IL DIVANO DEI GIUSTI - CHE VEDIAMO STASERA? MAGARI VI BUTTERETE ANCORA UNA VOLTA SU “C’ERA UNA VOLTA IL WEST”, ANCHE IO CI RICASCO SEMPRE. AL MULLOCH VIDE BENE DI TOGLIERSI LA VITA UN GIORNO PRIMA DELLA FINE DELLE RIPRESE. QUANDO SERGIO LEONE CERCAVA DI MONTARE LA SEQUENZA DELLA STAZIONE GLI MANCAVA UN’INQUADRATURA CON UN PRIMO PIANO DEL SUICIDA: 'STO STRONZO...‘NON SE POTEVA AMMAZZÀ 24 ORE DOPO?’” – NELLA NOTTE NON VI CHIEDO DI VEDERE “CRIMES OF THE FUTURE”. UN FILM DIFFICILE, SGRADEVOLE MA, A SUO MODO BELLISSIMO E DA NON PERDERE – IN SECONDA SERATA PASSA ANCHE IL PRIMO FILM DEI FRATELLI D’INNOCENZO, “LA TERRA DELL’ABBASTANZA”, E L’OTTIMO “VITE STROZZATE”… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera? Magari vi butterete ancora una volta su “C’era una volta il West”, stravisto capolavoro di Sergio Leone, scritto da Bernardo Bertolucci e Dario Argento, poi completato da Sergio Donati e Luciano Vincenzoni, con Claudia Cardinale, Charles Bronson, Henry Fonda, Jason Robards, Gabriele Ferzetti. Rai Movie alle 21, 10. Anche io ci ricasco sempre.
Colpa di quell’inizio folgorante, della mosca che tormenta Jack Elam, della goccia d’acqua che cade sul cappello di Woody Strode, della faccia patibolare di Al Mulloch, che vide bene di togliersi la vita con l’abito di scena un giorno prima della fine delle riprese buttandosi dalla finestra dell’albergo dove stava anche Leone.
Claudio Mancini, il direttore di produzione, accorso tra i primi a soccorrere il poveretto agonizzante, mi raccontava che si sentì tirare per la giacca, mentre una voce gli sussurrava imperiosa : ‘A Clà, il costume... Salva il costume!’.
Era Leone, che si preoccupava anzitutto di recuperare, magari all'obitorio come poi avvenne, gli abiti dell'attore che avrebbe dovuto fare ancora un giorno di riprese. Il giorno dopo infatti fu utilizzata una controfigura, ovviamente di spalle o nei campi lunghi, per sostituire il morto.
claudia cardinale c'era una volta il west
Però poi mi ricordo che ancora mesi dopo, in moviola, quando Sergio cercava di montare la sequenza della stazione gli mancava sempre una inquadratura con un primo piano del suicida. 'Sto stronzo...’ ringhiava regolarmente Leone. ‘Non se poteva ammazzà ventiquattr'ore dopo ?’”.
Su Cine 4 alle 21 troviamo “Chiedimi se sono felice” di Aldo, Giovanni e Giacomo, Massimo Venier con il trio, Marina Massironi, Antonio Catania. Era il loro secondo film. Su Canale 20 alle 21, 10 passa “The Suicide Squad – Missione suicida” di James Gunn con Margot Robbie, Idris Elba, John Cena, Joel Kinnaman, Jai Courtney, Peter Capaldi.
Rispetto al primo “Suicide Squad” diretto da David Ayer, scrivevo quando uscì, siamo fortunatamente in un altro mondo, molto più scatenato e pieno di idee, di battute, di situazioni, di trame anticapitalistiche, di trovate splatterissime alla Troma, e infatti c’è anche un cameo di Lloyd Kaufman, anche se non condivido del tutto l’entusiamo dei critici americani, 98% di gradimento su Rotten Tomatoes.
