donald trump petrolio

TRUMP CI HA ROTTO I CABASISI SPACCIANDO L’ATTACCO AL VENEZUELA COME UN’OPERAZIONE CONTRO I NARCOS MA E’ UNA BALLA COLOSSALE: VOLEVA SOLO METTERE LE MANI SUGLI ENORMI GIACIMENTI DI PETROLIO DI CARACAS – NON SOLO: DEPONENDO MADURO, HA ELIMINATO UN ALLEATO DI RUSSIA, CINA E IRAN NEL “CORTILE” DEGLI STATI UNITI CHE COSI’ POSSONO ESTENDERE LA PROPRIA SUPREMAZIA SU TUTTO IL CONTINENTE – “CORRIERE”: “UN TEMPO IN AFFARI SOPRATTUTTO CON LE COMPAGNIE AMERICANE DI BIG OIL, DA TEMPO IL VENEZUELA ERA DIVENUTO GRANDE FORNITORE DI GREGGIO DEI PAESI AVVERSARI DEGLI USA: CINA, RUSSIA E IRAN, OLTRE A CUBA. UNA SITUAZIONE INTOLLERABILE, AGLI OCCHI DI TRUMP…”

Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

DONALD TRUMP - PETROLIO

Ai suoi elettori Donald Trump presenta la decapitazione del regime di Caracas soprattutto come un colpo al narcotraffico che avvelena il popolo americano: esportazione di droga e criminali liberati dalle carceri venezuelane per destabilizzare gli Usa. Ma l’attacco di ieri ha soprattutto una valenza geopolitica (elimina un alleato di Mosca, Pechino e Teheran nel «cortile» degli Usa) con profondi impatti anche economici e sulla tenuta delle regole del diritto internazionale.

 

Deciso a riaffermare la supremazia statunitense sull’emisfero occidentale e frustrato dalla crescente penetrazione cinese in America Latina, il leader Usa rischia grosso annunciando di voler governare questo grande Paese, gigante del petrolio.

 

DONALD TRUMP E IL VENEZUELA - MEME BY VUKIC

La droga c’entra fino a un certo punto, visto che dal Venezuela parte cocaina e non il temutissimo fentanyl che ha origini cinesi e viene raffinato in Messico. C’entra, invece, molto la visione neoimperiale di Trump. La sua promessa agli americani di non impegnare più soldati Usa in lunghe guerre in regioni remote aveva fatto pensare a un ritorno all’isolazionismo. In realtà il presidente americano continua a usare la forza quando lo ritiene opportuno, e lo fa senza consultare il Congresso, ricorrendo ad attacchi brevi, intensi e mirati: dall’eliminazione del generale Souleimani, ai bombardamenti degli impianti nucleari iraniani, agli attacchi contro ribelli e terroristi, dallo Yemen alla Siria.

 

Nel caso del Venezuela c’è di più: il ritorno alla dottrina Monroe enunciata da quel presidente nel 1823. In sostanza la teoria del «cortile di casa»: l’affermazione di una supremazia degli Stati Uniti su tutto il continente americano. Corollario: ogni intervento di potenze straniere nell’America Latina va considerato un atto ostile nei confronti di Washington. […]

DONALD TRUMP - PETROLIO

 

Il Venezuela di Maduro era da tempo nel mirino di Trump, ma anche del suo ministro degli Esteri Marco Rubio, soprattutto perché Russia e Cina avevano aumentato di molto i loro interventi a sostegno del regime del Paese che dispone delle maggiori riserve petrolifere dimostrate al mondo. Un tempo in affari soprattutto con le compagnie americane di big oil, da tempo il Venezuela era divenuto grande fornitore di greggio dei Paesi avversari degli Usa: Cina, Russia e Iran, oltre a Cuba.

 

Una situazione intollerabile, agli occhi di Trump. In questo senso non è totalmente infondata l’accusa formulata dai portavoce del regime dell’ormai deposto Maduro: il controllo delle risorse energetiche del Paese come vera causa dell’intervento americano.

 

Lo stesso Trump ha parlato più volte della sua volontà di riportare l’economia venezuelana nella sfera del sistema capitalistico nordamericano. Trump ha usato il traffico di droga come spiegazione della crescente pressione esercitata a partire da agosto sul Venezuela. Ha trasferito una flotta sempre più vasta al largo delle sue coste, ha attivato un blocco navale, ha fatto distruggere con missili e droni 35 battelli di presunti narcotrafficanti causando oltre 100 vittime. […]

 

DONALD TRUMP E NICOLAS MADURO

Ma la droga è stata usata da Trump anche come pretesto per aggirare le norme che gli imporrebbero di consultare il Congresso prima di intraprendere azioni militari all’estero non imposte dall’urgenza di rispondere a un attacco improvviso. Il governo Usa si appella all’Aumf, una legge di «autorizzazione all’uso della forza militare» varata nel 2001, dopo l’attacco terroristico di Al Qaeda a New York e Washington dell’11 settembre. Norme che consentono interventi immediati, senza approvazione parlamentare, contro organizzazioni terroristiche che minacciano gli Usa: legge usata allora dall’amministrazione Bush per gli attacchi contro i talebani e Al Qaeda e poi, nel 2003, contro l’Iraq.

 

DONALD TRUMP - PETROLIO

[…] Trump ha […]«declassato» Maduro da leader del Venezuela a «narcoterrorista» dichiarando che lui personalmente è il capo del Cartel de los Soles: un’organizzazione di trafficanti di droga dichiarata dal governo Usa «organizzazione terroristica straniera».

Trump non ha, quindi, informato il Congresso dell’attacco contro il Venezuela e la destituzione di Maduro. Per lui un’operazione condotta con l’impiego di una flotta imponente, comprendente anche la più grande portaerei americana, la Uss Gerald Ford, è un’operazione antiterrorismo. […]

Donald Trump Nicolas Maduro

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