GRAN BORDELLO RAI! – I GIORNALISTI DELLA REDAZIONE DI “REPORT” INDICONO LO STATO DI AGITAZIONE E MINACCIANO LO SCIOPERO, “PRESO ATTO DELLA DECISIONE ARBITRARIA DELL'AZIENDA DI SOSTITUIRE SIGFRIDO RANUCCI. SOSTENIAMO E CONDIVIDIAMO TUTTE LE RIVENDICAZIONI DEGLI INVIATI, CHE SONO PRONTI AD ABBANDONARE IL PROGRAMMA” – MERCOLEDI’ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, VEDRÀ LA REDAZIONE DI “REPORT”. E CI SARANNO ANCHE I DUE NUOVI CO-CONDUTTORI, GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI. SARÀ IL PRIMO FACCIA A FACCIA DOPO GIORNI DI VELENI E SPACCATURE – I VERTICI RAI SONO PRONTI A SOSTITUIRE I CRONISTI USCENTI SIA CON GIORNALISTI ESTERNI CHE CON INTERNI...
ASSEMBLEA DEI GIORNALISTI DI REPORT, 'STATO DI AGITAZIONE, PRONTI ALLO SCIOPERO'
SIGFRIDO RANUCCI CON I GIORNALISTI DI REPORT DOPO L'ATTENTATO SUBITO
(ANSA) - ROMA, 31 AGO - "I giornalisti interni della redazione di Report, preso atto della decisione arbitraria, non ancora motivata dell'Azienda, di sostituire Sigfrido Ranucci alla conduzione del programma, sostengono e condividono tutte le rivendicazioni espresse dal gruppo degli inviati, che hanno annunciato, in assenza di un ripensamento da parte della Rai, di essere pronti ad abbandonare il programma".
È quanto si legge in un documento dell'assemblea dei giornalisti di Report, che indice "lo stato di agitazione e si riserva di mettere in atto ulteriori iniziative di lotta democratica, compreso lo sciopero".
REPORT, CORSA CONTRO IL TEMPO PER LA NUOVA STAGIONE
Estratto dell’articolo di Vuola Giannoli per “la Repubblica”
SIGFRIDO RANUCCI DEPORT - DANIELE PIERVINCENZI GIULIA PRESUTTI
È la settimana decisiva per Report. Per il suo futuro, l'assetto della squadra e la data della messa in onda. Domani il direttore degli Approfondimenti Rai, Paolo Corsini, vedrà Bernando Iovene e Giulio Valesini, i due inviati storici del programma di Rai3 che hanno rifiutato la nomina a capi-autore, arrivata senza che nulla sapessero sul resto del team, a cominciare dai conduttori, Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, chiamati a guidare la trasmissione al posto dell'escluso Sigfrido Ranucci.
paolo corsini sigfrido ranucci commissione vigilanza rai foto lapresse
Il giorno dopo, mercoledì, Corsini riceverà l'intera redazione: inviati, videomaker, registi, montatori, capi-struttura, produttori. A quel tavolo ci saranno anche Presutti e Piervincenzi. Sarà il primo faccia a faccia dopo giorni di veleni, spaccature, accuse incrociate.
Solo allora si capirà davvero il destino di Report: chi resterà a bordo e chi lascerà. Le posizioni a oggi sono lontanissime: l'azienda decisa a tirare dritto, gli inviati convinti che «o la Rai torna indietro sulla scelta dei conduttori - una interna ma con poca esperienza, l'altro esterno - o noi ce ne andiamo in blocco».
Diciotto colleghi pronti a sbattere la porta, portando con sé le inchieste della nuova stagione a cui avevano cominciato a lavorare, seppur a rilento, dopo il pasticciaccio di Lavitola. Poco male, «sostituiremo chi va via», spiegano i vertici Rai. Convinti che alla fine non saranno in tanti a mollare. E che Report si farà lo stesso.
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Il debutto è previsto l'8 novembre. Se la trattativa con Corsini dovesse saltare, si aprirebbero due fronti: uno interno (portare in onda Report) e uno esterno (il destino dei fuggitivi). La Rai dovrebbe avviare il casting per la nuova squadra, riempiendo in fretta le caselle vuote. «Ci vogliono almeno tre mesi per realizzare le inchieste di Report, talvolta un anno», racconta una firma di punta, «e non si può confezionare una puntata alla volta». Da qui nasce l'ipotesi di uno slittamento. Ma fonti Rai spiegano: «Al momento non viene presa in considerazione».
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L'azienda è pronta a sostituire i cronisti uscenti sia con esterni che con interni. Ma, ragiona un inviato di peso, «i programmi di inchiesta di altre reti sono tutti in partenza tra settembre e ottobre e i colleghi già contrattualizzati». C'è chi suggerisce che si potrebbe pescare dai vincitori dell'ultimo concorso, assegnati ad altre sedi in giro per l'Italia.
La scelta di Daniele Piervincenzi ha aperto un precedente: lui stesso avrebbe dovuto prendere servizio a metà settembre a Napoli. I vincitori hanno però firmato un "nulla a pretendere" che li esclude da chiamate di diritto. Qualche nome potrebbero avanzarlo i due conduttori.
SIGFRIDO RANUCCI CON I GIORNALISTI DI REPORT DOPO L'ATTENTATO SUBITO
I senatori di Report, senza mosse significative che vadano incontro al loro piano "Report 2.0" — due capi-autore interni (Mondani e Iovene) e conduttori a rotazione (a cominciare da Mottola e Valesini) — , sanciranno lo strappo. E preparano conferenze stampa, mobilitazioni social, raccolte fondi.
Il modello a cui ispirarsi esiste già: Servizio pubblico, il programma di Michele Santoro sbarcato prima sul web e poi in tv quando la Rai decise di sospendere di Annozero. «Ci batteremo fino all'ultimo per fare Report in Rai, sul servizio pubblico — spiega a Repubblica Giulia Innocenzi — Ma se non sarà possibile, lo faremo altrove». Non potrà chiamarsi così: il marchio è Rai. «Attenti a non suicidarci — avverte però uno dei sessanta dubbiosi della redazione — Non aspettano altro».
ignazio la russa - cerimonia del ventaglio in senato - foto lapresse
Il 17 settembre il caso approderà in cda. All'ad, Giampaolo Rossi, i consiglieri di opposizione chiederanno di dimostrare il condizionamento dell'amicizia tra Ranucci e Lavitola su Report per fugare «il sospetto» che il siluramento del conduttore «sia avvenuto perché dava fastidio al centrodestra».
Uno dei colonnelli di FdI, il presidente del Senato Ignazio La Russa, ribatte a distanza: «Non ho mai chiesto la sostituzione di Ranucci, semmai andava abolita la metodologia di Report. Ho detto "tenetelo Ranucci" così di molte inchieste tutti capiranno che sono una bufala».
sigfrido ranucci giulia innocenzi puntata di splendida cornice del 30 ottobre 2025

