madonna del drappellone palio di siena

CHE FORMA HA LA MADONNA? - LA DIOCESI DI SIENA SI SCAGLIA CONTRO IL DRAPPELLONE DEDICATO ALLA MADONNA DELL’ASSUNTA CHE VERRA’ ASSEGNATO ALLA CONTRADA VINCITRICE DEL PALIO. IL VOLTO DELLA VERGINE, REALIZZATO DALL’ARTISTA ROMENA TEODORA AXENTE, VIENE RITENUTO ANDROGINO E LONTANO DALLA RAPPRESENTAZIONE TRADIZIONALE - DON ENRICO GRASSINI, RETTORE DEL COLLEGIO DEI CORRETTORI RELIGIOSI, STRONCA L’OPERA: "IL DRAPPELLONE DEL PALIO PUÒ ESSER SÌ UN'OPERA D'ARTE, MA INTESA ALLA MANIERA ANTICA: L'ARTISTA DOVEVA MUOVERSI NEI CANONI INDICATI DALLA COMMITTENZA” - IL PRECEDENTE DEL 2010, QUANDO L'ARTISTA LIBANESE ALI HASSOUN VENNE CRITICATO PERCHE’...

Madonna del drappellone palio di siena

(ANSA) - Critiche della diocesi di Siena al drappellone dipinto dall'artista romena Teodora Axente per il Palio del 16 agosto dedicato alla Madonna dell'Assunta. E' il premio che va alla contrada vincitrice. Il Collegio dei Correttori interviene dopo che già in città si erano palesati i primi dubbi sul disegno della Madonna e sul contesto in cui la figura di Maria era inquadrata.

 

"Può un drappellone essere realizzato come piena espressione artistica di un autore? Se si considera la comprensione che come contemporanei abbiamo dell'opera d'arte, come frutto cioè della più totale libertà espressiva dell'artista, la risposta è certamente no", spiega don Enrico Grassini, il rettore del Collegio dei Correttori, secondo cui l'artista avrebbe dovuto tener conto del portato storico e del sentimento della città di Siena rispetto a una tradizione plurisecolare che ha radici in una solida tradizione cristiana. 

 
"Il drappellone del Palio può esser sì un'opera d'arte, ma intesa alla maniera antica, in cui l'artista doveva necessariamente muoversi nei canoni indicati dalla committenza, e proprio in questa capacità di interpretare la committenza si manifestava il genio dell'artista", afferma Grassini. Già dopo la presentazione del 'cencio' (il Palio è un dipinto su stoffa) era stato il cardinale Augusto Paolo Lojudice a 'suggerire' un maggiore confronto con la Chiesa prima della realizzazione.
 

Madonna del drappellone palio di siena

Per don Enrico Grassini, nel caso del Palio il drappellone "non è solo un'opera d'arte ma un oggetto che entra profondamente nella vita della comunità. Oltre a rispondere alle indicazioni della committenza, che deve essere necessariamente ed esclusivamente il Comune, diventa un'opera viva che va a toccare la sensibilità religiosa e anche quella più profana". Il drappellone, sottolinea Grassini, "non è un'immagine sacra dinanzi alla quale pregare, ma è esso stesso una preghiera rivolta alla Vergine".
 
Per il rettore del Collegio dei Correttori l'artista deve conoscere fino in fondo il mondo a cui l'opera è destinata: "Deve vivere, toccare e percepire il magnetismo che i luoghi del Palio emanano, deve confrontarsi con chi vive la quotidianità di Siena e dei suoi rioni, e dar voce, pur coi suoi linguaggi, ad una comunità intera". 
 

Teodora Axente

Sensibilità che, secondo don Enrico Grassini, nel caso dell'artista romena Axente è stata comunque ricercata dal Comune, che "l'ha ospitata a Siena in diverse circostanze". "L'artista del resto viene da una formazione cristiana di tradizione ortodossa, col conseguente limite di entrare negli sviluppi occidentali della spiritualità mariana degli ultimi cinque secoli, a cui invece l'iconografia del palio fa riferimento - sottolinea don Grassini - I presupposti c'erano tutti: nell'episodio della battaglia di Camollia", riportato nel drappellone di Axente, per il 500/o anniversario, in cui i Senesi diedero battaglia e sconfissero gli avversari (fiorentini, truppe pontificie di Clemente VII e fuoriusciti), "i Senesi si votarono ancora una volta alla Madonna per proteggere la città, invocandola come Immacolata nei vessilli issati sulle mura. 

 

Madonna del drappellone palio di siena

E come Giovanni di Lorenzo, anche l'artista contemporanea vede la Vergine aprire il manto su Siena vista da Porta Camollia; ma la questione sull'iconografia dell'Immacolata, già difficile da "masticare" per i cristiani occidentali del nostro tempo, diventa ancor più problematica per un cristiano di formazione orientale. L'androginia dei volti e le proporzioni volutamente estrapolate dal naturalismo, più che una forma di provocazione, sono espressione del suo linguaggio artistico". 

 

Madonna del drappellone palio di siena

"Forse doveva essere solo un po' più accompagnata nel viaggio dell'anima che ancora oggi, nonostante le crisi, questa città propone", aggiunge. Tale riflessione, precisa Grassini, non è un invito alla censura. "Anziché improvvisarsi improbabili esperti di iconografia sacra - esorta il rettore i concittadini senesi che hanno mosso le prime critiche - si accompagnino piuttosto gli artisti, come comunità, a percepire quello che significa l'opera che dovranno compiere".

 

Non è la prima volta che ci sono polemiche a Siena, con implicazioni teologiche e culturali percepite bene dalla cittadinanza, su come gli artisti realizzano il Palio. Nel 2010 ci furono critiche perché l'artista libanese Ali Hassoun riportò una mezzaluna e la stella di David sulla corona della Madonna insieme alla croce, che è simbolo della Cristianità.

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