THE SUICIDE SQUAD - MISSIONE SUICIDA
Certo, divertente è divertente, in fondo, come ha detto anche Gunn, è un war movie anni ’70 (“Quella sporca dozzina”) in versione fumetto, la violenza, c’è perfino un uomo diviso in due, sono puro cartoon, e l’inizio con Michael Rooker come il terribile ergastolano Savant dai lunghi capelli biondi che uccide il canarino, una precisa citazione splatter e maligna del Burt Lancaster di “L’uomo di Alcatraz”, al ritmo di “Ring of Fire” di Johnny Cash è uno spettacolo.
Ma anche concedere finalmente a Idris Elba il ruolo da eroe da kolossal è una trovata, per non parlare dei topi al servizio della Ratcatcher o della gigantesca stella di mare aliena assassina e monocola, Starro, inventata dai nazisti, puro cinema di serie Z. Ma. Prima di tutto. Non è né un sequel del primo film né un reboot.
Mi sembra più una simpatica deviazione, una versione alla James Gunn del fumetto, che usa però molti dei personaggi già visti nel primo film, a cominciare dalla Harley Quinn di Margot Robbie, ormai un filo stucchevole, anche se Gunn le toglie molte delle pose più da pazzarella pop ormai straviste, le concede il lusso di una scopatona di lusso, poi di una tortura alla Guantanamo, e le mette in mano un giavellotto che le verrà utile nel finalone.
THE SUICIDE SQUAD - MISSIONE SUICIDA
Come Bloodsport, più o meno al posto del Deadshot di Will Smith, Gunn ha voluto fortemente il grande Idris Elba, forse non adatto alla commedia, ma ha la forza e l’imponenza di un John Wayne nero come nessun altro, e riesce a avere un divertente rapporto con tutti gli altri eroi della squadra, a cominciare dal forzuto wrestler bianco John Cena come Peacemaker, vero cardine di contraddizioni politiche dell’America Reagan-Trump-Bideniana.
Ritroviamo anche la cattivissima capo-missione Amanda Waller di Viola Davis, difficile fare senza, il Rick Flag di Joel Kinnaman, il captain Boomerang di Jay Courtney, ma perde una star come il Joker del gucciatissimo Jared Leto, e sostituisce il temibile Killer Croc, con un buffo King Shark doppiato addirittura da Sylvest Stallone che mangia cattivi per tutto il film come fossero acciughe, ma mangerebbe anche i buoni perché è sempre affamato (gnam-gnam).
margot robbie the suicide squad missione suicida 2
Aggiunge al gruppo la notevole giovane attrice Daniela Melchior come figlia del Ratcatcher (ha fatto anche un film con Valeria Sarmiento…), David Dastmalchian come il folle Polka-Dot Man, svitato che lancia i pois e ha un problemino con la mamma (lo ritroveremo in Dune come Peter De Vries), addirittura il regista neozelandese Taika Waititi in flashback, anche lei reginetta dei topi che comanda come un personaggio di E.T.A. Hoffman,
Alice Braga come capo dei ribelli dell’isola di Corto Maltese, perfino un certo Milton, Julio Cesar Ruiz, freedom fighter cicciottello in short e ciavatte che fa innamorare il personaggio più folle e gaio della squadra, Polka-Dots Man, che si lancerà poi in una assurda discussione con Harley Quinn che precede il finalone sul fatto che questo Milton per lei fosse invisibile.
Cosa che spesso accade ai personaggi minori degli action movies. Ma confesso che la vera trovata è stata da una parte rimescolare i personaggi e farne uscire di meno noti e più divertenti per poter poi sacrificarli nei momenti più imprevisti, ma anche di staccarsi col pop a tutti i costi del film precedente e rendere la storia più ambigua e adulta.
Iris alle 21, 10 propone “Sobibor – La grande fuga” diretto e interpretato da un celebre attore russo, Konstantin Khabenskiy, con Christopher Lambert, Mariya Kozhevnikova, Michalina Olszanska. Ottimo come action, molto meno come film sull’Olocausto. La7 Cinema alle 21, 15 propone un hostage thriller di Luis Mandocki, “24 ore” con Charlize Theron, Courtney Love, Stuart Townsend, Kevin Bacon. Moscissimo.
