massimo giletti fedez lo stato delle cose

GILETTI IN BUONA FEDEZ – NON C’È STATA DIFFAMAZIONE NEI SERVIZI DI “LO STATO DELLE COSE” SUI RAPPORTI TRA FEDEZ, IL CAPO ULTRAS DELLA CURVA SUD DEL MILAN LUCA LUCCI, E ALCUNI AMBIENTI DELLA CRIMINALITÀ MILANESE. LO HA STABILITO IL TRIBUNALE DI MILANO, CHE HA DISPOSTO L’ARCHIVIAZIONE DEL PROCEDIMENTO NEI CONFRONTI DI MASSIMO GILETTI, MORENO PISTO ED ENRICO LUPINO, ACCOGLIENDO LA RICHIESTA DELLA PROCURA E RESPINGENDO L’OPPOSIZIONE PRESENTATA DAL RAPPER – FEDEZ AVEVA DENUNCIATO I TRE GIORNALISTI SOSTENENDO CHE AVESSERO LESO LA SUA REPUTAZIONE. MA IL GIUDICE HA RITENUTO CHE…

Estratto dell’articolo di Davide Maggio per www.davidemaggio.it

 

massimo giletti 1

Non c’è stata diffamazione nei servizi di Lo Stato delle Cose dedicati ai rapporti tra Fedez, Luca Lucci, capo ultras della Curva Sud del Milan, e alcuni ambienti della criminalità milanese. Lo ha stabilito il Tribunale di Milano, che ha disposto l’archiviazione del procedimento nei confronti di Massimo Giletti, Moreno Pisto ed Enrico Lupino, accogliendo la richiesta della Procura e respingendo l’opposizione presentata dal rapper.

 

Il decreto, firmato il 26 maggio 2026 dal giudice per le indagini preliminari Eliana Capursi, riguarda i contenuti trasmessi nelle puntate del 3, 17 e 24 marzo 2025 del programma di Rai 3. Al centro della vicenda, i servizi giornalistici che ricostruivano i rapporti tra Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, e Luca Lucci, anche attraverso intercettazioni telefoniche emerse nell’ambito di un procedimento penale a carico di quest’ultimo.

 

Fedez e Christian Rosiello

[...] Fedez aveva denunciato i tre giornalisti sostenendo che i servizi avessero leso la sua reputazione, associando la sua immagine a quella di soggetti coinvolti in gravi vicende criminali.

 

In particolare, il rapper contestava la ricostruzione dei suoi rapporti con Lucci, i riferimenti all’apertura di un franchising di barberie nella zona del Duomo, alla vendita di bevande all’interno dei chioschi dello stadio San Siro e all’acquisizione della discoteca Old Fashion. Nella prospettazione del querelante, i giornalisti avrebbero omesso di precisare che tali iniziative imprenditoriali non erano mai state concretizzate.

 

Un ulteriore elemento di contestazione riguardava i riferimenti al pestaggio del personal trainer Cristiano Iovino. Secondo Fedez, i servizi avrebbero lasciato intendere, attraverso allusioni e accostamenti, una sua vicinanza ad ambienti malavitosi, contribuendo a costruire un’immagine distorta della realtà.

 

[...] 

 

massimo giletti 2

Il Tribunale ha però respinto le contestazioni, ritenendo che i servizi rientrassero nel legittimo esercizio del diritto di cronaca.

 

Nelle motivazioni si legge che la condotta dei giornalisti, anche qualora si volesse ravvisare nei servizi la presenza di contenuti parzialmente diffamatori, risulterebbe comunque non punibile in virtù della scriminante prevista dall’articolo 51 del Codice penale.

 

luca lucci

Il giudice richiama i tre requisiti fondamentali individuati dalla giurisprudenza per il legittimo esercizio del diritto di cronaca: verità, pertinenza e continenza.

 

Quanto alla rilevanza pubblica della notizia, il Tribunale sottolinea il profilo del protagonista della vicenda, definito nel provvedimento un «noto cantautore, protagonista della scena musicale italiana, che vanta quasi quindici milioni di followers su Instagram».

 

IL BUTTAFUORI BLOCCA FEDEZ IN DISCOTECA PRIMA DEL PESTAGGIO DI CRISTIANO IOVINO

Anche il requisito della continenza espressiva viene ritenuto rispettato. Il giudice osserva che i servizi e il successivo dibattito in studio, pur caratterizzati da espressioni e considerazioni talvolta ingiuriose o lesive della reputazione del rapper, rimangono nell’ambito del diritto di cronaca.

 

La motivazione richiama inoltre la giurisprudenza secondo cui la scriminante può operare anche in presenza di termini corrosivi, purché non si traducano in espressioni gratuitamente denigratorie o sovrabbondanti rispetto allo scopo dell’informazione.

 

Particolarmente significativa è la valutazione del Tribunale sulla veridicità delle informazioni diffuse dal programma. Il giudice osserva che il nucleo essenziale della notizia riguardava l’esistenza di rapporti di natura economica tra Fedez e Luca Lucci e, più in generale, la vicinanza del rapper agli ambienti emersi nell’indagine della Procura di Milano denominata Doppia curva.

 

MASSIMO GILETTI

Secondo il decreto, i giornalisti hanno ricostruito tali rapporti facendo riferimento alle intercettazioni telefoniche contenute nel procedimento penale a carico di Lucci, riportando quindi «dei dati che ontologicamente corrispondono a verità».

 

Il Tribunale considera inoltre incontestabile l’esistenza di contatti tra i due finalizzati a intraprendere iniziative imprenditoriali.

 

E proprio su questo punto arriva un passaggio decisivo: il fatto che tali progetti non siano stati successivamente realizzati non compromette la veridicità del nucleo centrale dell’inchiesta.

 

moreno pisto

La mancata concretizzazione delle iniziative, secondo il giudice, rappresenta infatti un aspetto secondario rispetto alla notizia dell’esistenza di un rapporto amicale e professionale tra il rapper e il capo ultras.

 

Il provvedimento precisa inoltre che nel corso della trasmissione non sarebbe mai stato affermato che Fedez avesse sfruttato il «peso criminale» di Lucci per realizzare attività imprenditoriali insieme.

 

Il decreto affronta anche uno degli aspetti più delicati della vicenda: il linguaggio utilizzato nel corso delle trasmissioni. Il giudice riconosce esplicitamente che i servizi presentavano «un tono accattivante, volto ad invogliare lo spettatore medio a rimanere sintonizzato», accompagnato da «accostamenti suggestivi volti a creare un’aura di colpevolezza artificiale».

 

christian rosiello - FEDEZ - FOTO LAPRESSE

Una valutazione che, tuttavia, non determina una censura della condotta giornalistica. Ciò che rileva è che «la verità storica del fatto, nella sua essenza, appare rispettata».

 

In sostanza, il giudice distingue tra la modalità narrativa adottata dal programma, anche attraverso toni provocatori e accostamenti suggestivi, e la sostanza delle informazioni trasmesse, ritenuta conforme ai requisiti del diritto di cronaca.

 

Alla luce di queste considerazioni, il Tribunale ha ritenuto che non vi fossero elementi per sostenere l’accusa in giudizio. Respinta anche la richiesta di ulteriori indagini avanzata nell’opposizione all’archiviazione: secondo il giudice, gli approfondimenti suggeriti non avrebbero potuto modificare il quadro investigativo né aggiungere elementi rilevanti rispetto ai reati ipotizzati. [...]

pestaggio di cristiano iovino ultra milan luca lucci e christian rosiello

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!