luigi luca esposito

“LUIGI ‘LUCA’ ESPOSITO ERA DIVENTATO TROPPO INSISTENTE CON LE SUE CONTINUE ATTENZIONI DI NATURA SESSUALE” – LA VERSIONE DI RIDHA RAHMOUNI, IL 26ENNE TUNISINO IRREGOLARE ARRESTATO PER L’OMICIDIO DEL GIORNALISTA A EBOLI – AI PM HA DETTO CHE ESPOSITO INTRATTENEVA "RAPPORTI INTIMI A PAGAMENTO" CON ALCUNI SUOI CONNAZIONALI E CHE PRETENDEVA LO STESSO TIPO DI RELAZIONE ANCHE CON LUI, NONOSTANTE I RIPETUTI RIFIUTI - LA TELEFONATA, L’INCONTRO, LA CONFESSIONE SULL’ULTIMA FORTE LITE E IL PRESUNTO MOVENTE RELIGIOSO (MUSULMANO PRATICANTE, RIDHA AVREBBE VOLUTO INTERROMPERE QUELLO CHE CONSIDERAVA UN GIRO DI “TENTAZIONI”A PAGAMENTO CON CUI ESPOSITO AVVICINAVA ALCUNI SUOI AMICI BISOGNOSI DI DENARO) - LA PROCURA PARLA DI “VARIE MOTIVAZIONI” DIETRO L'OMICIDIO – VIDEO

https://www.open.online/2026/07/26/luca-esposito-movente-omicidio-rapporti-intimi-indagini-video/

 

 

Estratti da open.online - Estratti

 

luigi luca esposito

Agli inquirenti Ridha Rahmouni ha spiegato che Luigi “Luca” Esposito era diventato troppo insistente, ed era ormai infastidito per le sue continue attenzioni di natura sessuale. È questa, secondo quanto ricostruisce Il Mattino a firma di Carmen Incisivo, la versione fornita dal killer, mentre la procura di Salerno guidata da Raffaele Cantone parla genericamente di una «forte lite» scoppiata «per varie motivazioni».

 

Il delitto risale allo scorso 19 luglio, in un terreno agricolo in località Cioffi a Eboli. Secondo quanto emerso dalle indagini, quello tra i due sarebbe stato un appuntamento concordato in anticipo, che Esposito non avrebbe percepito come pericoloso. Il giornalista infatti si sarebbe presentato senza alcuna costrizione, ignaro di ciò che stava per accadere.

 

LUIGI LUCA ESPOSITO

Rahmouni è stato arrestato nella notte tra venerdì e sabato, rintracciato in un casolare abbandonato e occupato abusivamente, non troppo distante dal luogo dove avrebbe colpito e poi dato alle fiamme, ancora vivo, il cronista sportivo 53enne. La svolta nell’inchiesta è arrivata in appena 48 ore, cinque giorni dopo il ritrovamento dei resti carbonizzati della vittima.

 

L’uomo era sbarcato a Lampedusa nel giugno 2023: la Questura di Salerno gli aveva negato il permesso di soggiorno un anno e mezzo dopo, ma lui era riuscito a sfuggire al decreto di espulsione, restando irregolare sul territorio e destinatario di un obbligo di rimpatrio. Negli archivi di polizia risultava anche con un alias, Amed Jamal, e aveva già una denuncia per occupazione abusiva di un immobile ad Altavilla Silentina. Le poche telecamere presenti in zona hanno peraltro ripreso il suo volto: quella notte l’uomo avrebbe vagato in bicicletta con una torcia, forse alla ricerca del punto esatto dell’appuntamento.

 

Il racconto sui rapporti intimi a pagamento e il rimorso per la religione

OMICIDIO DI LUIGI LUCA ESPOSITO - LUOGO DEL RITROVAMENTO DEL CADAVERE

Nella sua ricostruzione davanti al pm, il 26enne ha sostenuto che Esposito intratteneva rapporti intimi a pagamento con alcuni suoi connazionali e che pretendeva lo stesso tipo di relazione anche con lui, nonostante i ripetuti rifiuti. Racconta poi che nel pomeriggio di sabato i due si sono sentiti e hanno fissato l’incontro: Esposito è arrivato in auto, Rahmouni in bicicletta.

