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“PER ME SEI LA MALATTIA MA ANCHE LA MIA CURA, VIENI SE TI VA, QUESTO DEVI FARE…” - LA STORIA DI PRATO, DOVE UNA 31ENNE HA AVUTO UNA RELAZIONE (E UN FIGLIO) DA UN 14ENNE, SI ARRICCHISCE DI NUOVI TORBIDI DETTAGLI: IL RAGAZZINO SUBIVA UN RICATTO PSICOLOGICO (“SE NON STAI CON ME MI UCCIDO”), LA DONNA VISITAVA SITI PEDOPORNOGRAFICI E SU FACEBOOK AVEVA CONTATTI CON ALTRI MINORENNI, IL MARITO CORNUTO SAPEVA TUTTO - LE OSSESSIONI, LE MINACCE, LA RICHIESTA CONTINUA DI RAPPORTI SESSUALI E IL RAGAZZO ERA STREMATO: “SÌ PERÒ NON DARÒ IL MASSIMO, NON CE LA FACCIO”

1 - FIGLIO CON 14ENNE, PROF ARRESTATA INDAGATO IL MARITO: SAPEVA TUTTO

Michela Allegri per “il Messaggero”

 

sesso a scuola 1

Un amore folle e illegale: tredici anni lui, trenta lei. Un figlio nato 7 mesi fa, i ricatti per portare avanti quella relazione proibita - «se non rispondi dico a tutti che il bambino è tuo» - nonostante l' adolescente, oggi quindicenne, dicesse di sentirsi a disagio - «mi hai rovinato la vita, come te lo devo dire che non ti amo?» - e, alla fine, le minacce: «Se non stai con me mi uccido». Finisce ai domiciliari l' infermiera di Prato che per un anno e mezzo ha avuto una relazione morbosa con un ragazzino a cui dava ripetizioni di inglese.

 

IL MARITO

SESSO A SCUOLA

Anche il marito è sotto inchiesta: è accusato di alterazione di stato, un reato che si applica a chi, appunto, alteri lo stato civile di un neonato. Ha riconosciuto come suo il neonato, pur sapendo che il vero padre era il quindicenne. Lei, invece, è stata arrestata per atti sessuali con minore di quattordici anni e violenza sessuale per induzione: fino a poco più di un mese fa avrebbe costretto l'adolescente ad avere rapporti con lei, «strumentalizzandone lo stato di inferiorità al fine di soddisfare il desiderio, che appare totalizzante nella vita della donna, di proseguire la relazione», scrive il gip Francesca Scarlatti nelle 33 pagine di ordinanza cautelare.

 

SESSO E SEDUZIONE

Prima, con un accordo che, per l'accusa «cela un vero e proprio ricatto»: alle recenti titubanze del ragazzino l'indagata rispondeva pubblicando sui social le foto del neonato e, soprattutto, portandolo nella palestra dove l'adolescente si allenava. Il gip sottolinea i contorni del patto: «L'indagata avrebbe promesso di non portare il bambino in palestra, e lui sarebbe andato a casa sua per avere rapporti».

 

Poi, le minacce. Quando la donna scopre che il ragazzino frequenta una compagna, inizia a dire che si sarebbe suicidata, una «strategia volta a suscitare il coinvolgimento emotivo del minore e a farlo sentire in colpa, e dunque indurlo a proseguire la relazione». Per il gip, c'è il pericolo che la donna commetta reati dello stesso tipo: dall'analisi del suo profilo Facebook sono spuntati contatti con un altro adolescente. Mentre dagli accertamenti sul suo computer e sul suo cellulare - sequestrati - è emersa la consultazione di siti pedopornografici, sottolinea il procuratore capo di Prato, Giuseppe Nicolosi. A incastrare l'indagata, centinaia di pagine di chat ed sms.

 

L'INTERCETTAZIONE

SESSO E SEDUZIONE

Ad appesantire la posizione della donna, una conversazione intercettata il 13 marzo 2019, quando lo scandalo è già esploso sui giornali. L' infermiera parla con la madre, subito dopo avere rilasciato ai pm spontanee dichiarazioni. «Dovevano pensarci prima invece di fare la denuncia, che credeva che non uscisse fuori il nome della famiglia - dice riferendosi ai genitori dell' allievo - non l' ho rovinato io, ma l'hanno rovinato ora con tutta sta cosa».

