CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI - DALLA "VERITÀ": "L’EX DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE E L’EX CAPO DELLA POLIZIA, FRANCO GABRIELLI (INSIEME IN FOTO), HANNO SOTTOSCRITTO INSIEME LA NASCITA DEL NUOVO PARTITO". MA DAVVERO? INSIEME INSIEME? - MATTEO RENZI, AL "CORRIERE DELLA SERA", AFFERMA: "BLOCCARE IL DISEGNO DI GIORGIA MELONI È UN DOVERE MORALE, SOPRATTUTTO PENSANDO ALLE PRESIDENZIALI DEL 2028". TROPPA FRETTA. IL SUCCESSORE DI SERGIO MATTARELLA VERRÀ SCELTO NEL 2029, NON NEL 2028...
Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio" – Estratto
• Statuetta. Veronica Gentili nella rubrica Facce di casta sul Fatto Quotidiano parla dell’attribuzione del premio Nobel per la pace a Navi Pillay e dileggia (ci vuole poco) Donald Trump, «il presidente bellicista», perché «a 24 ore dall’assegnazione, iniziava a dare preventivamente in escandescenze, tanto per portarsi avanti». Se un tizio si porta avanti, ci pare pacifico che lo faccia preventivamente e non certo posticipatamente.
«Questa volta la sconfitta è stata ancora più dura della volta precedente, perché l’ambita statuetta è stata assegnata ad uno degli esseri umani ontologicamente e politicamente più lontani da lui in assoluto», osserva Gentili, scambiando così la cerimonia di Oslo (tutti gli altri riconoscimenti si consegnano a Stoccolma) con la kermesse di Los Angeles per gli Oscar, quelli sì statuette di bronzo dorato. Il premio Nobel, invece, consiste in una medaglia d’oro che raffigura Alfred Nobel, in un diploma e in una somma di denaro. Alla conduttrice televisiva assegniamo il premio Faccia di bronzo, più che di casta. [12 ottobre 2026]
• Fretta. Rispondendo alle domande di Maria Teresa Meli in un’intervista sul Corriere della Sera, Matteo Renzi afferma: «Ma bloccare il disegno di Giorgia Meloni è un dovere morale, soprattutto pensando alle Presidenziali del 2028». Troppa fretta. Meli avrebbe dovuto ricordargli che il successore di Sergio Mattarella verrà scelto dal Parlamento, riunito in seduta comune con i delegati regionali, nel 2029, non nel 2028. [1° novembre 2026]
• Immigrati. «Nell’ultimo decennio, i residenti in Spagna sono passati da 46,7 milioni a 49,6», riferisce Maurizio Belpietro, direttore di Panorama, nell’editoriale di apertura. Dopodiché osserva: «L’arrivo di 5 milioni di immigrati e anche di un milione di europei, intenzionati a prendere casa nelle località turistiche, o anche nel centro delle città (considerata la mortalità, si arriva a un più 3 milioni di abitanti), ha prodotto il fenomeno che ha fatto cadere Sánchez e il suo esecutivo». Prendiamo atto che coloro i quali si trasferiscono a vivere in Spagna per Belpietro non sono tutti immigrati: fanno eccezione gli europei. Morale: il passaporto prevale sul dizionario. («Immigrato: chi si è stabilito in un paese straniero», Lo Zingarelli 2026). [14 ottobre 2026]
• Gender. Nell’editoriale di prima pagina, Alessandro Sallusti, direttore di Libero, parla «delle due Salis», Silvia, sindaco di Genova, e Ilaria, eurodeputata di Avs, e sostiene che «usano armi diverse: la sindaca quello del disprezzo fisico». Il gender dilaga. Si vede che arma, sostantivo femminile, per Sallusti è maschile, quindi erroneamente scrive «quello» anziché «quella». Il direttore di Libero cita anche «Lilly Gruber», che però si chiama Lilli. Lilly è la multinazionale degli psicofarmaci, a cominciare dal Prozac. [3 ottobre 2026]
• Ponte. Titolo dal Corriere della Sera: «Ponte di Ognissanti, messe e orari nei cimiteri». Abbiamo notato la stessa espressione anche su altri giornali. Quale «ponte»? Nel 2026 non c’è stato alcun «ponte di Ognissanti» nel significato proprio dell’espressione. Il 1° novembre è caduto di domenica, giorno già festivo. Non ha quindi consentito di collegare una festività infrasettimanale al sabato e alla domenica, né di prolungare il fine settimana grazie a un giorno festivo aggiuntivo.
