veronica gentili de laurentiis

CHE COSA FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI – VERONICA GENTILI, NELLA RUBRICA “FACCE DI CASTA” SUL “FATTO QUOTIDIANO”, INANELLA LA CONSUETA SEQUELA DI SFONDONI. CITA PER DUE VOLTE “AURELIO DE LAURENTIS”, PRESIDENTE DEL NAPOLI, CHE PERÒ SI CHIAMA DE LAURENTIIS, CON DUE I. SUBITO DOPO ARRIVA “LA ZEITGEIST CONTEMPORANEA”, MA ZEITGEIST, SOSTANTIVO TEDESCO, DEVE AVERE L’INIZIALE LA MAIUSCOLA E, SOPRATTUTTO, È DI GENERE MASCHILE – IN UN SERVIZIO DI ANDREINA BACCARO SUL SITO DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA SECONDA MOGLIE (ORA VEDOVA) DI FRANCESCO GUCCINI È DAPPRIMA “RAFFAELLA ZUCCHERI”, POI DIVENTA “ZUCCARI”, INFINE SI TRASFORMA IN “ZUCCHARI”. EFFETTI DELL’IPERGLICEMIA…

Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da “Il Foglio” – Estratto (Integrale: https://www.ilfoglio.it/rubriche/pulci-di-notte/2026/09/17/news/gli-svarioni-di-veronica-gentili-colta-sul-fatto--407852)

 

AURELIO DE LAURENTIIS

• Zeitgeist. Veronica Gentili, nella rubrica Facce di casta sul Fatto Quotidiano, inanella la consueta sequela di sfondoni. Cita per due volte «Aurelio De Laurentis», presidente del Napoli, che però si chiama De Laurentiis, con due i.

 

Subito dopo arriva «la zeitgeist contemporanea», ma Zeitgeist, sostantivo tedesco, deve avere l’iniziale la maiuscola e, soprattutto, è di genere maschile: dunque «lo Zeitgeist contemporaneo». Poi scrive «piú», con l’accento acuto, come se lavorasse in redazione all’Einaudi, ma nei dizionari d’italiano si trova solo «più», con l’accento grave.

 

Segue «la sue incoerenze»: Gentili avrà voluto dire «le sue incoerenze» o «la sua incoerenza»? C’è anche un’imprecisione di sostanza: Donald Trump non ha promesso genericamente 5.000 dollari agli americani «se i repubblicani vinceranno le elezioni di metà mandato», come sostenuto da Gentili, bensì ha legato il cosiddetto «Trump dividend» alla conquista repubblicana sia della Camera sia del Senato. [14 settembre 2026]

 

RAFFAELLA ZUCCARI CON IL MARITO FRANCESCO GUCCINI

• Glicemia. In un servizio di Andreina Baccaro sul sito del Corriere della Sera, la seconda moglie (ora vedova) di Francesco Guccini è dapprima «Raffaella Zuccheri», poi diventa «Zuccari», infine si trasforma in «Zucchari». Effetti dell’iperglicemia. (Buona la seconda). [9 settembre 2026]

 

• De Michelis. «Le notti infinite di De Michelis l’avanzo di balera» titola La Repubblica. «Siamo nel pieno degli ’80. Lui, ex rivoluzionario e poi baluardo craxiano, è ministro degli Esteri. E imperatore delle discoteche» aggiunge il sottotitolo.

 

LA REPUBBLICA SOTTOTITOLO SBAGLIATO

Il riferimento all’incarico di governo è sbagliato, considerato che l’articolo sottostante, firmato da Filippo Ceccarelli, comincia così: «Sembra proprio che nel novero degli introvabili sia entrato Dove andiamo a ballare questa sera (Mondadori, 1988): copertina che più anni ’80 non potrebbe essere, autore l’allora vicepresidente del Consiglio Gianni De Michelis».

 

Nel 1988 il socialista veneziano non era ministro degli Esteri: lo diventò solo nel luglio 1989 (quindi 6 mesi prima che finissero gli anni Ottanta non «nel pieno degli ’80») e rimase alla Farnesina fino all’aprile 1992. [27 agosto 2026]

 

maurizio belpietro 3

• Assassini. Dall’editoriale di Maurizio Belpietro, direttore di Panorama: «Il volume mi è capitato fra le mani senza che sapessi nulla della sua autrice, Janet Malcolm, si intitola Il giornalista e l’assassino (Adelphi)».

 

La frase ha due predicati principali senza coordinazione. Bisognava scrivere: «Il volume, capitatomi fra le mani senza che sapessi nulla della sua autrice, s’intitola...». Belpietro cita poi due volte il giornalista «Joe McGinnis», che però in seguito diventa «McGillis». Non solo: il cognome corretto è McGinniss, con due s.

 

stefano lorenzetto

Costui divenne confidente di Jeffrey MacDonald, accusato di un triplice omicidio, e da questo loro rapporto ricavò un volume di grande successo, Fatal Vision. Belpietro parla di «giornalista che racconta le confessioni di un assassino», una sintesi altamente fuorviante: MacDonald, ex medico e capitano dell’esercito degli Stati Uniti, ha sempre proclamato la propria innocenza circa gli omicidi della moglie incinta e delle due figlie.