 

L’incontro è degenerato in lite, il tunisino lo ha colpito a mani nude per poi cospargerlo di plastica e sterpaglie e appiccare il fuoco, sostenendo di non essersi accorto che fosse ancora in vita. Nel racconto, riferisce Il Mattino, emerge anche un movente religioso: musulmano praticante, l’uomo avrebbe voluto interrompere quello che considerava un giro di «tentazioni» a pagamento con cui Esposito avvicinava alcuni suoi amici bisognosi di denaro. Che cosa in particolare abbia scatenato la furia omicida, al momento però resta da chiarire per gli inquirenti, che confermano solo la brutalità della violenza subita dalla vittima, colpita ferocemente e poi bruciata da viva.

 

Il blitz dei carabinieri del nucleo investigativo di Salerno, supportati dallo squadrone Cacciatori di Puglia, è scattato dopo la mezzanotte di venerdì: il 26enne ha prima tentato la fuga, poi si è barricato nel casolare, la cui individuazione si è rivelata complessa nonostante la vicinanza relativa al luogo del delitto. All’interno sono stati trovati il cellulare scomparso di Luigi, un anello presumibilmente in oro bianco e una carta di credito. Sull’auto era stata trovata anche un’impronta digitale del 26enne, elemento considerato cruciale dagli investigatori. (...)

 

I contatti telefonici «ripetuti» e più intensi la sera del delitto

Luigi Luca Esposito

Come conferma il decreto di fermo, i contatti tra le due utenze sarebbero iniziati il 28 giugno e si sarebbero intensificati in modo significativo nella serata del 18 luglio e nelle prime ore del giorno seguente, proprio a ridosso del delitto. Rahmouni ed Esposito, si legge negli anni, erano «collegati attraverso contatti telefonici ripetuti» iniziati settimane prima e intensificatisi proprio la sera del delitto.

 

 Le due utenze «nelle ore decisive» convergono «nel medesimo quadrante territoriale». A incastrare il 26enne ci sono poi i suoi movimenti, documentati da «filmati e dichiarazioni» compatibili con l’appuntamento a cui erano presenti l’auto della vittima e la bicicletta del suo assassino. A questo si aggiunge l’impronta sull’auto, che «certifica» l’incontro. Dopo il delitto i contatti tra i due si interrompono di colpo e il 26enne attiva una nuova sim sullo stesso cellulare, quasi a voler «schermare» le comunicazioni successive al fatto. Difeso dall’avvocato Giovanni Mauri, Rahmouni è stato condotto nel carcere di Salerno: l’udienza di convalida del fermo è attesa per lunedì 27 luglio.

 

luca esposito 3

La vita privata riservata di Luca Esposito: cosa non sapevano amici e familiari

Un aspetto che emerge dalle indagini riguarda la sfera privata della vittima. Neppure gli amici più stretti, i collaboratori e i familiari erano a conoscenza delle frequentazioni di Esposito, descritto come una persona molto riservata nei rapporti personali. Nessuno, per esempio, aveva mai conosciuto di persona la donna di nome Simona, che il giornalista talvolta indicava come moglie o compagna. Proprio quella sera, durante una conversazione con un collega, Esposito era apparso tranquillo, senza segni di preoccupazione o timore, un dettaglio che rafforza l’ipotesi di un appuntamento affrontato senza alcun sospetto sul destino che lo attendeva.

ritrovamento del cadavere di Luigi Luca Esposito a eboliLuigi Luca EspositoLuigi Luca Espositoluca esposito 4Luigi Luca Esposito

 

ritrovamento del cadavere di Luigi Luca Esposito a eboliLuigi Luca Esposito

 

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