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COVID SPAVENTATI GUERRIERI - “SUL VIRUS C’È MANIPOLAZIONE MEDIATICA, SI RISCHIA LA DEPRESSIONE DI MASSA”. L’ALLARME LANCIATO DALLA PSICOLOGA: “DAL PREMIER IN GIÙ, NON SI FA ALTRO CHE PARLARE DI MORTI, CONTAGIATI, TERAPIE INTENSIVE. UN TERRORISMO PSICOLOGICO DI QUESTA PORTATA NON SI ERA MAI VISTO" – LA PREOCCUPAZIONE PER I RAGAZZI DAI 17 AI 22 ANNI, “CHE SONO RIPIOMBATI AD AVERE MANCANZA DI FIDUCIA IN LORO STESSI E SOPRATTUTTO NEL MONDO CHE LI CIRCONDA”

Barbara Majnoni per it.businessinsider.com

 

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 “La manipolazione mediatica è sotto gli occhi di tutti. Dal premier in giù, non si fa altro che parlare di morti, contagiati, terapie intensive, curve epidemiologiche. Un terrorismo psicologico di questa portata non si era mai visto. Il sistema creatosi con il sopraggiungere del virus ci fa mantenere l’allerta alta, ci spiazza giorno dopo giorno. La comunicazione è ossessivamente mirata a mettere solo paura. Induce al senso di impotenza, a creare il vuoto intorno alle persone.

 

Non vengono dati consigli positivi su come stare bene o per rafforzare il sistema immunitario. Dinamiche che a lungo termine possono portare a una depressione di massa e di conseguenza all’accettazione acritica di qualunque imposizione o delega sociale verso il potere per la salvaguardia di quella salute mentale e fisica che solo la libertà di scelta e di coscienza potrebbe restituirci. Il sospetto che si tratti di una potentissima arma di distrazione è forte”.

elisabetta notaro psicologa

 

L’accusa è dura e, almeno per la parte relativa al complotto, tutta da provare. Tuttavia Elisabetta Notaro, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa basata a Livorno, terapeuta ufficiale del Centro di Terapia Breve Strategica di Arezzo diretto dal professore Giorgio Nardone è una super esperta di manipolazione uomo-donna, e se sostiene che ne stiamo vivendo una all’ennesima potenza, vale la pena ascoltarla. Ecco cosa risponde alle nostre domande.

 

Dottoressa, c’è davvero un parallelismo fra la due modalità di manipolazione?

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Il narcisista quando seduce la preda crea una storia d’amore perfetta, illusoria, da favola. Agisce con il love bombing, un corteggiamento che serve proprio a sviare la vittima da quei punti essenziali che dovrebbe valutare nel partner, come onestà, sincerità, valore, modo di pensare. Si mostra come un principe azzurro che la salverà dalle sue profonde paure e debolezza.

 

Obnubila talmente la poveretta che non solo non riesce a valutare gli elementi oggettivi del partner e della relazione che sta vivendo, ne diviene totalmente dipendente, per poi cadere in un baratro di depressione, ansia, e soprattutto ossessività. Lo stesso può avvenire tra i mass media e le masse quando c’è l’interesse di filtrare solo determinati messaggi. Già 40 anni fa il famoso Noam Chomsky, definito dal New York Times il più grande intellettuale vivente, aveva ipotizzato, teorizzato e schematizzato come sia possibile mistificare la realtà, stilando dieci regole ben precise.

 

Quali sono le più incisive?

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Innanzitutto proprio la strategia della distrazione, fondamentale per le lobby al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su certi argomenti, piuttosto che su altri. Poi c’è la tattica della gradualità nel fare accettare una misura inaccettabile col contagocce, così da digerirla meglio poco per volta. Ma anche il creare problemi per poi fornire delle soluzioni di comodo, risultando salvatori.

 

Sono le identiche tecniche utilizzate dal narcisista. Dopo il bombardamento d’amore iniziale, finge, finge, squalifica, colpevolizza, tradisce, ma poi di nuovo lusinga, con una mano dà con l’altra prende, cerca di distanziare la vittima da tutte le persone che possono costituire una risorsa affettiva ma anche intellettuale e di confronto per farla rimanere sola e insicura come una bella addormentata nel bosco.

 

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Lavora in maniera molto subdola, chiaramente non da subito. Per questo noi psicologici consigliamo il no contact, cioè il vampiro va lasciato e bloccato il prima possibile. Anche Chomsky col principio metaforico della rana bollita suggerisce di schizzar via dalla pentola prima che sia troppo tardi.

 

Ci sono altri riferimenti che vanno in questa direzione?

Un esempio concreto è rappresentato dal docu-film The Social Dilemma, uscito agli inizi dell’anno su Netflix. Ci mostra che è stato fatto un passo ulteriore nel potenziamento degli strumenti di manipolazione di massa con i social. L’informatica ha permesso di creare degli algoritmi che studiano le persone non nell’insieme ma una a una, grazie ai loro account.