 

Il direttore di Panorama cade in fallo per l’ennesima volta con quest’altra frase: «Due fotografi serbi documentano in un’istantanea l’uccisione di un uomo bosniaco da parte della polizia serba. Lo scatto fa il giro del mondo e viene premiato con il World press photo nel 1993».

 

maurizio belpietro[8]

In realtà, l’archivio ufficiale del World press photo attribuisce quell’immagine a un solo fotografo, Bojan Stojanovic, per la categoria «Spot news, singles». Il «World press photo of the Year 1993» andò invece a James Nachtwey. Del resto, come fanno «due fotografi» a scattare una foto? In senso stretto, non è possibile: lo scatto può azionarlo una sola persona.

 

Al massimo diventano coautori di una fotografia quando l’immagine nasce da un lavoro creativo comune: uno cura inquadratura e composizione; l’altro luci, posa, messa in scena. Difficile che tutto ciò potesse accadere per «un’istantanea», come scrive Belpietro, in zona di guerra. [12 agosto 2026]

 

• Virgola. Incipit di un editoriale firmato da Francesco Maria Del Vigo, vicedirettore del Giornale: «“Fa caldo, governo ladro!”, anzi “governo fascista!”». D’altronde, l’opposizione meteorologica, è un classico che affonda le proprie radici a metà dell’Ottocento». Complimenti per la virgola dopo «meteorologica» che separa il soggetto dal verbo. [18 agosto 2026]

 

GINO CECCHETTIN E GISELE PELICOT

• Doppioni. Titolo dal Corriere della Sera, pagina 21: «Gisèle Pelicot e Cecchettin: “Come evitare fatti atroci”». Titolo a pagina 30, stesso giorno: «Pelicot e Cecchettin: l’abbraccio contro la vergogna». Un po’ per uno non fa male a nessuno. [14 settembre 2026]

 

• Cene. Il vaticanista Francesco Capozza ricostruisce sul Tempo l’esito di due cene che, alla vigilia dell’ultimo conclave, si sarebbero svolte a Roma, «a Palazzo Rusticucci (con affaccio su via della Conciliazione), dove vive il potentissimo cardinale americano Raymond Leo Burke». Ospiti d’onore, con un gruppo di porporati conservatori, sarebbero stati: nella prima cena, il segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin; nella seconda, il cardinale Robert Francis Prevost.

 

Francesco Maria Del Vigo

«Durante le Congregazioni generali preparatorie quasi tutti i porporati, elettori e non, hanno preso parte a cene, pranzi e incontri riservati», specifica Capozza. «Diversi gruppetti di eminentissimi si sono ripetutamente attovagliati nelle trattorie di Borgo discutendo apertamente sul da farsi in Conclave tra una carbonara e un piatto di carciofi alla romana». Ne deduciamo che l’informatissimo vaticanista non ha mai letto Uomini e no di Elio Vittorini, altrimenti saprebbe che in italiano l’avverbio negativo olofrastico è solo no e quindi avrebbe scritto «elettori e no».

 

Ma soprattutto Capozza ci ha rivelato che in conclave il menu abituale è costituito da pasta alla carbonara e carciofi ripieni di aglio e mentuccia. Altrimenti avrebbe formulato la frase nel seguente modo: «Si sono ripetutamente attovagliati nelle trattorie di Borgo discutendo apertamente, tra una carbonara e un piatto di carciofi alla romana, sul da farsi in conclave». [21 agosto 2026]

 

PAOLO VALENTINO

• Consecutio. Ripasso della consecutio temporum. Sul Corriere della Sera, Paolo Valentino intervista l’ex premier Paolo Gentiloni e riporta la seguente risposta: «Non vorrei che chi vi si oppone sia passato dall’idea che a difenderci ci pensano gli americani a quella che ci penseranno i tedeschi».

 

Poiché il passaggio è presentato come anteriore rispetto al momento espresso da «vorrei», il trapassato congiuntivo era la scelta più rigorosa: «fosse passato», non «sia passato». [9 agosto 2026]

 

stefano lorenzetto

• Colta. Maurizio Schoepflin su Avvenire: «Tutt’oggi». Meglio «a tutt’oggi» o «ancor oggi». Più avanti: «Al termine di questa attenta analisi della filosofia di Kierkegaard, colta sia nella sua interezza che nelle sue diverse componenti, Wahl propone alcune riflessioni conclusive».

 

Senza l’indicazione dell’accento fonico, «colta» produce un eccellente esempio di anfibologia: se Schoepflin intende «còlta» – come crediamo – si riferisce alla filosofia di Kierkegaard; se «cólta» – come in genere s’intende in assenza di accento grafico – si riferisce invece all’analisi di Wahl. Che a un certo punto diventa «Jean Whal», anziché Wahl. [24 luglio 2026]

 

• Cocteau. Simona Buscaglia sulla Lettura del Corriere della Sera: «Essere genitori non è un mestiere facile, nessuno ha un manuale d’istruzione». Poiché non si parla di testi scolastici relativi all’istruzione bensì di manuali pratici, difficilmente costituiti da una sola istruzione, diremmo «manuale d’istruzioni».

 

Buscaglia scrive poi che Jean Cocteau «nel 1956 diresse, ad esempio, La Bella e la Bestia», ma il poliedrico poeta, drammaturgo e regista francese aveva girato la pellicola in questione 10 anni prima, nel 1946. [26 luglio 2026]

VERONICA GENTILIGIANNI DE MICHELIS

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