delitto garlasco gianluigi nuzzi

"C’È UN TIZIO CHE HA FATTO UN VIDEO SU YOUTUBE DICENDO CHE IO SONO IL RESPONSABILE DELLA MORTE DELLA MOGLIE DEL PROCURATORE CAPO DI PAVIA. SERVE UN DASPO PER I SOCIAL" - GIANLUIGI NUZZI PARLA DEL DELITTO DI GARLASCO: "LE OMBRE SU MARCO POGGI? UNA COSA ASSURDA. PER STRADA TANTA GENTE MI AVVICINA CHIEDENDOMI GLI SVILUPPI DELL’ULTIMA PUNTATA. PURE IL MIO AMICO GABRIELE ALBERTINI UNA VOLTA PARLANDO TIRÒ FUORI LE LOGGE MASSONICHE SU GARLASCO" - IL CASO TORTORA (“È STATO DA ALLORA CHE LA CREDIBILITÀ DI UNA CERTA MAGISTRATURA HA COMINCIATO A TRABALLARE”), LE INDAGINI SUL VATICANO (“C’ERA UN TIZIO CHE AVVICINAVA NOI CRONISTI COME UN VU CUMPRÀ DELLE INDISCREZIONI, COSÌ A CASO. “TE SERVE QUALCOSA SU ORLANDI? SULLA UNO BIANCA?”) - L’IMBECCATA DELL’ATTORE MAURIZIO FERRINI: “MI DISSE CHE DUE…

Roberta Scorranese per il Corriere della Sera - Estratti

 

Contento?

«Molto. Sia Dentro la notizia che Quartogrado hanno fatto ottimi ascolti».

 

Si riparte in autunno.

Gianluigi Nuzzi 23

«Sì, con la forza di due grandi squadre redazionali. C’è un microclima ottimo, penso necessario quando ci si occupa di certi temi».

 

Come il crime. Gianluigi Nuzzi, 57 anni, «volto» di Mediaset da tredici, è una delle voci più popolari del genere principe dell’estate e non solo: il giallo. Con la sua «r» arrotondata e il fisico imponente, si è conquistato un posto autorevole nell’arcipelago sempre più affollato delle trasmissioni che indagano la cronaca, specie quella nera.

 

(...)

 

Ma allora perché in tv si fa il processo ai processi?

«Metafora: ci sono le formiche zombie, specie che vive in Amazzonia. Attratte da spore di funghi, si staccano dalla colonna e raggiungono il fungo, il quale poco per volta divora il loro sistema nervoso centrale».

 

Enzo Tortora

Tradotto?

«Siamo vittime di una manipolazione senza precedenti nell’informazione. Oggi, con i social, ci sono personaggi che si improvvisano giudici, magistrati, investigatori. Da una parte c’è chi questo mestiere lo fa sul campo e rischiando, dall’altra però in tanti credono al primo che si sveglia e che carica un video dicendo la sua su Garlasco».

 

Sete di spettacolo, più che di informazione?

«Per me lo spartiacque è stato il caso Tortora. È stato da allora che la credibilità di una certa magistratura ha cominciato a traballare».

 

Ha conosciuto Tortora?

«Non solo. Quando avevo sedici anni lo invitai a parlare nella mia scuola.

Il suo intervento mi affascinò perché in quella occasione conobbi davvero un uomo perbene, uno che ha avuto il coraggio di affrontare un attacco mediatico dopo il successo di un programma, Portobello , che faceva 28 milioni di telespettatori».

 

Oggi questi attacchi mediatici si sono spostati prevalentemente sui social?

«C’è un tizio che ha fatto un video su Youtube dicendo che io sono il responsabile della morte della moglie del procuratore capo di Pavia.

gianluigi nuzzi

 

Ora, al di là dell’assurdità della cosa per la quale è in atto un percorso giudiziario, ma ci rendiamo conto che ogni giorno spuntano personaggi capaci di galvanizzare l’opinione pubblica con delle bugie sparate grosse per avere più click?».