 

Orientano i nostri comportamenti, i nostri acquisti, i nostri pensieri, le nostre scelte di voto e le nostre emozioni. Ci seducono e poi ci schiavizzano, esattamente come i narcisisti fanno con le dipendenti affettive. D’altronde manipolare vuol dire prendere con le mani e portare forzatamente dove si vuole.

 

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Ci può fare una statistica della situazione odierna dei suoi pazienti?

“Nel gruppo che seguo ci sono persone che stanno facendo la coda finale, li ho in terapia ormai da tempo. Poi ci sono quelli arrivati in emergenza dal lockdown di marzo. I primi hanno reagito molto bene alla situazione creatasi con la pandemia. Ovviamente soffrono di non poter uscire perché avevano trovato una socialità, una vita sentimentale, un hobby, l’entusiasmo di vivere, ma hanno acquisito una forza d’animo e una spiccata resilienza per sopportarla.

 

Ne parlano rimanendo perfettamente centrati, equilibrati, hanno gli occhi aperti sulle contraddizioni visibili, sulle cose che non tornano, ne fanno una riflessione critica. I secondi mi danno, invece, un quadro di come le persone non ancora integre stiano crollando. Esplodono liti tra coniugi che prima tenevano sotto controllo equilibri precari. Sono aumentati considerevolmente disturbi d’ansia, attacchi di panico, depressioni.

 

Gli ipocondriaci sono a pezzi, spaventatissimi. Ma la cosa che più mi ha amareggiata è stata di dover affrontare le ricadute di alcuni giovani, parlo di ragazzi dai 17 ai 22 anni, che sono ripiombati ad avere mancanza di fiducia in loro stessi e soprattutto nel mondo che li circonda. Pensare che ero riuscita a infondere quello sprint per farli uscire di casa dopo troppo tempo passato chiusi in camera soli con smartphone e computer”.

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Di quanto è aumentato il suo lavoro dall’insorgere della pandemia?

Le richieste sono raddoppiate. Lo dicono anche i colleghi. Negli ultimi mesi ho sentito il bisogno di fare qualcosa di più per aiutare le persone maggiormente colpite dalla crisi economica. Così mi sono affiancata come psicologa alla Confederazione Imprese Unite per l’Italia.

 

Il presidente Stefano Agnesini, ex presidente Giovani di Confcommercio, sta cercando di dar voce e salvare un popolo che altrimenti rimarrebbe inascoltato, circondandosi di coach e altre figure professionali di supporto tra cui la mia. Non è un’associazione a scopo di lucro, piuttosto una sorta di sindacato parallelo per i piccoli e medi imprenditori che stanno soffrendo e agonizzando uno dopo l’altro. Ci sono già più di 30 mila utenti in tutta Italia. Stanno aumentando sempre più.

 

Ci sarà pure qualcosa di positivo in questo momento difficile e doloroso?

A mio avviso più che altro c’è la legge dell’equilibrio. Tutto l’universo si regge tra gli opposti. Lo sappiamo dalla fisica quantistica. Accanto a tutta questa valle di lacrime, di errori e di bruttezza, che poco per volta diventa manifesta, c’è anche un cambiamento altrettanto positivo: il risveglio della coscienza. Sta crescendo sempre più la consapevolezza di quanto i beni materiali siano effimeri, di quanto la nostra vita fosse dedicata a obiettivi illusori e disfunzionali.

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C’è la riscoperta delle discipline spirituali e della meditazione, che aiuta a svuotare la mente e ad attingere alle parti più autentiche della nostra psiche. C’è una rinnovata connessione tra gli esseri umani e viventi in generale. Si vedono sempre più persone avere un rapporto molto intenso con gli animali e con la natura. Si stanno riscoprendo le antiche medicine naturali.

 

Quale potrebbe essere la nostra salvezza?

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Ora siamo chiamati a fare una scelta. Vogliamo vivere nella paura di morire con false soddisfazioni e come robot tra cellulari e computer?  O lavorare sulla nostra coscienza e costruire il nuovo, sfruttando anche le tecnologie che se usate in maniera adeguata possono diventare le nostre migliori alleate? La parola chiave di questo momento non è la guerra contro le istituzioni ma impegnarsi per formarsi come guerrieri spirituali. In sostanza dobbiamo scegliere chi mandare al governo: l’anima o l’ego. La battaglia è questa.

 

Chiediamoci cosa vogliamo per noi, i nostri figli, i nostri nipoti e per la Madre Terra. “Qualunque cosa accada durante la transizione, viene richiesta una sola cosa, solo una, non nutrite le orde oscure del potere, non siate cibo”, come recentemente ci ha esortato a fare il poeta, drammaturgo e cineasta cileno Jodorowsky.

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