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SULLA LEGGE ELETTORALE MELONI HA I SABOTATORI IN CASA – È FALLITA LA RIUNIONE DEGLI SHERPA DELLA MAGGIORANZA PER CERCARE UN ACCORDO SUL MELONELLUM: LEGA E FORZA ITALIA FANNO MURO SULL’INTRODUZIONE DELLE PREFERENZE, CHE INVECE FDI VUOLE IMPORRE – ANCHE TRA I FRATELLINI D’ITALIA CRESCONO I DUBBI SULLA RIFORMA: VISTA LA “MINA” RAPPRESENTATA DA VANNACCI E IL RISCHIO DI NON RAGGIUNGERE IL PREMIO DI MAGGIORANZA PREVISTO, ALLA DUCETTA POTREBBE CONVENIRE TENERSI IL ROSATELLUM, PER POTER TRATTARE DOPO LE ELEZIONI UN’ALLEANZA VARIABILE CON IL GENERALE – L’ESAME DEL TESTO ALLA CAMERA SLITTA AL 14 LUGLIO, PER EVITARE UNO SCONTRO IN AULA TRA I PARTITI DELLA MAGGIORANZA. E LO SCIOPERO DEI TRENI, PREVISTO PER VENERDÌ, È STATA LA SCUSA PERFETTA…

ESAME LEGGE ELETTORALE IN AULA SLITTA AL 14 LUGLIO

riforma della legge elettorale

(ANSA) - ROMA, 01 LUG - Il seguito dell'esame della proposta di legge elettorale si terrà nell'Aula della Camera dal 14 luglio. È quanto emerso - secondo quanto si apprende - nel corso della capigruppo di Montecitorio.

 

La riunione era stata convocata proprio sul timing del testo dopo che era approdato il 26 giugno in Aula per la discussione generale e fino ad ora era ipotizzato, in base al calendario d'Aula, che le votazioni entrassero nel vivo dalla prossima settimana.

 

IL MURO DI FI E LEGA SULLE PREFERENZE FA FALLIRE IL VERTICE

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

roberto vannacci a petto nudo

A Palazzo Chigi sostengono che Roberto Vannacci abbia scelto le parole sbagliate, ieri mattina. «Almeno sulle preferenze la premier tiri fuori gli attributi». […]

 

Un altro fossato scavato tra potenziali alleati. Di certo, Giorgia Meloni non ha per nulla gradito questi toni. Rafforzando i suoi dubbi rispetto a un'intesa con l'ex generale. Sono gli stessi di alcuni tra i massimi dirigenti del partito di maggioranza relativa, che nelle ultime ore hanno avvertito la leader dello scenario più probabile, nel caso di un accordo con il contenitore vannacciano: una fuga degli scontenti di Fdi sui territori, attirati dalla prospettiva di governo, e un'"autorizzazione" al voto utile per Futuro nazionale coalizzata.

 

giovanbattista fazzolari e giorgia meloni

Né vanno sottovalutate le resistenze espresse in privato dal sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari, che sembra considerarsi incompatibile con il fondatore di Fn innanzitutto per la sua vicinanza ideale con Mosca: «Un patto con lui? Perdiamo le elezioni, piuttosto…», avrebbe risposto ai big incrociati nell'ultima settimana.

 

La tattica suggerita è quella di additare Vannacci come quinta colonna della sinistra e giocarsi la sfida all'ultimo voto […]

 

Eppure, a indebolire questa tesi ci sono i numeri. Per adesso, non sorridono alla coalizione di governo: Futuro nazionale cresce e la strategia cambia, ricambia, si plasma sull'onda dell'emozione. A rischiare, in questo clima, è quindi la riforma elettorale. Il presidente leghista di Montecitorio, Lorenzo Fontana, è pronto ad accettare - nonostante il parere dei meloniani - l'opzione di far slittare al 13 luglio l'inizio delle votazioni in Aula.

 

matteo salvini antonio tajani - foto lapresse

È un segnale che conferma quanto sembra ormai assai probabile: l'eventuale via libera del Senato non arriverà prima di settembre o addirittura ottobre.

 

[…]  Nella riunione serale degli sherpa la resistenza leghista si è concentrata sulla proposta di Giovanni Donzelli per introdurre le preferenze: non se ne parla, è stata la risposta del Carroccio, non esiste. Anche Forza Italia si è associata, con una coda di veleno: se i meloniani insistono su questa strada, gli azzurri presenteranno davvero i minacciati emendamenti che aboliscono il recupero del "miglior perdente".

 

Uno sgarbo diretto a Noi moderati, che fa parte della maggioranza.Una tattica elaborata da Tajani per far ballare la legge. La guerriglia rischia di complicare il percorso della riforma, insomma. E alimenta il dilemma di Meloni: andare comunque dritta sulle preferenze, anche a costo di far saltare tutto? O forse, insistere proprio per far saltare tutto?

