LE PEN ALLA VODKA – LA FILOPUTINIANA MARINE LE PEN NON SI SMENTISCE MAI: LA LEADER DEL RASSEMBLEMENT NATIONAL, GRANDE FAVORITA NELLA CORSA ALL’ELISEO, HA RIFIUTATO L’INVITO DI ZELENSKY A VISITARE KIEV - IL MOTIVO UFFICIALE? “TROPPI IMPEGNI PER LA CAMPAGNA PRESIDENZIALE” – EPPURE NEL 2017, POCHI GIORNI PRIMA DELLA SFIDA POI PERSA CONTRO MACRON, LA ZARINA SOVRANISTA FRANCESE È ANDATA AL CREMLINO PER INCONTRARE PUTIN, UTILIZZANDO ANCHE LA FOTO DELLA SUA STRETTA DI MANO CON “MAD VLAD” IN CAMPAGNA ELETTORALE – NON È UN SEGRETO CHE, SE FOSSE ELETTA, INTERROMPERA' GLI AIUTI PER L’UCRAINA…
Estratto dell’articolo di Stefano Montefiori per www.corriere.it
Marine Le Pen non ha tempo per andare a Kiev, nonostante Zelensky l’avesse invitata. Il 15 ottobre la favorita nella corsa all’Eliseo, che vuole tagliare gli aiuti all’Ucraina una volta eletta, ha cercato di riequilibrare un po’ la sua immagine filo-Putin dichiarando che sarebbe andata con piacere in Ucraina, se fosse stata invitata.
Zelensky ha subito colto l’occasione di un’intervista al settimanale francese L’Express per risponderle: «Sì, che venga, che veda la nostra popolazione, che passeggi per la strada, che chieda a chi incontra come vivono le persone e che cosa pensano di Putin. Penso che cambierà la sua posizione».
Marine Le Pen ha mandato avanti il suo deputato Julien Odoul, che ha escluso un viaggio nel Paese in guerra: «I tempi della campagna presidenziale non le permetteranno di andare in Ucraina. Ma se Zelensky dovesse venire a Parigi, lei lo incontrerà ben volentieri». […]
MARINE LE PEN E VLADIMIR PUTIN
Marine Le Pen è largamente in testa nei sondaggi per il voto presidenziale della prossima primavera, e di sicuro è molto impegnata. In passato però è riuscita a trovare il tempo per gli impegni internazionali, anche a poche settimane dal voto.
Il 24 marzo 2017, per esempio, pochi giorni prima della sfida poi persa contro Emmanuel Macron, Marine Le Pen è andata al Cremlino per incontrare Vladimir Putin, all’epoca sua figura di riferimento e sostenitore di rilievo. Ha usato la foto della stretta di mano con Putin per darsi un tono da statista, tanto da usarla anche per la campagna presidenziale successiva, quella del 2022: un milione e 200 mila volantini erano stati già stampati, quando l’invasione dell’Ucraina ha reso imbarazzante quell’immagine di intesa con il presidente russo, e i volantini sono stati mandati al macero.
Resta il fatto che Marine Le Pen ha trovato il tempo per andare da Putin pochi giorni prima del voto, e non lo trova adesso per visitare l’Ucraina quando mancano ancora oltre cinque mesi alle elezioni. Del resto, i rapporti del Rassemblement national con la Russia sono solidi e di lunga data.
Nel 2014, l’allora Front National (ora RN) ha contratto un prestito di 9 milioni di euro presso la First Czech Russian Bank. Il prestito è stato poi rilevato dalla società russa Aviazapchast, e il suo rimborso è stato oggetto di trattative e di piani di rateizzazione, alimentando le accuse di dipendenza finanziaria nei confronti del Cremlino.
Nei giorni successivi all’invasione dell’Ucraina, Marine Le Pen ha cercato di minimizzare i legami con Mosca. E anche le uscite pro-Putin di Thierry Mariani, l’esponente lepenista che da anni intrattiene rapporti privilegiati con il Cremlino, si sono fatte più discrete. Adesso però c’è la questione degli aiuti all’Ucraina, e il Rassemblement national non vuole rinnovarli.
«Non possiamo più aiutare l’Ucraina in questo modo, lo stato delle nostre finanze pubbliche non lo consente», ha detto Marine Le Pen il 16 settembre, promettendo di interrompere gli aiuti finanziari sei mesi dopo il suo eventuale insediamento all’Eliseo. […]
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