Su Canale 27 alle 21, 15 avete “Ritorno al futuro III” di Robert Zemeckis con Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Mary Steenburgen, Thomas F. Wilson. Rai4 alle 21, 20 mi incuriosisce con un thriller colombiano “Diablo” di Ernesto Díaz Espinoza con Scott Adkins, Marko Zaror, Juan Camilo Castillo, Diana Hoyos, Alanna de la Rossa. Ha buone critiche.
Bellissimo, Rai5 alle 21, 20, il film sulla famiglia di coreani in America, ambientata negli anni’80 di Ronald Reagan, “Minari” di Lee Isaac Chung con Steven Yeun, Han Yeri, Yuh Jung Youn, Alan S. Kim, Noel Cho, Will Patton, Scott Haze. Quella che vediamo è un’America che ha bisogno di riaprire gli occhi, di muoversi per trovare, magari in un modello pionieristico tradizionale, una nuova identità, lontana dal facile modello capitalistico che, comunque la si veda, non ha dato i frutti sperati.
“Minari”, che ha vinto un Oscar per la recitazione favolosa della vecchia nonna di Youn Yuh-jung, rappresenta in pieno la vitalità di un paese che si stava ricostruendo dopo un periodo di tenebre di ogni tipo dopo il primo governo Trump. Gli sforzi del capo famiglia, Steven Yuen, della moglie che lo segue un po’ critica, Yeri Han, dei due piccoli figli, dei quali uno con una brutta aritmia, e della nonna che seguita a definire gli americani “stupidi americani”, sono gli sforzi di un paese in via di ricostruzione.
A cominciare dalla casa, dalla terra, dal lavoro. Magari abbiamo visto tante altre volte questa storia. Ambientata in anni diversi, certo. E con sviluppi diversi, anche drammatici. E la paura di un ciclone che faccia volare via la casa a metà tra Buster Keaton e il fin troppo ovunque citato “Mago di Oz”, immagine più forte ormai di qualsiasi “Via col vento” di novecentesca memoria, ci porta costante la dimensione non tanto della sfida americana alla natura, come nei film di pionieri del West, ma di rimessa in gioco dei modelli narrativi americani. Rivisti in salsa coreana.
Rai 2 alle 21, 20 propone “Si accettano miracoli” di e con Alessandro Siani con Fabio De Luigi, Ana Caterina Morariu, Serena Autieri, il mitico Camillo Milli, più che ottantenne, che torna a fare il cardinale dopo le esperienze con Moretti, Paolo Paoloni, mitico megadirettore fantozziano, nel ruolo di un vecchio frate sordo che finirà in una botola,
Benedetto Casillo, caratterista nei film di Luciano De Crescenzo e già San Gennaro in Miracoloni che non poteva mancare in una storia simile, Tommaso Bianco che non vedevamo dai tempi delle sceneggiate di Merola, Giacomo Rizzo e Francesco Procopio che fanno due cattivi da cartoon disneyano, Salvatore Misticone alias Scapece in un cammeo geniale, Tonino Taiuti, stella del teatro napoletano degli anni ’80 e Giovanni Esposito, qui marito sfigato di Serena Autieri, sempre perfetto e pronto anche a prendersi palate in testa.
siani 1975128 si accettano miracoli al cinema il nuovo film di alessandro siani 15
La storia, ideata da Gianluca Ansanelli e Tito Bufalino e sviluppata poi assieme a Siani, ci porta nel ridente paesino di Rocca di Sotto, che sta bislaccamente sopra a quello di Rocca di Sopra. E’ lì che finirà Fulvio, giovane manager tagliatore di teste che se ne esce con una “capata” da galera quando capirà che nella sua azienda la prossima testa a essere tagliata sarà quella sua.
Fulvio, nel paesino di Rocca di Sotto, ritroverà il fratello prete, Fabio De Luigi, che cerca di mandare avanti una casa famiglia per piccoli orfanelli coi pochi soldi delle offerte a San Tommaso, e la sorella, Serena Autieri, sposata con lo sfigatissimo Giovanni Esposito, ma innamorata da sempre di un buffo neomelodico, il grandioso Massimiliano Gallo.
