SIMONA BRANCHETTI SCRIVE A DAGOSPIA: “RIMANGO ESTERREFATTA DI COME IL MIO NOME VENGA ACCOSTATO A SPROPOSITO A QUELLO DEL COLLEGA ANDREA GIAMBRUNO SCRIVENDO ‘STIMATA DA ANDREA GIAMBRUNO’. UN’ASSOCIAZIONE DEL TUTTO FUORI LUOGO PERCHÉ NON VEDO COME GIAMBRUNO POSSA AVER INCISO SUL MIO PERCORSO PROFESSIONALE, CHE DA 25 ANNI COSTRUISCO CON SERIETÀ E PROFESSIONALITÀ” – DAGOSPIA RISPONDE: “DA QUANDO EVOCARE LA STIMA DI UN COLLEGA RAPPRESENTA MOTIVO DI DISDORO? FUORI LUOGO APPARE LA SUA LETTERINA. DEVE AVERLA VERGATA CON TALE FRETTOLOSA ANIMOSITÀ DA NON ACCORGERSI DI AVER ‘PRECISATO’ QUALCOSA CHE NON ABBIAMO NEANCHE SCRITTO…”
CAFONALINO! VATICANO, POTERI OCCULTI, FINANZA GLOBALE E IA NEL ROMANZO-THRILLER DI CRISTIANO CERESANI PRESENTATO A PALAZZO SAN MACUTO DAL CARDINAL GERHARD LUDWIG MÜLLER, PREFETTO EMERITO DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE - A MODERARE IL CONFRONTO, LA GIORNALISTA DEL TG5 SIMONA BRANCHETTI, STIMATA PROFESSIONALMENTE DA ANDREA GIAMBRUNO, MARIA ELENA BOSCHI (CHE HA PARLATO COLLEGATA VIA ZOOM DA MILANO), IL DEPUTATO FORZISTA ALESSANDRO CATTANEO, LA LEGHISTA GIORGIA LATINI, L’AVVOCATO ROBERTO VACCARELLA (COMPAGNO DI MARIA ELENA BOSCHI), I CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE RAI ALESSANDRO DI MAJO E ROBERTO NATALE – TIMBRANO IL CARTELLINO ANCHE L’EX TENNISTA MARA SANTANGELO, L'EX DIRETTRICE DI RAI 1 TERESA DE SANTIS E SONIA BRUGANELLI…
Riceviamo e pubblichiamo:
Caro Dago
leggo il titolo fatto sulla presentazione del bellissimo libro dell’amico Cristiano Ceresani che ho avuto l’onore di presentare e rimango esterrefatta di come il mio nome venga accostato a sproposito a quello del collega Andrea Giambruno scrivendo
“stimata da Andrea Giambruno”.
Un’associazione del tutto fuori luogo sia per il contesto ma soprattutto perché non vedo come Giambruno possa aver inciso sul mio percorso professionale, che da 25 anni costruisco con serietà e professionalità, avendo come unico elemento comune il fatto di lavorare per la stessa azienda e nulla più. Sono certa che tu comprenda la mia posizione e che la faccenda si possa chiudere qui.
Un caro saluto
Simona Branchetti
Dago-Risposta
Gentile Simona Branchetti,
siamo sbigottiti nel saperla esterrefatta.
Da quando evocare la stima di un collega rappresenta motivo di disdoro? In cosa le reca nocumento se Dagospia evoca l’apprezzamento di un giornalista come lei? Siamo confusi.
Fuori luogo, a esser sinceri, appare la sua letterina. Deve averla vergata con tale frettolosa animosità da non accorgersi di aver “precisato” qualcosa che non abbiamo neanche scritto. Sentir il bisogno di sottolineare “non vedo come Giambruno possa aver inciso sul mio percorso professionale” è un autogol: non abbiamo mai affermato nulla di simile.
Un bel tacer non fu mai scritto, gentile signora Branchetti. A volte il silenzio è spesso più saggio e opportuno delle parole, specialmente quando si usano a sproposito. Maneggiare frasi, in piena reattività emotiva, potrebbe creare errori, fraintendimenti o danni.
Confidando nella sua rinnovellata saggezza, possiamo considerare chiusa la faccenda.
Cordiali saluti
La redazione


