giorgio forattini ilaria cerrina feroni

“IN CASA LO CHIAMO ISTERIX” - ILARIA CERRINA FERONI RACCONTA LA SUA STORIA QUARANTENNALE (E LE LITI EPICHE) CON GIORGIO FORATTINI: "LE SUE VIGNETTE NON SONO PIACIUTE A D’ALEMA, A CRAXI, A CASELLI. COME LA PRENDEVA? LUI BENE, ERO IO A RIMANERCI MALE. DI GIORGIO HO SENTITO TANTE COSE INGIUSTE: UNA È CHE ERA VENALE, QUANDO SO PER CERTO DI TANTI SOLDI CHE HA PRESTATO. GLI DAVANO DEL FASCISTA, SOLO PERCHÉ NON ERA COMUNISTA” – IL FASCINO DI BERLUSCONI (“ERAVAMO A VENEZIA E SI OFFRÌ DI RIPORTARCI A MILANO IN ELICOTTERO, MA RIFIUTAI”) – “DOMANI DONIAMO IL SUO ARCHIVIO ALLA TRIENNALE DI MILANO”

Elvira Serra per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

GIORGIO FORATTINI ILARIA CERRINA FERONI

Giorgio Forattini e Ilaria Cerrina Feroni stanno insieme da quarant’anni e sono sposati da 26. Da sette vivono una nuova fase dell’amore, quella della dolcezza incondizionata, della purezza dei sentimenti: nel 2016, durante un intervento chirurgico, l’anestesia ha restituito lo storico vignettista di Repubblica , della Stampa e del Giornale a una innocenza tenera e spiritosa; i ricordi hanno lasciato il posto a una quotidianità semplice.

 

I nuovi riti sono il bacio sulla mano di Ilaria prima di mettersi a dormire, i «rintocchi» che le fa per accertarsi che ci sia sempre, «mi vuoi bene?» appesi a una risposta affermativa. Vivono circondati da libri e quadri in una casa di ringhiera che fu caserma di Radetzky, in zona Porta Venezia a Milano, con fichi e nespoli nel cortile condominiale, cachi, melograni, un ulivo e frutti rossi.

 

Giorgio, cosa le piace di più di sua moglie?

«La bellezza e l’allegria. Sono felice di stare con lei, mi sono sempre divertito molto.

È stato un colpo di fulmine».

 

FORATTINI VIGNETTE

Del divertimento, delle liti epiche, dei viaggi, dei regali, degli amici, di tutto quello che ha cementato questa elegante e bellissima coppia di 92 e 80 anni, continuiamo a parlare con Ilaria, memoria storica degli otto lustri volati in un soffio, come succede con le cose che rendono felici.

 

Si ricorda il vostro primo incontro?

«Certo, anche perché è l’unico anniversario che festeggiamo: il 13 dicembre 1983 a Venezia, all’Harry’s Bar. Arrivavo in ritardo da Milano e lui era già seduto a tavola con Giovanni Nuvoletti, Giampaolo Pansa e una collega della Stampa . Giorgio avrebbe dovuto presentare un libro nel pomeriggio e io ero la responsabile dell’ufficio stampa Mondadori, con cui pubblicava».

GIORGIO FORATTINI ILARIA CERRINA FERONI 55

 

Davvero colpo di fulmine?

«Sì. Non capivo perché mi sentissi così emozionata. Mi colpirono gli occhi celestissimi. Era carino con tutti, in particolare con i camerieri. Semplice, timido, educato».

 

La storia cominciò subito?

«Lui stava chiudendo con Samaritana Rattazzi. Per fortuna lei si innamorò di un altro!».

 

(…)

E come faceva lui a mandare le vignette?

«Certe volte era in ferie. Altre lo salvava il fax. Per anni siamo andati d’estate in Sardegna, in una struttura molto semplice di fronte all’isola di Caprera, si chiamava Li Capanni. Un paradiso: gli avevano messo a disposizione un fax personale. Purtroppo poi Peter Gabriel lo ha comprato e non siamo più tornati».

 

 

(…)

E lei non protestava?

«Non protestavo? Qui a Milano quando si è liberato l’appartamento accanto l’ho comprato e ce l’ho spedito!».

GIORGIO FORATTINI ILARIA CERRINA FERONI

Condividevate la passione per la pittura: avete anche seguito un corso insieme.

«Sì, a Parigi. Una volta dovevamo replicare un autoritratto di Delacroix e mentre dipingevo mi accorsi che dietro di lui si era formato un capannello di persone che ridevano: gli aveva fatto una caricatura, era più forte di lui».

 

Avete ancora casa a Parigi?

