pensione pensioni

FINE LAVORO MAI - L’INPS CERTIFICA CHE NEL 2025 L’ETA’ MEDIA DI PENSIONAMENTO E’ SALITA A 64,7 ANNI RISPETTO AI 61,7 DEL 2012 - L’ISTITUTO DI PREVIDENZA (DI CERTO NON OSTILE AL GOVERNO) CONFERMA GLI ALLARMI LANCIATI DALL’OCSE SUL POTERE D’ACQUISTO DEGLI STIPENDI ITALIANI. LE RETRIBUZIONI DEI LAVORATORI DIPENDENTI SENTONO IL PESO DELL’INFLAZIONE CUMULATA TRA IL 2019 E IL 2015 (PARI AL 18,2%) - IL XXV RAPPORTO ANNUALE DELL’INPS CONTIENE UN AVVISO PER MELONI E VANNACCI: TRA IL 2019 E IL 2025, I LAVORATORI EXTRACOMUNITARI SONO CRESCIUTI DI OLTRE IL 35%. OGGI UN LAVORATORE DIPENDENTE SU SETTE È STRANIERO...

1.RAPPORTO INPS, PIÙ LAVORO MA SALARI FRAGILI. CON LO SMARTWORKING PIÙ FIGLI E MENO PENSIONI

 

Estratto dall’articolo di Valentina Conte per “la Repubblica” 

 

Stipendi bassi 2

Lo smart working spinge la natalità e ritarda il pensionamento. C’è anche questo nel XXV Rapporto annuale dell’Inps, presentato oggi dal presidente Gabriele Fava alla Camera dei deputati. Ma nella fotografia dell’Istituto ricade soprattutto un Paese attraversato da fratture profonde. Chi lavora tutto l’anno a tempo pieno sfiora i 42 mila euro di retribuzione, chi lavora solo parte dell’anno e a tempo parziale si ferma a 10 mila. E le donne arrivano alla pensione di vecchiaia con oltre 300 settimane di contributi in meno degli uomini: quasi sei anni.

 

 «Le pensioni di oggi raccontano le carriere di ieri. Le pensioni di domani racconteranno il lavoro di oggi», dice Fava alla Camera. «Se il lavoro è debole, la previdenza sarà fragile. Se i salari sono bassi, i contributi saranno insufficienti»

Stipendi bassi 3

 

Nel Rapporto il lavoro da remoto diventa una leva demografica. I lavoratori italiani che utilizzano lo smart working nel settore privato sono il 9-11%. Per le madri occupate riduce la child penalty, cioè la penalizzazione in termini di lavoro e reddito dopo l’arrivo di un figlio, e produce effetti positivi anche sulla probabilità di avere un primo o un secondo bambino. Tra i dipendenti privati tra 50 e 74 anni, invece, si associa a una minore probabilità di pensionamento: 1,3 punti in meno in media, quasi due per gli uomini.

 

La dg Inps Valeria Vittimberga e il presidente Inps Gabriele Fava

Il lavoro cresce. Ad aprile gli occupati sono 24 milioni per Istat, il tasso di occupazione arriva al 63% e la disoccupazione scende al 5%, minimo storico. Nei dati Inps gli assicurati l’anno scorso erano 27 milioni (vengono conteggiati anche quanti lavorano solo una settimana nell’anno), 244 mila in più sul 2024 e 1,7 milioni in più rispetto al 2019. Crescono soprattutto i giovani fino a 34 anni, +12,4%, e gli assicurati extra Ue, +35,5%.

 

Il confronto europeo resta però debole. L’Italia è ancora ultima tra i cinque grandi Paesi Ue per tasso di occupazione: 62% nel 2024, contro il 78% della Germania, il 73% della Polonia, il 69% della Francia e il 66% della Spagna. Il gender gap si riduce, ma resta di 17 punti.

 

Il nodo sono i salari. Per i lavoratori stabili a tempo pieno la retribuzione cresce tra 2019 e 2025 del 10,8% lordo, ma con un’inflazione cumulata del 18,2%. Il netto sale del 19,2% (quindi c’è un recupero totale del potere d’acquisto perso) per i redditi mediani, grazie al taglio del cuneo. Anche la crescita delle imprese è concentrata: appena l’1% delle aziende, con il 5% dei dipendenti, ha generato il 60% della variazione occupazionale tra 2022 e 2024.

