ilaria damico d'amico

D’AMICO DI FAMIGLIA – ILARIA D’AMICO RICORDA CHE A SCOPRIRLA FU RENZO ARBORE: “AVEVA UN LEGAME STRETTISSIMO CON ARNALDO SANTORO, PAPÀ DEL MIO AMICO FRATERNO MASSIMO. SI CREÒ UNA FREQUENTAZIONE FAMILIARE. SI PRANZAVA ASSIEME NEI WEEKEND, SI SUONAVA, SI RACCONTAVANO STORIE ED ANEDDOTI. LA SUA TELEFONATA FU DAVVERO INASPETTATA. NON AVEVAMO MAI PARLATO PRIMA DI LAVORO” - LE INTERVISTE A GHEDDAFI E GRILLO: “BEPPE FECE IL SUO SOLILOQUIO E SE NE ANDÒ. LA LESSI COME UN’IMBOSCATA E MI INCAZZAI MOLTO” - “BERLUSCONI ALLA FINE DI UN FACCIA A FACCIA MI DISSE: BRAVA, COMPLIMENTI. È STATA SUFFICIENTEMENTE CATTIVA”. QUANDO DANIELA SANTANCHE’ LE DISSE: "SE LE METTESSERO UNA TELECAMERA NELLE MUTANDE SCOVEREBBERO QUALCHE…" - VIDEO

Estratto dell’articolo di Massimo Falcioni per www.fanpage.it

 

ilaria damico

La conduttrice si racconta a Fanpage.it: “I primi passi a Rai International. All’estero ero famosa, mentre in Italia nessuno sapeva chi fossi. A Sky eravamo liberi di stare con la schiena dritta perché avevamo una dirigenza che ci sosteneva”. Su Campioni: “Mi volle Pier Silvio Berlusconi”. L’intervista a Grillo su La7: “Fece il suo soliloquio e se ne andò. Mi incazzai molto”.

 

“Non voglio esserci a tutti i costi. Se e quando ci sarà lo stimolo giusto tornerò con un mio programma”. Ilaria D’Amico lo afferma con la sicurezza di chi non si sente messa in panchina dalla televisione, ma al contrario ha usato il lungo periodo di pausa per fare ordine nella propria vita: “Ho rimesso a posto i miei spazi familiari e mi sono concessa quel tempo di cui avevo bisogno”, racconta a Fanpage.it. “Ho il piacere di dedicarmi a ciò che ho costruito. Lo considero un privilegio”.

 

ilaria damico alle mauritius 3

Romana, classe 1973, la D’Amico aveva in realtà in testa tutt’altra carriera: “Mai avrei pensato di approdare al giornalismo. Sì, mi piaceva scrivere, ma era mia intenzione diventare un avvocato di diritto internazionale”. (…)

 

L’imprevisto – chiamiamolo così – ebbe le sembianze di Renzo Arbore, il primo ad immaginare per lei un avvenire nel piccolo schermo. “Aveva un legame strettissimo con Arnaldo Santoro, papà del mio amico fraterno Massimo. Si creò una frequentazione familiare. Si pranzava assieme nei weekend, si suonava, si raccontavano storie ed aneddoti. La sua telefonata fu davvero inaspettata. Non avevamo mai parlato prima di lavoro”.

 

La volle a Rai International per “La giostra del gol”.

“Era il direttore artistico del canale e sosteneva che servissero volti mediterranei che rappresentassero l’Italia oltre confine. Il programma trasmetteva in chiaro all’estero le partite della Serie A.

 

Era una sorta di ‘Diretta Gol’ con tutte le gare in chiaro per chi viveva lontano dall’Italia. C’era il grande Gianfranco De Laurentiis al commento, mentre io mi occupavo di tenere insieme il racconto calcistico e le altre rubriche dedicate al Belpaese. La trasmissione si allungava fino alle otto di sera. Era una specie di ‘Domenica In’ per gli italiani in giro per il mondo. Un successo incredibile”

 

Se all’estero era famosa, in Italia risultava invece completamente sconosciuta.

i meme su diego simeone e ilaria damico

“Proprio così, almeno fino a quando non sbarcai su Rai 3. Era una sensazione strana. Mi invitavano in Cile e Argentina nei programmi di punta e, al contempo, nessuno nel mio Paese sapeva chi fossi. Furono anni di palestra vera. ‘La giostra dei gol’ fu un’esperienza sperimentale e formativa. Accumulai tante ore di dirette e quando arrivai a Sky mi trovai facilmente a mio agio”

 

Citava Rai 3. “Cominciamo bene” e “Timbuctu” la resero nota al grande pubblico.

“Avventure splendide. A ‘Cominciamo bene’ trovai Corrado Tedeschi e fu divertentissimo lavorare con lui. Ci incontravamo alle 6.30 in camerino e iniziavamo a ridere, nonostante il sonno micidiale. Si pranzava e si usciva assieme (…)”.

ilaria damico massimo giletti

 

Nell’estate 2003 nacque Sky. Come arrivarono a lei?

