DIECI ANNI VISSUTI PERICOLOSAMENTE - ''BLITZQUOTIDIANO'' METTE IMPIETOSAMENTE A CONFRONTO LE VENDITE DEI QUOTIDIANI IN EDICOLA NEL 2008 E QUELLE DI QUEST'ANNO: TUTTI HANNO PERSO ALMENO METÀ DELLE COPIE (''CORRIERE'', ''FATTO''), ALCUNI SONO ANDATI PEGGIO, LASCIANDO PER STRADA I DUE TERZI (''REPUBBLICA'') O ADDIRITTURA I TRE QUARTI (''LIBERO'') - MA PIÙ CHE INTERNET È STATA LA TV A DISSANGUARE I CONTI PUBBLICITARI DEI CARTACEI

Sergio Carli per www.blitzquotidiano.it

 

 

Vendite dei giornali italiani, come sono diminuite negli ultimi 10 anni? Anni di grande crisi, di profonda disperazione. Quando uscirà l’ultima copia dall’ultima rotativa? Si chiedono i futurologi. Lasciamo la risposta ai futurologi, a volte ci azzeccano, a volte no. Avevano previsto la fine delle automobili…Il mondo è pieno di imbroglioni.

EDICOLA

 

Fermiamoci ai giornali, limitandoci ai numeri del passato. Chi vivrà vedrà. Sciocchezze ne dicono i futurologi, ma ne dicono anche gli analisti del passato. A volte non capiscono, a volte non vedono, a volte non vogliono vedere. Il mondo è dei cazzari.

 

La crisi dei giornali è stata a tenaglia, sono calate le vendite, è calata la pubblicità. Un elemento di crisi è stato internet. Ma la crisi parte da più lontano e si chiama tv. Internet è stato il colpo di grazia per la lettura dei giornali. La televisione ha cambiato le abitudini dei cittadini ben prima del web. E ha asciugato la pubblicità. Per ogni Paese i risultati sono simili ma cause e percorsi sono differenti. Una analisi di dettaglio vi annoierebbe troppo. Ricordate però sempre che il primo nemico dei giornali di carta era ed è la televisione, satellitare, commerciale, statale, digitale…

 

Toglie lettori, drena la pubblicità. In questi anni di crisi, il drenaggio si è fatto esiziale. Lo denunciò Urbano Cairo, quando ancora non possedeva quotidiani, denunciando il dumping della Rai. Gli editori se la prendono con Google e non si rendono che il nemico è Facebook. Ma soprattutto il nemico si chiama Sky, Rai, Mediaset.

 

GIORNALI QUOTIDIANI

Nella tabella che vedete qua sotto, l’effetto di Sky sui giornali sportivi è evidente. Sono messe a confronto le vendite nel mese di agosto 2018 con quelle di agosto 2008. I quotidiani sportivi figurano in fondo alla classifica. Il Corriere dello Sport vende al lunedì appena un terzo delle copie che vendeva 10 anni fa, ancor meno negli altri giorni; la Gazzetta dello Sport al lunedì vende il 38 per cento, negli altri giorni il 44; Tuttosport il 45% il lunedì, il 42 gli altri giorni.

 

Ai bei tempi, quando la Juventus vinceva lo scudetto, le rotative non smettevano di girare. Oggi, con tutte le differenze dovute al gap di reddito e di risultati fra le squadre del Nord e quelle del Sud, il quadro è desolante. Perché comprare il giornale al lunedì, quando la domenica, in diretta, ho già visto tutto? Come sono lontani i tempi di Nicolò Carosio e Adone Carapezzi. Le loro radiocronache la domenica erano incitamento all’acquisto del giornale, il lunedì. È il progresso, e il progresso non si può fermare. Ma è bene essere consapevoli che vi ha ucciso la tv, internet vi ha dato il colpo di grazia.

 

Ucciso, poi, è una parola grossa. Non tutti i giornali, in questi 10 anni, hanno seguito lo stesso trend. Ce ne sono alcuni per cui il calo è stato contenuto, altri che puoi giocarti la data di quando chiuderanno.

 

EZIO MAURO MARIO CALABRESI

Ogni giornale ha la sua storia, il suo mercato, il suo editore e soprattutto il suo direttore. Il combinato disposto di questi elementi fa la differenza. Non sono i grado né voglio addentrarmi in un saggio analitico su perché il Corriere della Sera vende meno della metà delle copie (ricordate quando l’allora direttore disse che votava per Prodi?) o perché Repubblica ha perso più del 60% (anni di guerra a Berlusconi che hanno portato a Beppe Grillo, l’appoggio insensato e acritico a “Supermario” Monti, la spaccatura della sinistra sul referendum di Renzi. E vedremo che effetto farà la difesa dei Benetton dopo il crollo del ponte Morandi) o perché il Fatto, in soli 8 anni (il primo dato certificato disponibile è del 2010, vende meno della metà (l’appiattimento sui magistrati alla lunga stufa, la distanza critica dai grillini al governo aiuta).

