CHE LIVORE A LARGO FOCHETTI: APRONO IL FUOCO CONTRO JOHN ELKANN! L’AVANZO DI SOVIET DEL CDR DI "REPUBBLICA", IN CUI FA LA VOCE GROSSA IL SINISTRELLO MATTEO PUCCIARELLI (SOGNA UNA CANDIDATURA CON AVS?), SI INCAZZA PER L’INTERVISTA ALL’EX EDITORE DEL GRUPPO GEDI CHE PARLA DELLA SCUOLA RICOSTRUITA AD AMATRICE DOPO IL TERREMOTO GRAZIE A UNA DONAZIONE DI FERRARI - IL DURISSIMO COMUNICATO DEL CDR: “SENZA ENTRARE NEL MERITO DELLE SUE PAROLE, QUELLE DI UN MILIARDARIO CHE DELOCALIZZA FABBRICHE E AL CONTEMPO PARLA DI "SCUOLA PUBBLICA", DA LUI CI ASPETTIAMO BEN ALTRE DELUCIDAZIONI: SULLA DISMISSIONE DEL GRUPPO STELLANTIS IN PRIMIS, SULLA DEMOLIZIONE SCIENTIFICA DEL GRUPPO EDITORIALE GEDI…”
1 - COMUNICATO DEL CDR
Sulle pagine di oggi trovate su Repubblica un'intera pagina di intervista al nostro precedente editore, John Elkann. Riteniamo questa scelta inopportuna e controproducente, specie dopo la difficile vertenza che abbiamo vissuto con la sua proprietà.
Senza entrare nel merito delle sue parole, quelle di un miliardario che delocalizza fabbriche e al contempo parla di "scuola pubblica", da lui ci aspettiamo ben altre delucidazioni: sulla dismissione del gruppo Stellantis in primis, sulla demolizione scientifica del gruppo editoriale Gedi, sulle poco edificanti vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto.
Queste sarebbero le risposte che il giornalismo di Repubblica pretende, con i fatti e con le inchieste, e questi sono i contenuti che le lettrici e i lettori del nostro giornale si attendono.
Ricordiamo stavolta pubblicamente cosa abbiamo chiesto mesi fa, in maniera privata ma ufficiale, alla nuova proprietà, rispetto ai rapporti tra il nuovo corso del giornale e le aziende di proprietà di Exor: «Serve una rinnovata capacità di dettare l'agenda politica ed economica del Paese, anziché subirla: più notizie scomode per il potere, più inchieste, più coraggio nel prendere posizione in coerenza con la propria storia progressista.
La discontinuità, per essere chiari, deve riguardare anche il modo in cui raccontiamo gli affari – se così si possono chiamare - del precedente editore. E in generale le vicende dell'economia e del potere finanziario». Questa è l'occasione per ribadire questo concetto fondamentale per noi e per la nostra credibilità.
Il Cdr.
2 - JOHN ELKANN - ELKANN “L’INTEGRAZIONE SI COSTRUISCE TRA I BANCHI”
Beniamino Pagliaro per “la Repubblica”
«La conoscenza è il primo investimento sul futuro. È il patrimonio che una società costruisce attraverso la scuola, l'educazione che nasce nelle famiglie e l'istruzione che accompagna ogni persona lungo tutta la vita».
John Elkann sceglie di partire da qui – in un'intervista a Repubblica – alla vigilia del sessantesimo anniversario della Fondazione Agnelli che presiede dal 2018, mettendo la scuola al centro di tutto: «Il presidente Mattarella ci ha ricordato che "la scuola prepara il futuro, tessendo insieme conoscenze e creatività, cultura e dialogo tra le persone". Anche io sono profondamente convinto che offrire ai giovani le migliori opportunità per imparare significa dare loro la possibilità di costruire il proprio futuro e, insieme, quello del Paese».
Lunedì scorso Elkann era ad Amatrice, a fianco del Capo dello Stato, perché la scuola in cui è stato inaugurato l'anno scolastico porta dal 2019 il nome di Sergio Marchionne, ed è stata ricostruita dopo il terremoto grazie a una donazione di Ferrari.
john elkann - sergio mattarella ferrari luce
Le scuole vanno prima costruite e poi riempite di conoscenza e progetti. Ma Elkann mette al centro il ruolo degli insegnanti, di chi fa la scuola in Italia: «La Fondazione Agnelli studia a fondo la scuola pubblica italiana e ne promuove l'innovazione, per ridurre le disuguaglianze educative e sviluppare il talento dei ragazzi. In questo sistema, gli insegnanti e i dirigenti scolastici sono la componente fondamentale: partecipi, motivati e pronti a innovare spesso più di quanto non venga loro riconosciuto. E quello che più mi ha colpito ad Amatrice è vedere la passione genuina di chi ogni giorno mette cuore e testa nell'accompagnare i ragazzi a diventare adulti».