Su Italia 1 alle 21, 25 arriva “Fast & Furious 6” di Justin Lin con Vin Diesel, Paul Walker, Dwayne Johnson, Jordana Brewster, Michelle Rodriguez. Tv 2000 alle 21, 50 presenta “Risorto” di Kevin Reynolds con Tom Felton, Joseph Fiennes, Cliff Curtis, Peter Firth, María Botto, Stephen Hagan. Non era bello.
viggo mortensen lea seydoux crimes of the future 1
Passiamo alla seconda serata con “A testa alta”, action tutto botte diretto da Kevin Bray con Dwayne "The Rock" Johnson, Johnny Knoxville, Neal McDonough, Kristen Wilson, Ashley Scott. Non vi chiedo di vedere su Rai5 alle 23, 15, “Crimes of the Future”, incredibile body-horror di David Cronenberg con Viggo Mortensen, Léa Seydoux, Kristen Stewart, Scott Speedman, Tanaya Beatty, film difficile, sgradevole ma, a suo modo bellissimo, però avviso che è un film da non perdere.
“Surgery is the new sex”/”La chirurgia è il nuovo sesso”. Ci siamo. Ci racconta non tanto il futuro, ma i suoi crimini, in un film scritto vent’anni prima, quando ancora la body art estrema di Orlane, era di moda.
Perché ci piaccia veramente la storia o no, ogni inquadratura è una meraviglia, la musica di Howard Shore non è mai stata così bella, i suoi attori, da Viggo Mortensen come il body artist del futuro Saul Tenser a Léa Seydoux come la sua assistente-compagna-chirurga Caprice con sei cornini sulla fronte proprio come i due di Orlane, a Kristen Stewart come la stravagante Timlin, che cerca di scoparsi Saul e riceve per risposta un clamoroso “I’m not good at the old sex”, alla coppia di killer Tanya Beatty e Nadia Litz, sono tutti perfetti.
kristen stewart crimes of the future
E lasciano perfino spazio a un po’ di commedia. Anche perché, malgrado ci siano autopsie a gogo, tagli su tagli su tutti i corpi, il solito repertorio di strumenti chirurgici da feticisti, mani che penetrano le ferite come se fossero le nostre, Cronenberg si prende sul serio solo nello sviluppare un discorso del rapporto fra desiderio di penetrazione del corpo, cambiamento del corpo rispetto al cambiamento della nostra conoscenza e leggi antiquate fatte secoli fa.
Cronenberg torna dopo più di vent’anni da quell’esperienza meravigliosa che fu vedere “Crash”, non al sesso, ma all’idea del sesso, dall’interno. Dentro la nostra pancia, come la mano di James Woods che si esplora in “Videodrome”. Qui di scena sono corpi dove la chirurgia può aggiungere nuovi organi su nuovi organi, al punto che esiste il National Organ Registry, tenuto dalla buffa coppia Don McKeller – Kristen Stewart.
Il Saul di Viggo Mortense, sempre con la cappa nera in testa quando è in piedi e a pancia scoperta quando è steso in orizzontale su letti che sembrano provenire da tutti i film di Cronenberg precedenti, è il maestro del futuro perché fa del suo proprio corpo, l’interno del suo corpo, un museo, una galleria dove far crescere e tagliare nuovi organi, cancri, cambiamenti. Per pochissimi. Ovvio.
Cine 34 alle 23, 20 propone un raro film italiano di truffe, “Loro chi?” diretto da Fabio Bonifacci, che lo ha scritto e ideato, e Francesco Miccichè con Marco Giallini, Edoardo Leo, Catrinel Marlon, Lisa Bor, Ivano Marescotti, Vincenzo Paci e G Max. Cielo alle 23, 50 passa un altro thriller sui trafficanti colombiani, “Running with the Devil – La legge del cartello” di Jason Cabell con Nicolas Cage, Laurence Fishburne, Cole Hauser, Clifton Collins jr., Leslie Bibb.
Rai Movie alle 0, 10 passa il sofisticato lesbo western “Il mondo che verrà” diretto da Mona Fastvold con la bellissima Vanessa Kirby che fa perdere la testa a Katherine Waterston, moglie di Casey Affleck. Ci sono anche Christopher Abbott e Andreea Vasile.