 

I giornali che hanno perso meno della metà delle copie sono tutti, con l’eccezione di Italia Oggi, giornali locali. In testa c’è il Giorno di Milano, che nell’agosto del ’18 ha venduto l’84% delle copie vendute 10 anni fa. Segue il Messaggero Veneto di Udine, che vende il 72 per cento. In cifra assoluta sono 15 mila copie in 10 anni, nei soli 20 mesi di direzione di Tommaso Cerno ne ha perse 2 mila. In mezzo ci sarebbe il Corriere delle Alpi, che però è stato rilevato come testata autonoma solo dal 2012, rendendo il confronto non omogeneo.

 

PIERGAETANO MARCHETTI LUCIANO FONTANA FERRUCCIO DE BORTOLI

Non tutti i giornali locali hanno avuto performances simili. In fondo alla classifica trovate il Giornale di Sicilia, che ha perso il 77% delle copie, poco sopra l’Alto Adige (potrei tenere una conferenza ma vi risparmio), il Tempo di Roma e il Mattino di Napoli: indimenticabile quel direttore che diede il benvenuto alla edizione locale del Corriere della Sera prevedendo che, Mattino e Corriere uniti, non si sa da che, avrebbero spazzato via da Napoli la Repubblica.

 

La tabella che segue elenca le testate del campione esaminato, scelte con criteri del tutto individuali, in ordine decrescente. Accanto al nome del giornale, le vendite in cifra assoluta e la percentuale di copie vendute nell'agosto del 2018 rispetto al 2008.

 

Ecco la tabella desunta da Ads, l’istituto che da 40 anni certifica le tirature e le vendite dei giornali in Italia.

 

Questo il quadro complessivo dei giornali a diffusione nazionale:

 

 

Quotidiani

nazionali

Vendite  agosto 2008

Vendite  agosto 2018

2018 su 2008

Corriere Sera

455.876

212.147

0,46

La Repubblica

442.836

166.008

0,37

La Stampa

262.711

113.466

0,43

Il Giornale

166.991

51.871

0,31

Il Sole 24 Ore

144.219

42.528

0,29

Il Fatto 

70.731 (2010)

35.118

0,49

Italia Oggi

32.765

16.607

0,50

Libero

121.115

29.821

0,24

Il Manifesto

19.323

8.014

0,41

Hanno dimezzato le copie, rispetto al 2007, anche i giornali locali. Che comunque hanno retto l’urto della crisi e dell’avvento delle news online meglio dei giornali a diffusione nazionale. Nella tabella che segue li ordiniamo per numero di copie vendute.

Quotidiani

locali

Vendite agosto 2008

Vendite agosto 2018

2018 su 2008

Resto del Carlino

157.598

92.251

0,58

Il Messaggero

234.250

88.668

0,37

La Nazione

140.400

68.605

0,48

Il Gazzettino

83.842

44.055

0,52

Il Secolo XIX

94.875

40.250

0,42

Il Tirreno

87.310

36.120

0,41

L’Unione Sarda

73.878

37.912

0,51

Messaggero Veneto

51.042

36.272

0,71

Il Giorno

54.965

46.292

0,84

Nuova Sardegna

66.722

32.480

0,48

Il Mattino

89.485

30.833

0,34

Arena di Verona

43.221

23.268

0,53

Eco di Bergamo

43.334

21.852

0,50

Gazzetta del Sud

54.088

21.059

0,38

Giornale Vicenza

39.135

21.257

0,54

Il Piccolo

36.604

18.966

0,51

Il Giornale di Brescia

40.042

18.811

0,46

Gazzetta del Mezzogiorno

41.438

17.880

0,43

Libertà

26.259

16.657

0,63

La Gazzetta di Parma

34.656

17.453

0,50

Il Mattino di Padova

32.893

16.051

0,48

La Gazzetta di Mantova

28.046

15.275

0,54

Il Giornale di Sicilia

57.885

13.373

0,23

La Sicilia

41.223

14.612

0,35

La Provincia di Cremona

20.602

11.673

0,56

Il Centro

27.346

12.550

0,45

Il Tempo

42.378

13.546

0,31

La Provincia Pavese

21.277

10.091

0,47

Alto Adige-Trentino

31.231

9.332

0,29

La Nuova Venezia

13.634

7.779

0,57

La Tribuna di Treviso

20.766

9.984

0,48

Nuovo Quot. di Puglia

27.747

11.286

0,40

Corriere Adriatico

19.491

13.544

0,69

La Gazzetta di Reggio

13.886

7.854

0,56

La Gazzetta di Modena

11.131

6.983

0,62

La Nuova Ferrara

11.313

5.913

0,52

Corriere delle Alpi

6.192 (2012)

4.829

0,78

Nell’ultima tabella mettiamo insieme i dati di vendita (sempre in edicola) dei quotidiani sportivi, separando i risultati dell’edizione del lunedì, che è sempre quella più venduta.

