piras 007 russia italia servizi segreti

CHE GRAN TRADITORE (E ACCATTONE) 'STO GAVINO RAOUL PIRAS - IN CAMBIO DI SOLI 4 MILA EURO, L'EX 007 ITALIANO HA SVELATO ALLO SPIONE RUSSO MIKHAIL ASTAKHOV L'IDENTITA' DI CINQUE AGENTI DELL'AISE CHE OPERAVANO SOTTO COPERTURA, METTENDO A RISCHIO LA LORO VITA E LA SICUREZZA DELLO STATO - IN UNO DEI LORO QUATTRO INCONTRI, TRA IL 2024 E IL 2025, PIRAS HA MOSTRATO ALLA SPIA RUSSA IL NOME, LA FOTO E L'UTENZA TELEFONICA DELLA 007 INCARICATA DI TENERLO SOTTO CONTROLLO - NON È LA PRIMA VOLTA CHE IL 59ENNE SI OFFRE AI SERVIZI DI MOSCA: NEL 2023 PIRAS VIENE INDIVIDUATO MENTRE MANTIENE CONTATTI CON UN ALTRO UFFICIALE DELL’INTELLIGENCE PUTINIANA, OPERANTE SOTTO COPERTURA DIPLOMATICA, CHE VENNE POI DICHIARATO ''PERSONA NON GRATA'' ED ESPULSO DALL’ITALIA - LE INTERCETTAZIONI: "SIETE DEI POVERACCI" - L'AVVOCATO DI PIRAS: "NON ERANO NOTIZIE RISERVATE"

LEGALE EX 007, 'NOTIZIE DIFFUSE NON ERANO RISERVATE'

GAVINO RAOUL PIRAS

(ANSA) - ROMA, 08 LUG - "Ho parlato con Piras, mi è apparso lucido e sereno. È un servitore dello Stato e mi ha detto di essere convinto di poter dimostrare correttezza delle condotte, inoltre che le notizie diffuse e di cui è accusato non erano riservate.

 

Aveva mantenuto un interesse su queste tematiche e in questa sua attività di studio aveva continuato a raccogliere da fonti aperte varie notizie. Anche se dovesse aver incontrato un esponente diplomatico estero, non avrebbe veicolato informazioni segrete". Così l'avvocato Francesco Vaccaro, legale di Gavino Raoul Piras, uno degli ex 007 arrestati, accusato di spionaggio in favore in favore della Russia.

 

CEDEVANO INFORMAZIONI SENSIBILI ALLA RUSSIA, ARRESTATI DUE EX 007 A ROMA. “AL SOLDO DEL CREMLINO”

Estratto dell'articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 1

La guerra ibrida della Russia passa anche da una panchina di un parco romano. Da un foglietto piegato in quattro infilato nella tasca di una camicia. Da una scheda di memoria nascosta dentro un post-it giallo. E da una busta bianca con quattromila euro in contanti. È il primo grande colpo inferto dall’Italia alla rete di spionaggio che, secondo gli investigatori, Mosca aveva costruito per raccogliere informazioni riservate sull’intelligence, sulla Nato e sull’industria della Difesa.

 

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 3

Per questo sono finiti agli arresti domiciliari Gavino Raoul Piras, 59 anni, ex appartenente ai Servizi segreti e già sottufficiale dell’Arma, e Vincenzo Di Pasquale, 59 anni, anche lui ex Aisi. Altri quattro indagati, quattro dei quali militari ancora in servizio fino a ieri, sono accusati, a vario titolo, di spionaggio politico e militare, procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato e rivelazione di informazioni classificate.

 

Al centro dell’inchiesta c’è Mikhail Astakhov, ufficiale del Gru, il servizio di intelligence militare della Federazione russa, accreditato come addetto militare all’ambasciata di Mosca. Coperto dall’immunità diplomatica non è destinatario di provvedimenti giudiziari. [...]

SPIONAGGIO RUSSO

 

Il provvedimento potrebbe riguardare anche altri diplomatici russi ritenuti collegati all’attività di intelligence emersa nell’indagine, con inevitabili ripercussioni nei rapporti tra Roma e Mosca. L’operazione nasce da un lungo lavoro di controspionaggio dell’Aisi. I primi elementi emergono già nel 2023, quando Piras viene individuato mentre mantiene contatti con un altro ufficiale dell’intelligence russa operante sotto copertura diplomatica.

 

Anche quel funzionario viene dichiarato persona non grata ed espulso dall’Italia. L’attività però prosegue. Tra il 2024 e il 2025 Aisi documenta il reclutamento dell’ex agente italiano da parte dei Servizi russi e trasmette gli elementi raccolti al Ros dei carabinieri, alla procura di Roma e alla procura militare. Da quel momento prende il via un’indagine sviluppata in stretta sinergia tra intelligence e magistratura.

 

Secondo fonti di palazzo Chigi, l’attività investigativa ha confermato «la minaccia concreta e attuale costituita dagli officer dei Servizi informativi russi operanti in Italia anche sotto copertura diplomatica» e il loro interesse ad acquisire informazioni sensibili sulla produzione industriale italiana nel settore della difesa. Secondo la procura era Piras a mantenere i rapporti diretti con Astakhov. Gli incontri avvenivano nei parchi, ai tavolini dei bar e perfino nell’abitazione dell’ex agente.

