pier antonio panzeri francesco giorgi

PERCHÉ LA FIGLIA DI PANZERI RICEVEVA BONIFICI MENSILI DA DUE ONG? – PIÙ CHE IL SALDO DA 200MILA EURO SUL CONTO DELL’AVVOCATO SILVIA PANZERI, A INCURIOSIRE GLI INVESTIGATORI BELGI SONO I VERSAMENTI EFFETTUATI NEGLI ULTIMI DUE ANNI DALL'ITALIANA “NO PEACE WITHOUT JUSTICE” E DALL'AMERICANA “HUMAN RIGHTS FOUNDATION”, COINVOLTE NELL’INCHIESTA QATARGATE – DI FRONTE AI GIUDICI, FRANCESCO GIORGI, BRACCIO DESTRO DI PANZERI, HA RICOSTRUITO IL GIRO DI SOLDI CHE DAL QATAR È PASSATO PER LE ONG…

Estratto dell'articolo di Sandro De Riccardis e Luca De Vito per “la Repubblica”

 

silvia panzeri

Bonifici mensili da due ong, l'italiana No Peace Without Justice e l'americana Human Rights Foundation, coinvolte nel Qatargate insieme a Fight Impunity dell'ex deputato Pd (poi in Articolo 1) Antonio Panzeri. Più che il saldo da duecentomila euro sul conto della figlia avvocato Silvia Panzeri, a incuriosire gli investigatori sono le movimentazioni degli ultimi due anni, sui quali indaga la procura di Bruxelles. […]

 

No Peace Without Justice è comparsa già nei primi giorni dell'inchiesta. Il suo direttore generale, Niccolò Figà- Talamanca, accusato di aver incassato denaro sui conti dell'associazione per riciclare i proventi della corruzione, era stato arrestato il 9 dicembre insieme ad Antonio Panzeri, Francesco Giorgi ed Eva Kaili.

 

Di Human rights foundation, una delle più autorevoli ong che si occupano di diritti umani nel mondo, aveva invece parlato nel suo interrogatorio in Belgio, Francesco Giorgi, il compagno di Kaili, che dopo essere stato assistente di Panzeri lo è stato anche dell'europarlamentare Pd Andrea Cozzolino.

 

antonio panzeri

Dalle prime evidenze sui versamenti a favore della figlia di Panzeri, i pagamenti mensili in entrata sarebbero più consistenti da parte della ong italiana, e di entità inferiore da quella americana. […]

 

Sono due i conti della famiglia Panzeri analizzati: uno, con un saldo di circa 40mila euro, intestato ad Antonio Panzeri e alla moglie Maria Dolores Colleoni; l'altro della figlia, con un saldo appunto di duecentomila euro. Proprio due giorni fa, il tribunale del Riesame di Bergamo ha respinto la richiesta di revoca di sequestro sui 240mila euro proposta dagli avvocati Angelo De Riso e Nicola Colli, sulla base di asseriti vizi formali nel provvedimento con cui la procura di Bruxelles ne aveva chiesto il congelamento. Una tesi che però non è stata accolta dal tribunale. I conti restano sequestrati. […]

 

ANTONIO PANZERI CON LA FIGLIA SILVIA

I magistrati dovranno capire anche a che titolo erano effettuati i versamenti da No Peace Without Justice. «Il rapporto professionale con l'avvocato Silvia Panzeri, oggi interrotto, era stato instaurato dal dottor Figà Talamanca, che lo gestiva - precisa l'avvocato della ong, Guido Camera - . In base agli elementi al momento a disposizione dell'associazione No peace without justice non emerge in alcun modo che i compensi percepiti dall'avvocato Panzeri abbiano rilevanza penale in relazione ai fatti di corruzione e riciclaggio di cui si parla sui giornali. Qualora le indagini in corso svelassero una realtà diversa, l'associazione ne trarrà le dovute conseguenze». Hrf invece non ha risposto alla nostra richiesta di chiarimenti.

 

la moglie e la figlia di antonio panzeri

Di fronte al giudice istruttore di Bruxelles Michael Claise, Giorgi aveva invece ricostruito il legame tra la Fight Impunity di Panzeri e la ong americana. Definendolo un sistema malsano, il braccio destro di Panzeri aveva spiegato che era stato l'ex europarlamentare del Pd a parlare della costituzione di una ong (appunto Fight Impunity) per far arrivare il denaro, su suggerimento de "l'algerino", ovvero Bettahar Boudjellal, emissario dei qatarini. […]

 

Le affermazioni di Giorgi sono tutte da verificare, anche perché è lui stesso ad affermare di non avere prove del fatto che il Qatar finanziasse la ong americana. Ma i riscontri fatti sui conti della famiglia Panzeri sembrano muovere in questa direzione.

MEME QATARGATE BY MACONDO banconote sequestrate a pier antonio panzeri e eva kailiantonio panzeri con una valigia all hotel steigenberger wiltcher di bruxelles antonio panzeriantonio panzeri con una valigia all hotel steigenberger wiltcher di bruxelles

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…