giampiero mughini 4

LA VERSIONE DI MUGHINI - "ALL’UNIVERSITÀ NON HO IMPARATO NULLA DI CIÒ CHE MI PREME, LA STORIA E LA CULTURA DEL NOVECENTO, IL DESIGN, L’ARTE MODERNA, LE AVANGUARDIE, IL CINEMA, L’EROTISMO, LA FOTOGRAFIA. TUTTO QUESTO L’HO IMPARATO DA SOLO – NON È VERO CHE UNO VALE UNO, COME SOSTENEVANO QUELLE NULLITÀ DEI 5STELLE. C’È CHI VALE MILLE COME GIUSEPPE PREZZOLINI E CHI NON VALE UNO MA SOTTOZERO, COME IL CASO DELL’IMPIEGATA DELL’AMMINISTRAZIONE UNIVERSITARIA DELLA SAPIENZA CHE IL GIORNO DELLA MIA LAUREA…"

Giampiero Mughini per Dagospia

 

GIAMPIERO MUGHINI 4

Caro Dago, succede che un’università italiana mi chieda una piccola prestazione professionale. Al che io chiedo una piccola retribuzione, roba da colf pagata a ore. Nessun problema. Al che comincia il supplizio. Sotto forma di una quantità inverosimile di moduli che debbo riempire dove scrivere che sono italiano, che sono nato a Catania, che sono ancora in vita. Nessun problema.

 

mughini

Ci metto lo stesso tempo che ci metterei a scrivere un gran bell’articolo ma lo faccio coscienziosamente. Al che mi arriva la richiesta di presentare un curriculum professionale e qui davvero mi incazzo, e rispondo che se è per questo possono stampare la voce che mi riguarda su Wikipedia, dov’è accuratissima la lista dei titoli corrispondenti ai 33 libri che ho scritto.

 

C’è niente da fare, i miei rapporti con l’università in quanto istituzione sono stati e resteranno procellosi. Ho giurato che non ci avrei più messo piede il giorno della mia laurea (110 e lode) in Lingue e letterature moderne, specializzazione francese. Una laurea di cui sapevo che mi ci sarei pulito le scarpe (non ho mai avuto il diploma di laurea). Lo facevo per mio padre, che da ragazzo i soldi per studiare all’università non li aveva avuti e che viveva come una sorta di riscatto le lauree di mio fratello Lanfranco (un fuoriclasse in fatto di laurea e innumerevoli docenze), di mio fratello Beppe (una laurea brillantissima) e adesso la mia.

 

GIAMPIERO MUGHINI

Papà era venuto in aereo da Catania per assistere alla mia laurea alla Sapienza di Roma. E dunque quando, a pochi minuti dell’inizio della seduta, arrivò qualcuno che mi disse che ero richiesto in Amministrazione, mio padre impallidì. Temeva un intoppo. Mi precipitai in amministrazione dove trovai una signora seduta a un tavolo che aveva innanzi a sé un enorme registro e che, indicando la pagina sinistra del registro, mi disse testualmente: “Ma com’è che lei, iscritto alla facoltà di Legge di Catania vorrebbe laurearsi oggi in Lingue e letterature moderne all’Università di Roma?”. Per quanto rimanessi allibito, era tutto vero.

 

mughini

C’era stato un tempo della mia vita in cui ero stato iscritto alla facoltà di Legge di Catania e c’era stato un tempo successivo in cui ero stato iscritto a Lingue e letterature moderne per poi trasferirmi all’Università di Roma. E del resto tutto questo era indicato correttissimamente nella pagina di destra del registro, e lo vidi subito e lo indicai all’idiota che mi stava seduta di fronte. Naturalmente non è vero nulla che uno vale uno, come sostenevano quelle nullità che rispondono al nome di 5Stelle. C’è chi non vale uno ma sottozero, come il caso di quell’impiegata dell’amministrazione universitaria della Sapienza, e c’è chi vale cento o mille come Giuseppe Prezzolini e Piero Gobetti.

 

prezzolini

A parte questo episodio surreale, al liceo io non ho imparato nulla di nulla e all’università neppure un decimo di quello che so e di cui mi vanto. Al liceo l’unico professore per me importante fu il professor Montalto, il professore di ginnastica che mi insegnò i movimenti di base alle parallele, e il professor Librando, il professore di Storia dell’arte che dimenticava immancabilmente il registro a casa e che anziché fare lezione ci raccontava (benissimo) il film che aveva visto la sera prima e noi lo ascoltavamo in un religioso silenzio.

luigi di maio

 

All’università e, a parte le lezioni del grandissimo professore Giuseppe Giarrizzo (un fuoriclasse), la situazione delle facoltà umanistiche era cupa dal mio punto di vista prima che arrivasse il professore di Storia e letteratura italiana, il mio amico e maestro Carlo Muscetta. La Facoltà era dominata dal professore di Letteratura greca e noi, iscritti a Lingue e letterature moderne, avremmo dovuto fare non ricordo più quanti esami a studiare i verbi irregolari greci.

 

GIAMPIERO MUGHINImughini e la donna creo' l'uomo

L’esame di Letteratura italiana moderna ci era precluso, non rientrava nel progetto di laurea. Io lo feci, presi trenta e lode, e cominciai a gridare come un ossesso in amministrazione finché non me lo convalidarono. All’università non ho imparato nulla di ciò che mi preme, la storia e la cultura del Novecento, il design, l’arte moderna, le avanguardie, il cinema, l’erotismo, la fotografia. Nulla di nulla. Tutto questo l’ho imparato da solo, seduto al tavolo della mia scrivania e dopo aver destinato all’acquisto dei libri il 100 per cento della più che buona paghetta mensile che mi pagava papà. Altro che l’istituzione universitaria.

GIAMPIERO MUGHINI

 

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