DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...
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Prime indiscrezioni dall’incontro a Roma tra il Cdr di “Repubblica” e l’ad di Gedi Mirja Cartia d’Asero. In un clima disteso sono state presentate le linee guida del piano industriale e chiarito il metodo scelto dal nuovo editore: più partecipazione e inclusione, perché il rilancio non può essere calato dall’alto.
Senza l’impegno della direzione, del management giornalistico e delle redazioni non si va da nessuna parte. La responsabilità della trasformazione ricade su tutti. Una novità rispetto al passato, quando i piani industriali arrivavano già impacchettati e ai giornalisti non restava che adeguarsi.
theodore kyriakou nuovo editore di repubblica
Cartia d’Asero ha raccontato i primi sei mesi della gestione Antenna, che ha rimesso mano alla macchina del gruppo, alle prese con un buco di bilancio importante. La prima decisione è stata rafforzare le funzioni finanza e controllo con nuovi manager, per la serie: occhio ai conti.
E i primi risultati dovrebbero vedersi già quest’anno, con un importante contenimento delle spese rispetto allo scorso anno. Ma il vero innesto è sull’innovazione, uno dei pilastri della crescita per il nuovo editore, con investimenti e l’ingresso di Veronica Diquattro, manager con un passato in Spotify e Google, per il rilancio del digitale.
Intanto qualche segnale arriva anche dalle edicole: da marzo “Repubblica” perde meno del “Corriere della Sera”; il miglioramento diventa netto da luglio e ancora di più ad agosto. Insomma, non è ancora crescita, ma invertire la tendenza da queste parti non è poco.
Il piano industriale 2027-2030 si annuncia ambizioso e ruota attorno alle tre “I”: Internazionalizzazione, Innovazione e Interazioni. Tradotto: portare i contenuti oltre i confini, accelerare su digitale, video e podcast e far dialogare giornali, radio, piattaforme, eventi e community.
L’obiettivo è raggiungere il pareggio di bilancio in tre anni, mantenendo i ricavi e riducendo gli sprechi. E poi crescere nei prossimi 5 anni con investimenti in infrastrutture tecnologiche e capitale umano e nuovi progetti innovativi. Tutto senza licenziamenti e senza un prepensionamento in più rispetto a quelli già previsti dalla gestione precedente. Anzi, probabilmente saranno meno. Sempre che si facciano: al momento, infatti, il governo ha finito le risorse.
Il primo banco di prova del nuovo corso sarà il lancio di “Repubblica Europe”, una sezione in inglese dedicata a chi ha un legame con l’Italia ma non parla italiano. Non la semplice traduzione del giornale, ma una selezione di articoli scelti dalla redazione e adattati per il pubblico internazionale, con una prospettiva italiana sull’Italia e sul mondo.
L’avvio è previsto in ottobre, seguito dalla campagna internazionale e dal lancio degli abbonamenti in inglese. Insomma, “Repubblica” prova a cambiare rotta. E comincia a parlare inglese.
rappresentanti dei giornalisti di repubblica protestano contro john elkann foto lapresse 4
sergio mattarella e Theodore M. Kyriakou al quirinale
Veronica Diquattro
Mirja Cartia d'asero


