mario roggero

“L’IMPORTANTE È CHE TORNI A CASA, PER UN MOTIVO O PER L’ALTRO. RIDATECELO” – MARIANGELA SANDRONE, MOGLIE DI MARIO ROGGERO, NON SI ARRENDE DOPO CHE IL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA DI TORINO HA DECISO CHE IL GIOIELLIERE, CONDANNATO A 14 ANNI PER AVER UCCISO 2 RAPINATORI, DEVE RESTARE IN CARCERE ALMENO FINO A SETTEMBRE – LA FIGLIA (CHE HA RIAPERTO CON LA MADRE LA GIOIELLERIA DI FAMIGLIA): “MANTENIAMO LA SPERANZA CHE CI SIA LA CONCESSIONE DEI DOMICILIARI O LA GRAZIA. SI DEVE ANCHE TENERE CONTO DELL’ETÀ DI MIO PADRE: HA 72 ANNI” – TRA LE IPOTESI SUL TAVOLO RESTA IL RICORSO ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO, SUBORDINATO PERÒ ALLA LETTURA DELLE MOTIVAZIONI DELLA CASSAZIONE, ATTESE ENTRO NOVANTA GIORNI – IN CARCERE ROGGERO FAMILIARIZZA CON MASSIMO BOSSETTI, IL KILLER DI YARA GAMBIRASIO (MA CHE SI DIRANNO?)...

 

Federico Gottardo e Giada Lo Porto per repubblica.it - Estratti

 

mario roggero 44

Di certo Mario Roggero trascorrerà l’estate in carcere, tra corsi di inglese, letture per la crescita personale e l’opportunità di apprendere segreti culinari dal detenuto cuoco con cui divide la cella. Lo ha deciso ieri la giudice del tribunale di Sorveglianza di Torino, che ha respinto formalmente l’istanza di differimento della pena presentata dai difensori del gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo).

 

Niente da fare anche per la richiesta di detenzione domiciliare nella villa di famiglia di La Morra, tra le vigne delle Langhe. Quindi il settantaduenne resterà nel penitenziario milanese di Bollate, dove venerdì si è consegnato dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’omicidio dei due rapinatori e il ferimento di un terzo dopo l’assalto avvenuto nel suo negozio il 28 aprile 2021.

 

LA MOGLIE DI MARIO ROGGERO MARIANGELA SANDRONE E LA FIGLIA LAURA

Con questa mossa strategica, i legali della difesa avevano tentato di “congelare” l’esecuzione della pena in attesa di sviluppi concreti sulla domanda di grazia presentata al Capo della Stato dalla moglie di Roggero, Mariangela Sandrone:

 

«Questa sentenza rappresenta per mio marito una sorta di ergastolo — scrive la donna nella domanda inviata al presidente della Repubblica — Se eseguita, rappresenterebbe per me e le mie quattro figlie una ulteriore condanna a non vedere più Mario in libertà, per non parlare dei danni economici alla gioielleria». Concetti ribaditi anche nell’istanza per “posticipare” la pena, in cui gli avvocati definiscono Roggero un «soggetto in età avanzata, che ha agito in un contesto gravissimo ed eccezionale turbamento psichico».

 

 

Tuttavia, almeno per il momento, la risposta della magistratura è stata un netto rigetto. La giudice sottolinea che «questo tipo di istanze è funzionale per pene detentive brevi» e che il differimento dell’esecuzione «risulta applicabile solo quando la pena non è ancora iniziata e non quando l’esecuzione della pena è già in corso». Un punto insormontabile in questo caso, visto che il gioielliere si era costituito appena sette ore dopo il deposito della richiesta da parte dei suoi avvocati.

 

striscione per mario roggero

 

(…)  Insomma, i giudici hanno escluso l’esistenza di sconti lampo o di urgenze indifferibili — come potrebbero essere gravi patologie, situazioni d’impellenza familiare o altre criticità straordinarie — demandando la trattazione collegiale della vicenda. Come anticipato a Repubblica dal presidente del tribunale, Marco Viglino, questo primo verdetto ha una natura temporanea e dovrà necessariamente essere ratificato o ridiscusso da un collegio di giudici.

 

Per Roggero e il suo pool difensivo, composto dagli avvocati Stefano Marcolini e Sergio Novani, la partita non è dunque chiusa e rimane aperta una speranza per il futuro. Una decisione favorevole in sede collegiale avrebbe infatti un’immediata esecutività, aprendo le porte a un’eventuale scarcerazione. Ma prima si dovrà attendere un esame completo e ponderato di ogni elemento del fascicolo, comprese le motivazioni ufficiali depositate dalla Corte di Cassazione: «L’udienza sarà comunque fissata a settembre», annuncia Viglino.