Un fine settimana, anche se coincide con una ricorrenza festiva, non diventa per ciò stesso un ponte. Lo specifica bene Lo Zingarelli 2026 nel dodicesimo significato del lemma ponte: «Periodo di vacanza costituito da due o più giorni festivi e dai giorni lavorativi intermedi goduti come ferie». Si poteva perciò parlare correttamente di fine settimana di Ognissanti, di weekend di Ognissanti o di vacanze di Ognissanti, ma non, in senso rigoroso, di «ponte di Ognissanti». [1° novembre 2026]
• Congiuntivo. Dal sito del Fatto Quotidiano: «Una sfida lanciata sui social si trasforma in una giornata di disordini a Vicenza. L’appuntamento era stato promosso dal tiktoker Hamza Mesaf, conosciuto online come “Ilvucumpra”, che aveva invitato i suoi follower a Campo Marzo (Vicenza), davanti alla stazione, per una “aura battle”:
più ci si sarebbe presentati vestiti male, maggiori sarebbero state le possibilità di vincere abiti firmati». Perché l’occhio non soffrisse insieme con l’italiano, avremmo scelto il congiuntivo trapassato per la condizione e il condizionale passato per la conseguenza. Quindi: «Chi si fosse presentato vestito peggio avrebbe avuto maggiori possibilità di vincere abiti firmati». [5 ottobre 2026]
• Summa. Marina Valensise recensisce sul Messaggero la nuova edizione di L’amore e l’Occidente di Denis de Rougemont (Rizzoli): «Una meravigliosa summa sui miti costitutivi del modo di essere e di sentire occidentale, pubblicata nel 1938 da un trentaduenne che aveva passato l’adolescenza e la giovinezza a compulsare i capolavori della letteratura medievale, rinascimentale e moderna, e riproposta dallo stesso autore nel dopoguerra grazie a Thomas Stearns Eliot, tornado sui propri passi e sulle proprie fonti».
Dato che summa significa «raccolta sistematica, compendio» (Lo Zingarelli 2026), era preferibile «summa dei miti costitutivi», non «summa sui miti costitutivi». Inoltre, l’edizione originale di L’amour et l’Occident uscì da Plon, a Parigi, nel 1939, non nel 1938. Ovviamente il «tornado» non ha colpito né passi né fonti, trattandosi di un gerundio con refuso. Proseguiamo: «Voleva capire l’origine del mito dell’amore passione, l’amore infelice, a partire dalla leggenda di Tristano e Isotta, e soprattutto voleva ricostruirne la permanenza nei secoli attraverso le varie metamorfosi subito da quel mito dell’amore passione».
Semmai «le varie metamorfosi subite», non «subito». Ma sarebbe bastato scrivere «attraverso le varie metamorfosi da esso subite», o tutt’al più «subite da quel mito», senza troppe ripetizioni. Nella recensione rintracciamo anche un «Rougemon» e un «Rougement», due grafie errate per Rougemont.
Chiudiamo in bellezza: «Niente di più lontano per un cinese o un indù, assorti nell’eterno ritorno di un ciclo vitale sempre uguale a sé stesso, che l’insofferenza alla noia che per un occidentale coincide con la felicità. E non parlare della smania di mettersi in pericolo, di sperimentare il limite sino all’urto rivelatore». Semmai «E per non parlare». E per non parlare anche della nebulosa formulazione che abbiamo evidenziato in corsivo. [11 ottobre 2026]
• Insieme. Dalla Verità: «L’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate e l’ex capo della polizia, Franco Gabrielli (insieme in foto), hanno sottoscritto insieme la nascita del nuovo partito». Ma davvero? Insieme insieme? [7 ottobre 2026]