 

Inps misura anche gli effetti delle politiche familiari. L’assegno unico vale 20 miliardi e raggiunge il 95% delle famiglie, con punte del 99% al Sud. Ma l’impatto resta contenuto: per le madri occupate nel privato non agricolo aumenta solo del 2% la probabilità di avere un secondo figlio e riduce del 2% quella di restare occupate. Effetti più marcati nelle fasi iniziali della carriera. «Il tema della natalità non può essere affrontato solo con trasferimenti monetari», chiosa Fava.

Inps pensioni

 

Il bonus nido va invece nella direzione del lavoro femminile. L’adesione è salita dal 4% del 2017 a oltre il 35% nel 2025, ma con forti divari territoriali: Sardegna al 47%, Calabria al 19,7%. Per le madri beneficiarie la probabilità di occupazione aumenta del 17%. Il nido, dunque, non è solo una politica per l’infanzia: è una politica del lavoro.

 

Sul nuovo welfare post Reddito di cittadinanza, l’Assegno di inclusione coinvolge a marzo 641 mila famiglie, per 1,48 milioni di persone, con un importo medio di 680 euro. Il Supporto per la formazione e il lavoro resta più limitato: 77.623 beneficiari mensili, in prevalenza donne. L’Inps parla di «mancata transizione» dal Reddito di cittadinanza al Sfl.

 

A fine 2025 i pensionati complessivi sono 16,4 milioni. Le donne sono la maggioranza, il 51%, ma il 56% dei quasi 371 miliardi di redditi pensionistici va agli uomini. L’importo medio lordo mensile è di 2.166 euro per gli uomini e 1.619 per le donne: un divario del 34%.

 

Nel 2025 sono state liquidate 1,54 milioni di nuove pensioni Inps, in calo dell’1,8%. La flessione è trainata soprattutto dalle pensioni anticipate, -5,9%. L’età effettiva di pensionamento sale: considerando vecchiaia e anticipate, passa da 61,7 anni nel 2012 a 64,7 nel 2025. La vecchiaia è ormai attorno ai 67 anni. Le anticipate restano più basse, 61,7 anni, ma richiedono carriere lunghissime: oltre 42 anni di contributi medi. [...] 

 

Inps pensioni2

L’invecchiamento pesa anche sull’assistenza. Le indennità di accompagnamento sono circa 2,2 milioni al primo gennaio 2026, più che raddoppiate dal 2002, e rappresentano il 78% delle prestazioni agli invalidi civili. Crescono anche i pensionati che lavorano: quelli osservati con rapporti dipendenti o parasubordinati passano da 40 mila nel 2019 a 158 mila nel 2023. Ma il lavoro dopo la pensione è ridotto: meno settimane, più part-time, spesso nella stessa impresa.

 

L’Inps si racconta come infrastruttura del welfare: 24.521 dipendenti, 27,2 milioni di lavoratori assicurati, 15,8 milioni di pensionati Inps, 21 milioni di pensioni erogate, 10 milioni di figli raggiunti dall’assegno unico. Nel 2025 il portale ha registrato 96 milioni di accessi, 509 milioni di accessi autenticati e 938 milioni di servizi online. [...] 

 

2. FAVA, STRANIERO UN LAVORATORE SU 7, ORIENTARE FLUSSI A FABBISOGNI SISTEMA

(Ansa) - Tra il 2019 e il 2025 i lavoratori extra Ue sono cresciuti di oltre il 35% e oggi un lavoratore dipendente su sette è straniero. E' quanto sottolineato dal presidente dell'Inps, Gabriele Fava, nel corso della presentazione alla Camera del XXV rapporto dell'Istituto.

 

INPS - PENSIONATI

"Si tratta di un dato che va letto con serietà, al di fuori di contrapposizioni ideologiche. Esso evidenzia come una quota crescente della capacità produttiva e della base contributiva del Paese dipenda anche dalla capacità di governare i flussi migratori, orientandoli verso i fabbisogni del sistema produttivo e accompagnandoli con percorsi di formazione, legalità, integrazione e lavoro regolare", ha aggiunto, parlando della necessità di "un patto di convivenza, responsabilità e convivenza".

CALO DEL REDDITO DISPONIBILEStipendi bassi 3

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