 

gioielleria di Mario Roggero a Grinzane Cavour

Intanto il tribunale di sorveglianza di Milano, a cui i difensori avevano indirizzato in parallelo la stessa istanza, si è dichiarato incompetente provvedendo a restituire e rinviare gli atti alla sede di Torino. Ma, con una mossa a sorpresa, i giudici milanesi hanno chiamato in causa la Cassazione per risolvere un eventuale conflitto di competenze. Una sorta di cortocircuito procedurale che, nei fatti, non ha rallentato la macchina giudiziaria piemontese, che ha già preso la sua prima decisione e superato il conflitto tra i due tribunali.

 

 

LA FIGLIA DI MARIO ROGGERO: “SPERIAMO NELLA GRAZIA, TENGANO CONTO DEI SUOI 72 ANNI”

Federico Gottardo e Giada Lo Porto per repubblica.it - Estratti

 

 

 

MARIO ROGGERO ALL ARRIVO AL CARCERE DI BOLLATE

«L’importante è che torni a casa, per un motivo o per l’altro. Ridatecelo». Mariangela Sandrone, moglie di Mario Roggero, sperava nella liberazione immediata del marito. O quantomeno nei domiciliari. Ma non si arrende:

 

«Manteniamo la speranza che ci sia comunque una soluzione, che sia la concessione dei domiciliari o la grazia — aggiunge la figlia Laura, che martedì ha riaperto la gioielleria di famiglia con la madre — Si deve anche tenere conto dell’età di mio padre: ha 72 anni». Più spaesato il fratello, Dante Roggero: «Sarebbe stato un sollievo, ma francamente non sono in grado di valutare l’aspetto tecnico di una decisione così complessa. In queste ore ascolterò i commenti dei professionisti per cercare di avere un’idea più chiara di questo sviluppo negativo per Mario».

 

MARIANGELA SANDRONE - MARIO ROGGERO E LA FIGLIA

Il riferimento è alle prossime mosse dell’avvocato Stefano Marcolini che, con il collega Sergio Novani, assiste il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi. Questa mattina il legale andrà a trovare Roggero a Bollate per fare il punto sulle prossime strategie. Tra le ipotesi sul tavolo resta il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, subordinato però alla lettura delle motivazioni della Cassazione, attese entro novanta giorni.

 

La magistrata di sorveglianza di Torino, nella decisione presa ieri, non ha ravvisato requisiti di urgenza per la scarcerazione. «Il nostro obiettivo era sospendere la pena — chiarisce Marcolini — Ci aspettavamo questo esito ma speriamo in una risposta diversa del tribunale in sede collegiale dopo avere esaminato le motivazioni. Ci vorrà tempo, sicuramente da settembre in poi».

 

La giudice sostiene che la richiesta andava fatta prima. «Perché? — replica Marcolini — L’ho presentata poche ore prima che si costituisse, alle 10 del mattino, quando Mario Roggero stava passeggiando all’Ikea. Si è poi presentato a Bollate alle 17». Nel frattempo, a complicare il quadro si sono inseriti i conflitti di competenza e il disallineamento temporale tra i tribunali di Torino e Milano: «Resta lo sgarbo istituzionale — commenta l’avvocato — Se lo si fosse comunicato tempestivamente a Milano, si sarebbe evitata un’ordinanza inutile. Un difetto nella comunicazione c’è stato, possiamo minimizzare ma la realtà è questa».

 

(…) Intanto Roggero ha già “rotto il ghiaccio” tra i padiglioni del penitenziario milanese, dove figurano detenuti di altissimo profilo mediatico. Come i fratelli Savi, fondatori della “banda della Uno bianca” che seminò il terrore tra l’Emilia-Romagna e le Marche, e Massimo Bossetti, ritenuto l’assassino della tredicenne Yara Gambirasio: l’avvocato conferma che c’è stato un incontro tra il gioielliere e Bossetti, suggellato da un rapido scambio di battute e da un saluto reciproco.

 

MARIO ROGGERO E MARIANGELA SANDRONECARCERE DI BOLLATE - SOSTEGNO A MARIO ROGGEROMARIO ROGGERO OSPITE DI DRITTO E ROVESCIOMARIANGELA SANDRONE E MARIO ROGGERO

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