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 4

 

In cambio di buste contenenti quattromila euro sarebbero stati consegnati dossier riservati riguardanti gli apparati dell’intelligence italiana, la Nato, i programmi di riarmo, i sistemi d’arma destinati all’Ucraina e le tecnologie sviluppate dall’industria della difesa. La circostanza più grave è però lo svelamento dell’identità di cinque agenti sotto copertura: è stata messo a rischio la loro vita. Ma molto si capirà anche dall’esito delle perquisizioni di ieri: sequestrati documenti, dispositivi informatici e circa ventimila euro in contanti. [...]

 

QUEI NOMI SOTTO COPERTURA NEI FILE RUBATI DALLE SPIE "COSA VUOI? BASTA PAGARE"

SPIONAGGIO RUSSO - VLADIMIR PUTIN

Estratto dell'articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

I nomi degli agenti italiani sotto copertura? Oppure: le informazioni sulle missioni Nato, sui sistemi d'arma inviati all'Ucraina, sui droni e perfino sugli obiettivi militari sensibili? "Basta pagare". Funzionava così – come ha ricostruito la procura di Roma grazie al lavoro degli agenti dell'Aisi, prima, e dei carabinieri del Ros, poi – il rapporto tra l'ufficiale del Gru Mikhail Astakhov e l'ex agente dei Servizi Gavino Raoul Piras.

 

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 7

Le intercettazioni e i documenti sequestrati ricostruiscono un rapporto durato mesi, fatto di richieste, dossier preparati su misura e pagamenti in contanti. Fino all'ultimo incontro, quando – «dopo aver messo il cellulare nel microonde» come scrive il gip Rosamaria De Lellis nelle 28 pagine di ordinanza di custodia – il diplomatico russo lascia l'abitazione di Piras con una scheda di memoria piena di informazioni.

 

Uno dei principali interessi dell'intelligence russa riguarda gli uomini dell'Aise. Nel corso degli incontri Astakhov chiede ripetutamente dati personali e aggiornamenti sugli appartenenti ai Servizi italiani. Piras gli consegna le identità di almeno cinque di loro. Nel corso di un incontro compie un passo ulteriore: mostra dal proprio telefono il nome, la fotografia e perfino l'utenza telefonica di una funzionaria dell'Aise impegnata nelle attività di controspionaggio nei confronti della Russia.

 

SPIONAGGIO RUSSO

Ma a spiegare meglio di ogni altra cosa il meccanismo, arriva un biglietto che gli investigatori trovano nell'abitazione di Piras e che Astakhov gli aveva consegnato durante uno degli incontri. È una sorta di elenco delle priorità dell'intelligence militare russa. Si chiedono «informazioni» sull'efficacia degli attacchi alle strutture nucleari iraniane e sui danni al programma atomico di Teheran.

 

Poi il focus si sposta sull'Italia e sull'Alleanza atlantica: il "Gat Report" dell'Osdife, la disponibilità e i piani di acquisto dei missili a lungo raggio Storm Shadow-Scalp, il piano di riarmo di Italia, Unione europea e Nato, le prospettive di sviluppo delle forze armate, le priorità della difesa europea e perfino la possibilità che l'Italia aiuti l'Ucraina a produrre missili a lungo raggio.

 

[...] Piras racconta l'interesse italiano per il carro armato russo T-90 "Vladimir" e mette in guardia il suo interlocutore: «Stanno dietro… però non riescono a capire la mitragliatrice che ha sopra, come si muove autonomamente… se riescono a rubarvi il segreto ve lo rubano, attenzione eh».

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 5

 

Astakhov, a sua volta, sposta il discorso sui nuovi sistemi navali senza equipaggio sperimentati a La Spezia: «Nel mese scorso c'è stata un'esercitazione… questi apparati senza guida… con esplosivo…». Piras replica di averne già sentito parlare da una propria fonte che gli aveva spiegato il progetto e i contratti collegati.

 

Le risposte Piras cerca di esaudire tutti i desideri. «Sta scritto qua», dice, indicando una scheda di memoria preparata per l'incontro. Ti ho messo le schede del Ros dei Carabinieri, la scheda della cybersicurezza della polizia di Stato… poi ti ho messo la slide… poi vi ho messo una cartella…».

 

SPIONAGGIO RUSSO

Dentro, spiega, ci sono i dati tecnici della missione Nato in Bulgaria: il numero dei militari italiani, i reparti di appartenenza, gli alloggi, i mezzi disponibili e perfino le «linee di penetrazione». Informazioni che, racconta, gli sarebbero state fornite da «un colonnello paracadutista incursore».

 

Poi la conversazione si sposta sugli aiuti militari all'Ucraina. Astakhov vuole chiarimenti sui sistemi forniti dall'Italia, sui droni e sul Michelangelo Dome, il sistema di difesa integrata sviluppato da Leonardo. Piras risponde che Roma ha consegnato tre sistemi d'arma a Kiev e che il Michelangelo Dome è stato invece destinato alla Bulgaria.

 

spionaggio russo

Infine rassicura il suo interlocutore su un altro punto: le esplosioni avvenute sulle piattaforme petrolifere russe, dice, non sarebbero opera dei Servizi italiani ma dell'intelligence britannica. [...]

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