«No, l’abbiamo venduta durante il Covid, ormai ci andavamo pochissimo. Però ci abbiamo trascorso 25 anni, mi sentivo prigioniera politica!

Giorgio voleva andare sempre negli stessi ristoranti, negli stessi mercatini di antiquariato, era molto abitudinario».

 

In Francia vi siete anche sposati.

«Sì, il 20 settembre del 1997 al Consolato italiano, che era un ex casino. I suoi testimoni erano Renzo Piano, Giancarlo Giannini, Umberto Veronesi e Salvatore Accardo. Le mie Emanuela Properzi e Nicoletta Prinetti Castelletti. Arrivai in auto con i miei figli, perché gli sposi non si dovevano vedere prima: peccato che lui non ci fosse, perché il pullmino che avevo noleggiato per trasportare gli ospiti, una quindicina in tutto, non conosceva la strada. E mica c’erano i cellulari come ora, che ti fanno da mappa».

 

FORATTINI VIGNETTA D ALEMA

Era vestita di bianco?

«No, indossavo un bellissimo Versace arancione che mi aveva regalato Giorgio. È sempre stato molto generoso. Mi ha regalato tanti gioielli, che però sono in banca, io indosso solo le perle: finalmente quando ho compiuto 70 anni lo ha capito. Dopo le nozze andammo a casa nostra e la sera continuammo i festeggiamenti con cena e balli a casa di Renzo Piano».

 

Amico di sempre.

«Abbiamo girato mezza Europa per assistere alle inaugurazioni dei suoi progetti. Siamo stati anche alla Casa Bianca quando ricevette il Pritzker e gli inquilini erano Bill e Hillary Clinton. Lei mi fece un’ottima impressione, il suo discorso fu impeccabile; lui mi colpì meno. Ci fecero fare il tour nello Studio ovale».

 

Liti epiche?

«Sempre prima dell’uscita dei suoi libri».

giulio andreotti mostra una vignetta di giorgio forattini su di lui

Ma sono stati tantissimi!

«Infatti lo chiamavo Isterix».

E lui come la chiamava? «Ciuciu, ancora adesso».

 

Giorgio Forattini è stato querelato più volte. Le sue vignette non sono piaciute a D’Alema, a Craxi, a Caselli, a Orlando. Come la prendeva?

«Lui bene, ero io a rimanerci male. Di Giorgio ho sentito tante cose ingiuste: una è che era venale, quando so per certo di tanti soldi che ha prestato e che non sono mai tornati indietro. Gli davano del fascista, semplicemente perché non era comunista. Una volta presi da parte Oreste Del Buono: “Tu puoi dire quello che vuoi su Giorgio, ma dopo averlo conosciuto”.Organizzai una cena e cambiò idea».

FORATTINI

 

E con Eugenio Scalfari com’era il rapporto?

«A Scalfari Giorgio piaceva proprio fisicamente, lo trovava elegantissimo. Conservo il loro epistolario, è bellissimo. Scritto in un italiano meraviglioso: questo puoi farlo, questo non puoi farlo. Giorgio faceva sempre come voleva lui».

Di Berlusconi subì il fascino.

«Lo stimava. Però io mantenni le distanze. Una volta a Venezia per il Campiello si offrì di riportarci a Milano in elicottero, ma rifiutai».

 

Le ha mai fatto una caricatura?

«Sì, mio malgrado, perché mi ha fatta bruttissima: nei libretti sociali o nelle brochure che faceva per le banche. Ma tanto anche se mi opponevo non mi dava retta».

 

GIORGIO FORATTINI

Domani pomeriggio donerà il suo archivio alla Triennale di Milano. Un’iniziativa del presidente Stefano Boeri. «L’archivio di Giorgio comprende circa diecimila vignette e sarà utilizzato anche con le scuole. Per questa cerimonia ci saranno i nostri amici cari: Renzo, Accardo, Giancarlo Giannini, Antonio Ricci, Montezemolo e tanti altri. Si collegherà in video perfino Fiorello. Sarà bello vederli tutti intorno a lui».

vignetta di giorgio forattini su giulio andreottiGIORGIO FORATTINIforattini nell auto con la multa 3giorgio forattini 5giorgio forattini 4la vignetta di giorgio forattini su dalema e berlusconigiorgio forattini 6giorgio forattini e sandro pertinigiorgio forattini e eugenio scalfari ai tempi della fondazione di repubblicaFORATTINI FANFANIvignetta di giorgio forattini su giulio andreotti 4playboy ita gen 1983 spadolini by giorgio forattinigiorgio forattini e eugenio scalfarigiorgio forattini e gianni agnellivignetta di giorgio forattini su giulio andreotti 2giorgio napolitano e giorgio forattinivignetta di giorgio forattini su giulio andreotti 8

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