Quotidiani

sportivi

Vendite agosto 2008

Vendite agosto 2018

2018 su 2008

Gazzetta dello Sport Lunedì

512.057

197.038

0,38

Gazzetta dello Sport

429.253

186.910

0,43

Corriere dello Sport Lunedì

322.919

95.178

0,29

Corriere dello Sport

313.017

90.614

0,28

Tuttosport Lunedì

140.993

63.424

0,44

Tuttosport

143.905

60.125

0,41

 

 

Perché insistiamo sulle vendite in edicola e teniamo distinte le copie digitali? Per una serie di ragioni che è opportuno riassumere.

Feltri e Belpietro con _Libero_

1. I dati di diffusione come quelli di lettura hanno uno scopo ben preciso, quello di informare gli inserzionisti pubblicitari di quanta gente vede la loro pubblicità. 

2. Le vendite di copie digitali possono valere o no in termini di conto economico, secondo quanto sono fatte pagare. Alcuni dicono che le fanno pagare come quelle in edicola ma se lo fanno è una cosa ingiusta, perché almeno i costi di carta, stampa e distribuzione, che fanno almeno metà del costo di una copia, li dovreste togliere. Infatti il Corriere della Sera fa pagare, per un anno, un pelo meno di 200 euro, rispetto ai 450 euro della copia in edicola; lo stesso fa Repubblica.

 

Padellaro e Travaglio

3. Ai fini della pubblicità, solo le vendite delle copie su carta offrono la resa per cui gli inserzionisti pagano. Provate a vedere un annuncio sulla copia digitale, dove occupa un quarto dello spazio rispetto a quella di carta.

Il confronto che è stato fatto fra Ads e Audipress da una parte e Auditel dall’altra non sta in piedi. Auditel si riferisce a un prodotto omogeneo: lo spot, il programma. Le copie digitali offrono un prodotto radicalmente diverso ai fini della pubblicità.

 

Ultimi Dagoreport

meloni salvini giorgetti orcel giuseppe castagna hugues brasseur bpm

COME SI DICE BANCO BPM IN FRANCESE? - SIETE PRONTI AL LANCIO DI RISO E CONFETTI? IL COLOSSO CRÉDIT AGRICOLE SI PREPARA A CONVOLARE A NOZZE CON LA BANCA CARA ALLA LEGA – IN BARBA AL SOVRANISMO SBANDIERATO DA SALVINI & GIORGETTI (L’OPS DI UNICREDIT FU LIQUIDATA A COLPI DI GOLDEN POWER PERCHÉ… “BANCA STRANIERA”), PER PORTARSI A CASA IL TERZO GRUPPO BANCARIO ITALIANO, I FRANCESI NON HANNO NEMMENO BISOGNO DI APRIRE IL PORTAFOGLI E IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA: CON UN PROGETTO DI “FUSIONE AMICHEVOLE” TRA BPM E CREDIT AGRICOLE ITALIA, LA BANCA GUIDATA (SI FA PER DIRE) DA GIUSEPPE CASTAGNA SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI: BASTA FA CREDERE CHE SIA BANCO BPM AD ACQUISIRE LA CONTROLLATA FRANCESE IN ITALIA ...

salvini ferrovie inchingolo strisciuglio trifone altieri

DAGOREPORT – ALBERTO DA GIUSSANO ALLE CIME DI RAPA: LA LEGA HA SBIANCHETTATO IL “SALVINI PREMIER” DAL SIMBOLO, MA IL CARROCCIO È RIMASTO ORIENTATO AL SUD! A CONFERMA DELL'ALTA ATTENZIONE DEL SEGRETARIO PER IL MEZZOGIORNO, BASTA DARE UN’OCCHIATA ALLE NOMINE – A FARLA DA PADRONE NELLA SPARTIZIONE DEGLI INCARICHI È LA COMPONENTE PUGLIESE: DA TRIFONE ALTIERI A STRISCIUGLIO - E AL NORD MUGUGNANO: SE CONTINUA COSÌ, SALVINI DOVRA' SPOSTARE LA SEDE DELLA LEGA DA VIA BELLERIO ALLA TRAFFICATA VIA SPARANO DI BARI… - VIDEO

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...