QUANDO IL LAVORO CHIAMA… – A VERONA UN PUSHER, FERMATO DAI CARABINIERI PERCHÈ IN POSSESSO DI COCAINA E HASHISH, HA RICEVUTO 105 CHIAMATE IN UN’ORA MENTRE ERA IN CASERMA: ERANO CLIENTI CHE VOLEVANO ACQUISTARE DROGA. PER COMPLETARE IL VERBALE, I MILITARI SONO STATI COSTRETTI A SILENZIARE IL TELEFONO DEL 49ENNE, È STATO POI PROCESSATO PER DIRETTISSIMA L’ACCUSA DI DETENZIONE DI STUPEFACENTI A FINI DI SPACCIO…
Estratto dell’articolo di Davide Falcioni per www.fanpage.it
[…] uno spacciatore veronese […] dopo essere stato fermato dai carabinieri di via Salvo D’Acquisto, si è trovato nell'imbarazzante posizione di dover negare le accuse che gli venivano rivolte, ma contemporaneamente ricevere continuamente telefonate dai suoi clienti che volevano procurarsi della "roba".
Per 105 volte – come ricostruisce il Corriere della Sera – il telefono dell'uomo è squillato davanti ai militari che stavano redigendo il verbale nei suoi confronti dopo averlo trovato in possesso di cocaina e hashish in via Mameli vicino alla Migross.
Lui affermava che quelle sostanze erano ad esclusivo uso personale, ma la sua versione veniva continuamente smentita dai trilli del telefono e dalle notifiche su Whatsapp.
L'uomo, 49 anni, è stato quindi processato per direttissima davanti al giudice Stefano Zaina con l’accusa di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Al termine del processo, il pusher è stato liberato ma dovrà ripresentarsi in tribunale in ottobre per assistere alla sentenza.
Secondo i carabinieri, quelle 105 chiamate erano dei clienti che volevano incontrarlo per acquistare droga. A dimostrarlo anche un messaggio intercettato dagli uomini dell'Arma in caserma nel quale un probabile acquirente gli chiedeva: "Mi fai un venti?" [...]
I militari sono stati costretti a inserire la modalità aereo sul cellulare del 49enne per proseguire a scrivere il verbale d’arresto fino a quando il telefonino si è scaricato.


