EDITORIA IN ALLEGRIA – COME DAGOANNUNCIATO MATTEO ARPE STA METTENDO LE MANI SUL “FOGLIO” E PUNTA AD AVERE IL 40% INVESTENDO 2 MILIONI – SARÀ DELLA PARTITA ANCHE L’IMMOBILIARISTA VALTER MAINETTI (GRUPPO SORGENTE)

Camilla Conti per “Il Fatto Quotidiano”

 

Con l’Unità è andata male. E allora Matteo Arpe, banchiere col pallino dell’editoria, ha cambiato bersaglio mettendo nel mirino il Foglio creato da Giuliano Ferrara. L’operazione non è stata ancora chiusa, ma secondo indiscrezioni raccolte dal Fatto Quotidiano, dovrebbe essere messa in pista attraverso un aumento di capitale che verrà sottoscritto in parte dal fondo Sator di Arpe con un investimento di 2 milioni e in parte da Valter Mainetti, fondatore del gruppo Sorgente attivo nella finanza immobiliare e – pare – sponsorizzato dallo stesso Ferrara.

Matteo Arpe Matteo Arpe

 

Ciascuno alla fine si ritroverà con in mano circa il 40% della società che edita il Foglio. A uscire dall’azionariato della Foglio Edizioni srl, società a cui fa capo la titolarità del dominio ilfoglio. it e del giornale dovrebbero essere quasi sicuramente la Pbf srl di Paolo Berlusconi (oggi al 48%) e l’ex coordinatore del Pdl, Denis Verdini (al 21,4%). Così come sono destinati a sparire o comunque a perdere peso, L'Unione Editoriale (casa editrice dell'Unione Sarda), l'editore Diana Zuncheddu e lo stampatore Michele Colasanto.

 

Il fondatore Ferrara, che da gennaio ha lasciato la direzione nelle mani di Claudio Cerasa, resterebbe invece azionista con una piccola quota (oggi ha il 14,28%). Chi esce non prende soldi che verranno immessi dai nuovi soci con la ricapitalizzazione: i vecchi azionisti non vengono remunerati perché il capitale sociale verrà abbattuto. Quanto alle strategie editoriali, si prevedono in futuro forti sinergie con gli altri asset di Arpe che ha già in “pancia” News 3.0, la società editrice a cui fanno capo lettera43. it , una decina di siti verticali di economia e lifestyle oltreché il portale femminile lettera - donna.it e il neonato mensile Lettera 43 Cult , pensato per i tablet.

MATTEO ARPE MATTEO ARPE

 

Non solo. News 3.0, di cui è azionista insieme al banchiere anche il direttore di Lettera 43 Paolo Madron (co-autore degli ultimi due libri di Luigi Bisignani), ha annunciato di aver firmato una lettera di intenti con l’editore della testata Pagina99, che ha terminato le pubblicazioni a gennaio, “allo scopo di studiarne il rilancio”. Se l’acquisto del Foglio andrà in porto, quindi, potrebbero essere riunite sotto il cappello di una holding editoriale le varie testate, sia digitali sia cartacee. Nascerebbe così un piccolo polo da oltre 7 milioni di euro di fatturato.

walter mainettiwalter mainetti

 

Per il momento non sono previsti cambi alla direzione, ora guidata da Cerasa, ma è prevedibile che i nuovi editori vorranno allargare il target dei lettori allontanandosi un po’ dal profilo marcatamente filo-renziano del giornale. Di certo, andranno rimessi in pista i conti: il quotidiano politico fondato nel 1996 ha chiuso in rosso il 2013 per oltre 658 mila euro obbligando i soci ad aprire le tasche per coprire il buco.

 

paolo isotta giuliano ferrarapaolo isotta giuliano ferrara

Nel 2014 il fatturato è aumentato da 4,05 a 5,3 milioni di euro ma con un margine operativo lordo in calo da 370 mila a 206 mila euro. E comprendendo i contributi di Stato incassati dalla testata dell’“Elefantino” Ferrara. Dal 1997, anno in cui il Foglio ha cominciato a riscuotere i contributi pubblici per l’editoria, è costato ai contribuenti 50 milioni 899 mila euro. Oggi gli aiuti pubblici languono, i lettori scendono e anche la famiglia Berlusconi è stanca di staccare assegni. È ora di voltare pagina, pardon Foglio, con nuovi editori.

denis verdinidenis verdinipaolo berlusconipaolo berlusconi

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…