Una scuola nuova è sempre una festa, ma con la coperta corta della spesa pubblica, come si fa a gestire la vita di ogni giorno?
«In effetti come famiglia abbiamo investito molto sull'edilizia scolastica: negli ultimi trent'anni, tra le attività delle nostre fondazioni e delle nostre società – e anche grazie al contributo di tante persone – abbiamo costruito o ricostruito trenta scuole solo in Italia. Ma poi viene tutto il resto: anche ad Amatrice, come per altre scuole, abbiamo voluto mantenere un rapporto di collaborazione permanente e sviluppare progetti originali. Qui ad esempio, con Ferrari, portiamo il nostro progetto Scintillab che avvicina gli studenti delle elementari alle materie scientifiche rendendole più coinvolgenti».
Perché puntare proprio sulle scienze?
«La scienza ti obbliga a farti domande sulle cause dei fenomeni e a verificare le spiegazioni. Mai come oggi è importante che i ragazzi apprendano il metodo scientifico per affrontare le grandi trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali. Per questo proponiamo agli insegnanti di realizzare in classe esperimenti e dimostrazioni pratiche che rendono interessanti e divertenti materie spesso ostiche come la matematica e la fisica. Le materie Stem saranno peraltro al centro dell'evento con cui festeggeremo i nostri 60 anni, dove avrà un ruolo di primo piano Fabiola Gianotti, la scienziata italiana più famosa al mondo e da poco entrata nel Cda della Fondazione Agnelli».
Il vostro Eduscopio talvolta fa discutere, perché come tutte le classifiche, produce competizione. Funziona o può essere pericolosa?
«Il portale Eduscopio.it è probabilmente il nostro progetto più noto: oggi viene utilizzato da sei famiglie italiane su dieci per compiere delle scelte informate sul futuro dei propri ragazzi dopo le medie. Funziona, perché aiuta insegnanti e dirigenti a migliorare.
john e lavinia elkann new york
Chi fa meglio, spinge altri a far meglio, non è a somma zero».
In questi giorni la scuola, spesso assente dal dibattito pubblico, è invece terreno di scontro per la proposta sul tetto di alunni stranieri. Cosa dice il vostro lavoro sul terreno dell'integrazione?
«La nostra esperienza pratica dice che l'integrazione si costruisce nella vita quotidiana della scuola, dando a bambini e insegnanti gli strumenti per conoscersi e imparare insieme. In una scuola dell'infanzia di Torino, frequentata da bambini di cinquanta nazionalità, abbiamo lavorato con la musica: suonare insieme permette loro di entrare in relazione anche quando non condividono ancora una lingua. Abbiamo creato anche un programma ad hoc per studenti stranieri, "Italiano per studiare", perché saper conversare non significa necessariamente saper leggere un libro di testo».
Un fronte importante di ricerca della Fondazione Agnelli si è concentrato sulla fascia 0-6 anni. Cosa registra questo studio?
«Sappiamo che frequentare un nido o una scuola d'infanzia migliora la crescita e la socialità dei bambini. Ma in Italia accade ancora troppo poco: nella fascia 0-3 anni, solo 35 bambini su 100 vanno al nido, contro i 58 della Francia e i 55 della Spagna. C'è il nodo della disponibilità dei posti negli asili-nido, ma purtroppo c'è talvolta anche un elemento culturale che frena: troppo spesso c'è l'idea che se il bambino rimane in famiglia è meglio. I dati dicono il contrario».
Oggi anche nella scuola c'è un dibattito, sia pure sotto traccia in Italia, sull'intelligenza artificiale. La Khan Academy sostiene che un tutor IA individuale potrebbe rendere accessibile a tutti ciò che possono permettersi pochi. Ma molti frenano e l'Unesco suggerisce di non esporre fino ai 13 anni all'IA generativa. Come si può affrontare l'evoluzione in modo ragionevole?
«L'intelligenza artificiale è uno strumento e il potenziale è alto. Novantuno studenti su 100 la usano abitualmente. Vedo, per esempio, che i miei figli la usano sia per studiare che per giocare. In questo contesto, la missione della scuola e il ruolo degli insegnanti diventano ancora più importanti per continuare a formare ragazze e ragazzi capaci di giudizio e di spirito critico».
gianni agnelli john elkann
john elkann a 20 anni
roberto vannacci con maglietta grazie pucciarelli grazie la repubblica






