sugli aerei. E se le segnalazioni si rivelano infondate (sempre), la loro moltiplicazione produce effetti concreti e costosi: impegna risorse investigative e operative.
Paghiamo un costo anche se gli allarmi sono falsi. In sintesi, si crea un doppio rischio strategico: saturazione operativa (le autorità sono sovraccaricate) ed erosione della capacità di risposta (difficoltà nel distinguere le minacce reali dalle grida «al lupo, al lupo!»). «Quello che non capisce chi dice che “non siamo in guerra” è che qualcuno è eccome in guerra (ibrida, cioè economica) con noi», viene aggiunto. «Non è necessario colpire un sistema per comprometterne il funzionamento: basta costringerlo a reagire continuamente». Una guerra ibrida quotidiana che ha un costo crescente.