Il film, prodotto da Casey Affleck, scritto benissimo da Jim Shepard, con le musiche meravigliose di Daniel Blumberg è un mélo lesbo potente e doloroso ambientato nel pieno dell'800 americano, in una contea sperduta tra i boschi, dove uomini e donne affrontano prove umane terribili cercando di non scomparire nell'angoscia.
Per Abigail, la Waterston, ancora sconvolta dalla morte per difterite della figlioletta, ragazza che cerca di uscire dall'ignoranza, l'arrivo della bellissima vicina dai capelli rossi, Vanessa Kirby, sterile e mal sposata con Christopher Abbot, è l'apertura di un mondo. Non solo l'amore, che capisce da subito, ma anche il dialogo e la crescita con un altro essere umano in grado di capirla.
La passione diventa così un ritrovarsi in una comunità per delle ragazze che sono state obbligate al matrimonio da bambine seguendo l'oppressivo ordine patriarcale che i mariti cercano malamente di portare avanti. Benissimo costruito nel racconto, molto accurato nella messa in scena, politicamente supercorretto, è anche un piccolo miracolo di produzione, visto che è tutto girato in 16mm in 24 giorni nelle foreste rumene dove è stato ricostruito il quasi-west come ai tempi degli spaghetti western. Imperdibile per i fan di Vanessa Kirby e di lesbo-western (ma quanti saranno?).
Rai2 alle 0, 55 propone il noir “Occhi blu” opera prima di Michela Cescon con Valeria Golino, Jean-Hugues Anglade, Ivano De Matteo, Matteo Olivetti, Ludovica Skofic. C’è un rapinatore imprendibile che mette a soqquadro Roma e un ispettore chiamato “il francese” che risolve tutti i casi meno quello della figlia, uccisa non si sa da chi.
Cine 34 all’1, 10 propone il teen scolastico “Classe Z” diretto da Guido Chiesa con Alessandro Preziosi, Andrea Pisani, Greta Menchi, Enrico Oetiker, Alice Pagani. Cielo all’1, 35 apre all’action bulgaro “Lightning Strikes” di Gary Jones con Kevin Sorbo, David Schofield, Annabel Wright, Robyn Addison, Tom Harper, Kolin Smialek.
Rai Movie all’1, 55 presenta il primo film dei fratelli D’Innocenzo, “La terra dell’abbastanza” con Andrea Carpenzano, Matteo Olivetti, Milena Mancini, Max Tortora, Luca Zingaretti. “Amo svoltato!” Bella sorpresa davvero, ebbe anche una menzione speciale a Berlino. Il genere è un sub Suburra, Non essere cattivo, cioè periferia romana violenta, l’ascesa criminale di due amici che diventano piccoli gangster per caso, quando mettono sotto uno con la macchina (“Porco… è uscito dar nulla!”) in piena notte.
Dopo la prima ondata di panico (“avete investito una persona, mica so’ pizza e ficchi!”), siccome si viene a sapere che il morto era un infame ricercato da una banda, il clan dei Vantano, i due, Mirko e Manolo, interpretati da Matteo Olivetti e Andrea Carpenzano, bravissimi e non sono neanche romani, grazie al padre di Manolo, uno strepitoso Max Tortora nel suo primo ruolo drammatico, svoltano (“Na volta tanto un po’ de bucio de culo!”), cioè vengono ripagati della “buona” azione dal capo del clan, un certo Angelo, Luca Zingaretti, e finiscono a fare prima i killer poi i pappa di un gruppo di mignotte minorenni.
I due ragazzi non hanno nessuna consapevolezza delle loro azioni, come si ripetono anche i criminali che li hanno ingaggiati, sono due cani sciolti, anche se presto si incrinano sia i rapporti fra di loro sia con la famiglia, soprattutto il rapporto di Mirko con la madre, Milena Mancini.
Costruito con una regia che mostra il rispetto dovuto ai maestri, Claudio Caligari, Stefano Sollima e soprattutto Matteo Garrone, i fratelli sono stati suoi assistenti, ma poi prende una sua strada coatto-criminale decisamente personale e moderna, con lunghi piani sequenza sotto il controllo del direttore della fotografia Paolo Carnera, del montaggio perfetto di Marco Spoletini, e della musica minimale di Toni Bruna, il film ha il coraggio di risolvere le morti violenti come fossero in fuori campo, come se non ci interessasse scivolare nella parte più pornografica del genere.