 

Esternazioni che, per il giudice, «denunciano una personalità immune da qualsiasi ipotesi di autocritica o riflessione sul proprio comportamento». Pesano anche le dichiarazioni della titolare della palestra, ascoltata dagli agenti della Squadra Mobile: «Quella donna ha piacere a parlare in generale coi ragazzini. Ho sentito qualcuno dei genitori fare delle battute sul fatto che lei sta sempre a parlare con questi adolescenti. E lei che puntualmente risponde: Chi sta in mezzo ai ragazzi rimane giovane».

 

SESSO E SEDUZIONE

Soprattutto, per il gip, c'è il rischio che la donna continui a influenzare l'allievo, che per mesi è stato totalmente «soggiogato». Dovrà essere ascoltato a breve in sede d'incidente probatorio e l'infermiera potrebbe convincerlo a ritrattare. D' altronde, il 27 febbraio, quando l'adolescente le dice che sua madre ha scoperto tutto, lei «manifesta grande lucidità» e - si legge nell'ordinanza - «impartisce istruzioni su come cancellare traccia delle loro conversazioni compromettenti, esortandolo a cambiare il nome sulla rubrica».

 

LA RELAZIONE

SESSO E SEDUZIONE

È la primavera del 2017 quando inizia la relazione tra l'infermiera e l'allievo. La donna ha un altro figlio di 7 anni, iscritto allo stesso corso in palestra frequentato dal ragazzino. Diventa amica con la madre di lui, scopre che è in difficoltà a scuola e si offre di aiutarlo a preparare l'esame di terza media con ripetizioni d'inglese. «Fin dal marzo 2017 ho iniziato a provare dei sentimenti, ma non abbiamo avuto rapporti fino al compimento del quattordicesimo anno», dice la donna interrogata dai pm lo scorso 11 marzo. Un tentativo di alleggerire la sua posizione: «Sapeva che fino ad allora la legge non considera valido il consenso agli atti sessuali del minore», sottolinea il gip, che giudica quelle dichiarazioni «non credibili».

 

A smentirle, ci sono più di 170 pagine di chat - «una vera e propria inondazione di messaggi», si legge nell'ordinanza - finite agli atti dell'inchiesta. È sempre lei a raccontare di avere confessato la relazione al marito e alla madre dopo avere scoperto di essere rimasta incinta. Il 28 febbraio, invece, la confessione del ragazzino: in lacrime racconta ogni cosa alla mamma, alla sua allenatrice e alla titolare della palestra. Poi, la denuncia: i genitori, assistiti dall'avvocato Roberta Roviello, portano in procura una copia delle chat. L'esame del Dna non lascia dubbi: l'adolescente è il padre del bambino. Quindi l'arresto. Intanto la donna, assistita dall' avvocato Gianluca Alfano, ha annunciato il ricorso al tribunale del Riesame.

SESSO CON L'INSEGNANTE

 

2 - LUI LA PREGAVA: «NON PORTARMI IL BAMBINO IN PALESTRA» E LEI: «SEI LA MALATTIA E LA CURA»

Michela Allegri per “il Messaggero”

 

Sono 175 pagine di chat su Whatsapp e Messenger a incastrare l' infermiera di Prato. Messaggi, sottolinea il gip nell' ordinanza, «intercorsi a migliaia a formare un flusso massivo di stimoli» inviati al ragazzino a cui dava ripetizioni e con cui aveva iniziato una relazione durata un anno e mezzo, dalla quale è nato un bambino. Una storia illegale «nella quale lui, a più riprese, manifesta disagio».

«Ho solo 15 anni, non mi sono mai trovato davanti a queste situazioni», dice la vittima lo scorso 10 febbraio, mentre lei minaccia di togliersi la vita perché non ricambiata in quell' amore malato.

 

SESSO CON L'INSEGNANTE

IL PIANO

La risposta della donna è netta: per aiutarla il ragazzo deve incontrarla: «Per me sei la malattia, ma anche la cura, vieni se ti va, questo devi fare». Lui è disperato: le dice di consultare uno psicologo, non vuole pensare «che sarà l' ultima volta che la vede», ha paura che si uccida davvero e si sente in colpa. Lei risponde crudele: «Non sarà l' ultima», perché ha programmato di farla finita dopo il compleanno di suo figlio, «lo farò ben bene...prima prenderò i farmaci, poi mi inietterò aria nelle vene». A scatenare la follia della donna, quel giorno, è il sospetto che il ragazzino stia frequentando una coetanea. L' infermiera ha visto una storia postata su Facebook e ha perso la testa. Fin dai mesi precedenti, però, le chat sono un crescendo di ansia e ossessione.