 

Che cosa proporrebbe?

«Un Daspo per i social».

 

Lei ha intervistato Marco Poggi, fratello di Chiara, persona sulla quale qualcuno ha gettato delle ombre.

«Una cosa assurda. Con l’inviata Martina Maltagliati abbiamo conosciuto una persona provata dal dolore come tutta la sua famiglia. Ma capisce che c’è qualcuno che dice che Chiara è stata uccisa dal fratello d’accordo con la madre?».

 

Come se fosse una soap opera.

«È così. Per strada tanta gente mi avvicina chiedendomi gli sviluppi dell’ultima puntata. Pure il mio amico Gabriele Albertini, del quale ho immensa stima, una volta parlando tirò fuori le logge massoniche su Garlasco».

 

Quanti venditori di fumo spuntano in seguito a un clamoroso caso di nera?

«Non avete idea. Ne cito uno solo. Mentre facevo le mie indagini sul Vaticano, conobbi un tizio che avvicinava noi cronisti come un vu cumprà delle indiscrezioni, così a caso. “Te serve qualcosa su Orlandi? Sulla Uno Bianca?”».

 

A proposito del Vaticano, ha scritto almeno due best seller sui segreti di San Pietro. Com’è cominciata?

chiara poggi 1

«Dai racconti su papa Luciani da parte di una delle sue cugine, maestra elementare nella mia scuola. Poi un giorno la signora Coriandoli, cioè l’attore Maurizio Ferrini, mi disse che due esecutori testamentari di un tizio avevano tra le mani delle carte interessanti.

 

Andai a vedere e scoprii che questo tizio era una specie di Mister Wolf di Pulp Fiction e che in quelle carte c’erano intrecci sorprendenti tra il Vaticano e grandi interessi economici».

 

Nacque così il best seller «Vaticano Spa». Grande scalpore. Lei è stato anche processato dalla Santa Sede, assieme al collega Emiliano Fittipaldi.

«È così. Surreale, era la prima volta nella storia della Chiesa che veniva istruito un processo a due giornalisti. Per fortuna ci hanno prosciolto».

 

Gianluigi Nuzzi 22

Papa Francesco.

«Voleva fare le riforme davvero. Peccato che, come con Penelope, quello che lui tesseva di giorno altri intorno a lui disfacevano di notte».

 

Il cardinale Becciu.

«Un’intelligenza politica sofisticatissima, ma un uomo del tutto antitetico a Bergoglio, che era sul serio il Papa degli ultimi».

 

Mi racconta una volta in cui ha avuto davvero paura?

«Anni Novanta, guerra civile in Albania. Ero nell’auto con uno 007 italiano, quando, dal finestrino, un bambino si affacciò e mi puntò una pistola in bocca. Rimasi immobile.

gianluigi nuzzi presenta dentro la notizia 5

Ci allontanammo piano. “Forse era scarica”, disse il mio compagno di vettura. “Forse no”, pensai. Tremando».

 

Un’altra volta?

«Lavoravo a un’inchiesta sulla ‘ndrangheta. Avevo così paura da temere di scendere dagli aerei attraverso i finger: immaginavo, dall’altra parte, agenti pronti ad arrestarmi».

 

Per chi ha votato l’ultima volta?

«Per Forza Italia».

 

E la prima, a diciotto anni?

«Per i Radicali. Ero un fan di Pannella e di Radio Radicale, di notte ascoltavo le trasmissioni registrate in cuffia e una volta mio padre entrò nella stanza e nel buio vide il puntino rosso del registratore in funzione. Lo scambiò per il fuoco di una sigaretta. Che cazziatone».

 

Minacce dal Vaticano?

«No, nessuna. Ma loro sono molto più raffinati».

chiara poggi 6andrea sempioSOPRALLUOGO DEI CARABINIERI DEL RIS ALLA VILLETTA DI GARLASCO DEI POGGIgianluigi nuzzi 1Gianluigi Nuzzi 21

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