La macchina da presa infatti è tutta sui volti di Mirko e Manolo, come se quello che è capitato a loro, la “svolta”, “il bucio de culo”, e quello che stanno facendo, le morti su commissioni (“c’è un indultato a Rieti… un ex-pugile…”), le mignotte, facessero parte di un mondo che serve ai registi solo per sviluppare la loro storia.
“Ci abbiamo la chimica io e te”, si dicono dopo un’azione orrenda, cercando di ricostruirsi il rapporto da ragazzini che avevano prima dell’incidente. Ma è nello scontro con gli adulti che tutto questo scoppia, che i due non ce la fanno a entrare in un mondo che non sanno neanche cosa sia.
La terra dell’abbastanza è un piccolo trattato non tanto sull’indifferenza e sulla inconsapevolezza che accompagna i delitti di questi baby criminali, quanto sulla totale perdita di contatti che i ragazzi, borghesi e non, hanno con il mondo adulto e con la propria famiglia e sul tentativo disperato di ricostruirsi una famiglia fra di loro tramite rapporti d’amicizia o d’affetto.
E’ un mondo esplosivo e in parte già esploso che sembra difficilmente recuperabile socialmente e che si muove quasi su modelli cinematografici, Gomorra, Suburra, Non essere cattivo, già nella realtà. E che è mosso da piccoli desideri, soldi, telefonini, il calcio, che vengono come buttati lì nella totale indifferenza. “Poi ve faccio conosce il Capitano”, dice il boss Zingaretti ai due ragazzi dopo averli mandati a uccidere.
Cine 34 alle 2, 40 passa lo sporcaccione “Velluto nero” diretto da Brunello Rondi con Laura Gemser, Annie Belle, Al Cliver, Gabriele Tinti, Susan Scott. Intorno alle 3 di notte fioccano capolavori come “I tre volti della paura” di Mario Bava con Boris Karloff, Michèle Mercier, Jacqueline Pierreux, Lydia Alfonsi, Rai Movie alle 3, 25, “La grande abbuffata” di Marco Ferreri con Marcello Mastroianni, Philippe Noiret, Michel Piccoli, Ugo Tognazzi, Andréa Ferréol, Cine 34 alle 4, 15, e l’ottimo “Vite strozzate” di Ricky Tognazzi, Iris alle 5, con Sabrina Ferilli, moglie di Vincent Lindon, che deve cedere al cravattaro Luca Zingaretti. Ci sono anche Ricky Memphis e Lina Sastri. Per Zingaretti fu il film che lo rivelò. E la Ferilli era favolosa…
c’era una volta il west 4
la grande abbuffata 13
i tre volti della paura
la grande abbuffata 11
la grande abbuffata 3
velluto nero
la grande abbuffata 2
la grande abbuffata 1
la grande abbuffata 3
i tre volti della paura
i tre volti della paura 2
laura gemser velluto nero 1
AL CLIVER ANNIE BELL - VELLUTO NERO
chiedimi se sono felice
LA TERRA DELL ABBASTANZA
chiedimi se sono felice 2
viggo mortensen crimes of the future
LA TERRA DELL ABBASTANZA
loro chi? 3
loro chi?
loro chi? 2
running with the devil la legge del cartello 1
running with the devil la legge del cartello 2
lightning strikes
il mondo che verra??
il mondo che verra??
running with the devil la legge del cartello 3
loro chi? 4
loro chi? 1
alice pagani in classe z
classe z
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c'era una volta il west
sobibor – la grande fuga
margot robbie the suicide squad missione suicida
sergio leone c'era una volta il west
the suicide squad 2021 
minari
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lea seydoux crimes of the future
fast and furious 7 6
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risorto 1
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minari.
margot robbie the suicide squad missione suicida 1
the suicide squad 2021
diablo
the suicide squad 2021
ritorno al futuro parte iii
ritorno al futuro parte iii
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