“Non ci furono provini. Alla direzione di Sky Sport venne nominato Giovanni Bruno, che era stato alla guida di Rai Sport e che quindi mi conosceva bene. Aveva tentato invano di portarmi in chiaro in Rai senza riuscirci. Se non eri un interno l’impresa si rivelava assai ardua”

 

Battezzò “Sky Calcio Show”.

“Bruno mi stimava, mi reputava brava e ripeteva che prima o poi avremmo lavorato assieme. Quando lo sostituirono a Rai Sport pensai che affermarmi nel calcio sarebbe stato impossibile. Ma un giorno, a sorpresa, squillò il telefono: ‘Ciao, sono Giovanni, ti va di venire a Sky?’. Ammetto che dopo la ‘Giostra del gol’ non credevo che la mia carriera in quel campo sarebbe proseguita”.

 

Una donna al timone del principale programma calcistico. Percepì in azienda un iniziale pregiudizio?

“No, affatto. La filosofia di Sky fu quella di creare una parità naturale e non forzata tra uomini e donne. Respirai piuttosto un ambiente diverso nei corridoi”.

 

In che senso?

GIGI BUFFON E ILARIA DAMICO IN BARCA

“La proprietà era americana e lo notavi nella mentalità e nel modo di realizzare le cose. Eravamo nelle condizioni di fare tutto. Venivo dalla Rai, dove servivano liberatorie, mille passaggi burocratici (…)Molti colleghi vennero da Tele+ e Stream e costruimmo una squadra eccellente. Fabio Caressa, Giorgio Porrà, Alessandro Bonan, Stefano De Grandis, per citarne alcuni, sono stati compagni di viaggio fantastici” (…)

 

Nel 2004 ecco “Campioni”.

ILARIA DAMICO NEW LOOK DA SEGRETARIA SEXY

“Mi contattò Pier Silvio Berlusconi. Fu lui a volermi fortemente alla conduzione. A suo avviso ero il volto perfetto per quel progetto. Non fu semplice convincere Sky. Per la loro mentalità i volti principali di rete dovevano godere dell’esclusiva. La trattativa fu estenuante, spiegai che non avrei sottratto nulla all’azienda”.

 

Il programma ci mise un po’ a carburare.

 “Fu una cottura a fuoco lento, poi però esplose e divenne un reality generazionale ancora oggi di culto. Le partite del Cervia la domenica facevano ottimi ascolti e gradualmente conquistammo pubblico” (…)

 

Nel 2006 Sky si aggiudicò per la prima volta i diritti dei Mondiali e l’Italia trionfò. Il colpo perfetto.

gianluca vialli billy costacurta e ilaria damico

“Vivemmo quel mese con una grandissima euforia e adrenalina positiva. Ma ci facemmo veramente in quattro, anzi in dodici. Eravamo pochi e riuscivamo ugualmente ad essere ovunque. Non c’era paragone tra il numero dei nostri inviati in Germania e quelli della Rai. Arrivai a lavorare anche per sedici ore al giorno. Ero in conduzione costante e di fianco a me si alternavano Bonan e Porrà. Si partiva a mezzogiorno e si salutava a mezzanotte, a volte anche alle 2, a seconda degli eventi. Alla fine ero dimagrita un sacco”.

 

Sentivate gli occhi addosso, o vi consideravate gli outsider a fronte dell’ampia platea di cui godeva la Rai?

“Non so se ci sentimmo degli underdog. Di sicuro, avevamo un pubblico differente da quello del servizio pubblico (…). Il nostro venne accreditato come il racconto originale di quel Mondiale, grazie anche alle frasi iconiche di Fabio (Caressa, ndr). Io stessa, dopo quella spedizione, ricevetti una marea di premi”.

 

In quello stesso anno firmò forse lo scoop più importante della sua carriera: l’intervista a Muammar Gheddafi.

ilaria damico alle mauritius

“Fu un colpaccio. Una di quelle robe che pensi che non succederanno mai, ma poi accadono. Fu il frutto di una semina partita da lontano. Conoscevo il figlio di un ex diplomatico libico molto amico del figlio calciatore di Gheddafi. Era stato lui a favorire il suo arrivo al Perugia. Avendo una ‘passionaccia’ per la politica gli buttai lì l’idea di un’intervista, consapevole che non si sarebbe concretizzata. Si verificò tuttavia l’assalto al consolato di Bengasi, con Gheddafi che decise rilasciare dichiarazioni, rifiutandosi però di farlo con i canali tradizionali. Accettò di farlo con Sky. Avvisai subito Emilio Carelli, che era direttore di Sky Tg24, e partii immediatamente. Fu una trasferta estenuante”.

 

Perché?

“Aspettai tre giorni. Ci fissava gli appuntamenti e non si presentava. Non dormii mai. Finalmente una mattina ci chiamarono per comunicarci che era la volta buona. Ci vennero a prendere e ci trasferirono in un posto deciso da loro. Mi accolse all’interno di una tenda. Avrei dovuto avere a disposizione a malapena 15 minuti. Alla fine diventarono 55”.