 

marina berlusconi 4

Le mire quirinalizie, ormai lo ammettono anche i meloniani di rango dietro anonimato, sconsiglierebbero di insistere davvero sullo "Stabilicum". Tenendosi il Rosatellum, in un quadro tanto frammentato, Fratelli d'Italia potrebbe spostare a dopo le elezioni la decisione su un eventuale patto di governo e per il Colle con Vannacci.

 

[…]  Più passano le ore, più la partita si complica. Ad esempio, va registrata quella che sembra una crescente indisponibilità di Forza Italia a ragionare di un patto politico con l'ex generale.  Raccontano da Palazzo Chigi che si sia mossa direttamente Marina Berlusconi per frenare tentazioni di questo tipo.

 

GIORGIA MELONI GIOVANNI DONZELLI

Anche perché un accordo del genere andrebbe poi spiegato al Ppe, consapevole che Fn ha di recente ufficializzato la sua adesione al contenitore continentale scelto pure dall'estrema destra tedesca dell'Afd. […]

 

E poi c'è la Lega di Matteo Salvini. Sempre ammesso che il segretario riesca a restare in sella fino alle politiche, resta il fatto che associarsi a Vannacci equivarrebbe a consegnarsi al proprio "carnefice politico".

 

La nota con cui gli sherpa del centrodestra annunciano che il lavoro è ancora in corso dimostra che tutto è in alto mare. Meloni ha dato mandato di non arretrare sulle preferenze, infatti Fratelli d'Italia continua a elaborare possibili soluzioni di compromesso: uno, due, tre nomi bloccati. Il rischio, però, è che senza un accordo in Aula resti solo il centrodestra, a spaccarsi. […]

 

SLITTA LA LEGGE ELETTORALE PER COLPA DEL CAOS TRENI. RESTA IL NODO PREFERENZE

Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “La Stampa”

 

sciopero treni

Il caos dei treni rischia di rallentare il viaggio di pendolari, vacanzieri e leggi elettorali. L'esame del testo alla Camera dovrebbe iniziare in Aula il prossimo 7 luglio, ma quel giorno è previsto uno sciopero e, in aggiunta, sono previsti in quegli stessi giorni grossi lavori sulle linee ferroviarie.

 

[…]  Così i deputati, nel panico, da ieri si riversano negli uffici dell'agenzia viaggi della Camera: è la grande corsa all'acquisto di biglietti aerei. Nei capannelli di maggioranza ci si scherza su con il tono di chi ormai si è arreso anche al grottesco. Ma la questione è seria, tanto che oggi se ne discuterà nel corso della riunione dei capigruppo, a Montecitorio, per valutare un rinvio dell'esame della legge elettorale.

 

Roberto Vannacci

Ne hanno dovuto parlare anche gli sherpa dei partiti di maggioranza incaricati del dossier. Ieri sera si sono incontrati nel quartier generale di Fratelli d'Italia, a Roma. Teoricamente, dovevano risolvere gli ultimi problemi del testo, limare alcuni dettagli, invece sono finiti a parlare di «tempi e modi del proseguimento dei lavori».

 

Uno dei presenti al tavolo fa sapere che, dopo averne a lungo ragionato, «la nostra volontà è sempre quella di approvare rapidamente il testo, ma - sottolinea - non vogliamo inasprire il clima: se le opposizioni insisteranno per un rinvio, diremo di sì».

 

[…]

Gli sherpa di maggioranza si dovevano vedere, però, soprattutto per sciogliere qualche nodo. Primo tra tutti, quello delle preferenze. Non è andata bene. I fedelissimi di Giorgia Meloni ribadiscono di dover presentare un emendamento in Aula perché ormai, per loro, è una questione di credibilità. Anche se già sanno che verrà bocciato.

 

Giorgia Meloni

I primi a essere contrari d'altronde sono proprio i loro alleati. La proposta di FdI è di lasciare i primi due candidati in lista bloccati e di applicare le preferenze a tutti gli altri. «Ma si creerebbero problemi con l'alternanza uomo-donna e sugli scivolamenti», ragionano nella Lega. Questioni tecniche di non facile soluzione.

 

In più, fanno notare da Forza Italia, «verrebbero eletti solo una decina di parlamentari attraverso le preferenze, perché il grosso degli eletti sarebbe costituito dai capilista bloccati. Sarebbe una presa in giro».

 

giovanni donzelli giorgia meloni (4)

Vannacci coglie le difficoltà di Meloni e l'attacca frontalmente: «Tiri fuori gli attributi e ci garantisca una legge elettorale con preferenze e senza posizioni bloccate e unti dalle segreterie di partito».

 

Il contentino al generale potrebbe arrivare dalla modifica di quell'articolo, inserito all'ultimo minuto, che impone al suo Futuro Nazionale, Più Europa di raccogliere 500 mila firme per correre alle elezioni. Uno schiaffo ai vannacciani.  […]

Giorgia Meloni2

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