 

IL RICATTO

Il 13 gennaio 2019 l' adolescente si arrabbia perché la donna si è presentata in palestra con il neonato: «Te lo dico per l' ultima volta, già mi hai rovinato la vita, puoi evitare di portarlo in palestra... Ti prego voglio andare bene a scuola e fare felici i miei te lo scongiuro faccio ciò che vuoi». A qual punto «viene prospettato un vero e proprio accordo, in base al quale lei non avrebbe più portato il bambino in palestra e lui, in cambio, sarebbe andato a casa sua quando lei lo avrebbe chiamato», si legge nell' ordinanza. La donna è categorica. Tanto che il 17 gennaio, quando il ragazzo risponde di non riuscire a incontrarla quel giorno, lei risponde contrariata: «Come faccio a fidarmi?». Lui risponde che, anche se potesse, lo farebbe «senza voglia». E lei gli ricorda i termini dell' accordo: «Ci guadagni che non ti vedi l' errore dei tuoi 14 anni», scrive, riferendosi al bambino.

SESSO CON L'INSEGNANTE

 

Il 18 gennaio i due si incontrano, «spero che il nostro accordo tu non lo infranga», gli scrive lei in serata. Gli chiede in continuazione se la ama, «ogni tanto mettiti nei miei panni, sono un ragazzo di 15 anni, non puoi farmi domande a cui non sanno rispondere neanche gli adulti», dice lui. «Fammi sapere cosa sono per te», chiede la donna in decine di messaggi l' 8 febbraio. Lui risponde deciso: «Sentimentalmente mi dispiace ma non ti amo».

 

IL POST

Il 10 febbraio l' indagata scrive al giovane chiedendogli se quando si metterà con una ragazza glielo confiderà, lui risponde di sì e chiede: «Ma se starò con qualcuna dovrò per forza venire?». Alle 18, il ragazzino pubblica su Facebook una storia che lo ritrae con una coetanea. Aveva bloccato il profilo dell' infermiera, che riusciva comunque a controllare il social usando la pagina di suo figlio. La reazione dell' indagata è tragica: «Va a finire che mi ammazzo, sono stanca». Il ragazzo si spaventa: «Non voglio avere nessuno sulla coscienza».

 

SESSO CON L'INSEGNANTE

Le dice che si risentiranno il giorno dopo. «Penso», risponde lei «alludendo alla possibilità di mettere in pratica il proposito suicidiario quella notte», chiosa il gip. «Ma sei seria?», chiede lui la mattina successiva. E la donna: «Sì, mi sa che stavolta prendo coraggio, devo solo trovare un modo quasi indolore, però ecco, ci tengo a rivederti. Tornerai?». Il giorno dopo dice al ragazzino che ha trovato una soluzione: «Spararsi aria in vena... sto programmando tutto, ti ho detto che mi farebbe piacere rivederti prima di farlo, vieni o tra poco non esiterò più». Il ragazzo si sente in colpa: «Dimmi che dovrei dirti per farti cambiare idea».

 

Lei replica che, per aiutarla, deve incontrarla, lo rimprovera di non sapere «stare accanto a un' aspirante suicida. Sembra quasi che mi istighi se dici così soprattutto essendo la causa scatenante», lo accusa. Lui è disperato: «Se potessi ti amerei». La donna non demorde, dice di essere serena perché ha preso la decisione di porre fine alle sue sofferenze, ma vuole avere un rapporto con lui per l'ultima volta. «Sì però non darò il massimo, non ce la faccio», risponde lui.

 

LA FOTO

 Il 14 febbraio l'infermiera spedisce all' allievo una foto che evoca gesti autolesionistici. «Mi taglio», gli scrive «ho già la soluzione... e se poi capirai di amarmi? Ci hai mai pensato? Farò anche recapitare delle lettere, te sarai uno dei destinatari». Dopo pochi minuti il culmine dell' ossessione: «Aiutami se vuoi che viva». E il 24 febbraio aggiunge: «Come starai male quando morirò». Lui si spaventa: «No ti prego», «Ti amo».

 

Il giorno dopo s' incontrano, «può darsi che sia l'ultima volta che mi vedi viva amore... non ho dubbi che sia fantastico», gli scrive lei poco prima. Lui, terrorizzato, ribadisce di amarla. E lei si tranquillizza: «Rimango per noi, me lo merito di stare con l'amore della mia vita». Dice di volere stare con lui «fino all' ultimo respiro».

 

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