 

L’intervista a Beppe Grillo non fu meno complicata.

ilaria d'amico mario monti

“La trattativa fu decisamente più complessa di quella per Gheddafi (ride, ndr). Con il leader libico la tensione era relativa alla questione ambientale, con Grillo invece mi si chiedeva di essere la garante di una persona non garantibile. Ed io ero la prima a non voler mettere il bavaglio ai suoi pensieri”.

 

Era il 1° aprile 2009 e il fondatore del Movimento Cinque Stelle scelse “Exit” per tornare a parlare in televisione. Lei riuscì dove tanti altri avevano fallito.

“Frequentavo Beppe come amico. Andavo ai suoi spettacoli, con altre conoscenze comuni cenammo spesso assieme. C’era un bel rapporto e mi venne in mente di raccontare il Movimento che stava nascendo. Gli telefonai e la prima reazione fu un ‘no’. Ma poco dopo mi richiamò: ‘Se mi mandate in diretta, la faccio’. Gli spiegai che il programma era live e che avrebbe potuto parlare liberamente, affrontando i temi che ci interessava approfondire”.

 

LE LACRIME DI ILARIA DAMICO A CARDIFF DOPO JUVENTUS REAL MADRID

La vigilia a La7 non era stata serena. Telecom era proprietaria della rete e Grillo in quel periodo prendeva quotidianamente di mira Marco Tronchetti Provera.

“Grillo non infierì su Telecom. Non sparò per niente a zero perché aveva stima di Franco Bernabè. Il problema fu che bersagliò molti altri, senza affrontare gli argomenti sul tavolo e senza rispondere ad alcuna domanda. Non ci furono interazioni, fece il suo soliloquio e se ne andò. La lessi come un’imboscata e mi incazzai molto. Sono cose che non si fanno”.

 

Uno show che, immagino, compromise la vostra amicizia.

“Abbastanza. Ma oggi non provo alcun tipo di rancore. Delle persone mi tengo gli aspetti positivi e con Grillo ho condiviso momenti di ilarità” (…)

 

ILARIA D AMICO E BERLUSCONI

“Brava, complimenti. È stata sufficientemente cattiva”. Silvio Berlusconi si espresse così dopo un faccia a faccia con lei.

“Era la vigilia delle elezioni del 2013 e Sky Tg24 mi affidò il compito di intervistare tutti i leader politici. Quando mi disse quella frase, a fine intervista, non ero lucida. Stavamo per chiudere, ma avevo altre trecento domande da fargli” (…)

 

Decisamente più sgradevole fu il duello verbale con Daniela Santanchè, che fu tutt’altro che tenera: “Se le mettessero una telecamera nelle mutande stia pur certa che il giudice scoverebbe qualche reato”.

“Mi chiamarono tanti uomini per esprimermi solidarietà e sottolineare la volgarità di quella frase. Erano disgustati da un gesto senza senso. Fu una frase uscita male, pronunciata da una donna verso un’altra donna. Lì per lì provai fastidio, ma la brutta e sciatta figura fu tutta sua. Non ricevetti mai le scuse”.

 

ilaria d amico spesa carrello 3

Il programma in questione era “Tango” e il suo partner era Giuseppe Cruciani. Abbinamento stranissimo.

 

“Costruimmo un rapporto molto positivo e lui può confermarlo. Fu rispettoso, ci trovammo bene. Per paradosso, fu quasi troppo remissivo (…) Per me fu una bella scoperta e il rapporto di amicizia prosegue tuttora”.

 

Nel 2022 rientrò in Rai, stavolta con un talk politico. “Che c’è di nuovo” fu però un clamoroso flop (…)

 

“Secondo te aveva senso cominciare a fine ottobre, con tutti gli altri che erano tra l’altro partiti con larghissimo anticipo? Facciamoci due domande e diamoci le risposte”.

 

Attualmente la vediamo in video solo come opinionista.

 

“Non mi sento una opinionista. Lo faccio quando mi va. Vado da Paolo Del Debbio perché è stato molto carino nel corteggiarmi. Sono affezionata. A ‘4 di Sera’ mi trovo bene. E’ un contesto in cui si può parlare e non si urla” (…)

 

Pensa di rientrare, un giorno, dalla porta principale?

 

“Mi vengono proposte tante cose, ma non sento che mi sia giunta quella giusta. Mi riaffaccerò quando arriverà qualcosa capace di riaccendermi. Non deve essere necessariamente un programma di politica. Il mio non è snobismo, sono stata in tv ininterrottamente per ventotto anni e posso permettermi di scegliere cosa fare e di immaginare qualcosa in tv o altrove che piace a me”.

ILARIA D'AMICOILARIA DAMICOILARIA DAMICO CON LE MOGLI DEI CALCIATORI DELLA JUVENTUS A MADRID ilaria damico e gigi buffon alle mauritius 4

 

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