bud cort e hal ashby - harold e maude

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI – SE NE VA A 77 ANNI BUD CORT, IL GENIALE PROTAGONISTA ASPIRANTE SUICIDA DI “HAROLD E MAUDE”, ASSIEME A RUTH GORDON, E ASSASSINO DI CATTIVI IN “ANCHE GLI ANGELI UCCIDONO” DI ROBERT ALTMAN – LUNGO, ALLAMPANATO, MAGRISSIMO, CON OCCHIALINI TONDI FISSI SUL NASO, È STATO ATTIVISSIMO IN TANTI ALTRI FILM DELLA NEW HOLLYWOOD A CAVALLO TRA IL 1968 E I PRIMI ANNI ’70, DA “M*A*S*H” A “FRAGOLE E SANGUE” – UNA VOLTA INCONTRÒ IL SUO IDOLO, GROUCHO MARX, CERCÒ DI SALUTARLO, MA GLI CHIUSE LA PORTA DEL TAXI IN FACCIA, PER POI DIRGLI “SCUSI, PENSAVO FOSSE CHARLES MANSON” – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

Bud Cort

Se ne va Bud Cort, 77 anni, il geniale protagonista aspirante suicida di “Harold e Maude” di Hal Ashby assieme a Ruth Gordon, e assassino di cattivi in “Anche gli angeli uccidono” di Robert Altman, attivissimo in tanti altri film della New Hollywood a cavallo tra il 1968 e i primi anni ’70, “M*A*S*H”, di Robert Altman, “Sweet Charity” di Bob Fosse, “Fragole e sangue” di Stuart Hagmann, “The Traveling Executioner” di Jack Smight, soprattutto “Ga-s-s-s”, di Roger Corman.

 

Lungo, allampanato, magrissimo, con occhialini tondi fissi sul naso, ha interpretato l’adorabile, svitato ragazzino nerd che trova nell’Harold di “Harold e Maude” e nel folle Brewster McCloud del film omonimo, da noi malamente tradotto con “Anche gli uccelli uccidono”, i ruoli di una vita. 

 

Bud Cort e Hal Ashby - Harold e Maude

Quando Hal Ashby gli chiese chi voleva come vecchia partner ideale nel ruolo di Maude disse “Greta Garbo!”. Divenne amico però di Ruth Gordon, con la quale danno vita a una curiosa storia d’amore tra una freak ottantenne (ma ne aveva solo 75) e un “kid zombie” di 19 anni (ma ne aveva 22), come di Orson Welles e di Sally Kellerman.

 

Una volta incontrò il suo idolo, Groucho Marx, cercò di salutarlo, ma gli chiuse la porta del taxi in faccia, per poi dirgli “Scusi, pensavo fosse Charles Manson”. Nell’ultima parte della sua carriera pur amato da tanti registi importanti, da Wim Wenders a Wes Anderson, che lo vollero in “The Million Dollar Hotel” e “Le avventure acquatiche di Steve Zissou”, non seppe rinnovarsi negli anni successivi, a causa anche di un brutto incidente d’auto che lo massacrò nel 1979.

 

Bud Cort

Lo troviamo sparso in qua e là nel cinema americano, un po’ l’ombra di se stesso, diventato più un’icona che un attore da affidargli un vero ruolo. Nato nel 1948 a New Rochelle come Walter Edward Cox, nipote di tre nonni pescatori scomparsi in mare, di un padre direttore di banda musicale e di una madre che si vantava di aver rifiutato la corte di Clark Gable (sarà vero?...), prima studia arte, poi recitazione a New York con Stella Adler.

 

Si muove nei teatrini di New York in commedie di nicchia come “Oedipus Wrecks” e “Jimmy Paradise”, e da stand-up comedian assieme a Judy Engles. E’ lì che lo vede Robert Altman e lo vuole per “M*A*S*H”, il suo primo vero grande successo. “Ero davvero spaventato in quel film. Non riuscivo a vedermi in guerra”, disse.

 

Bud Cort

Nel cinema ha un ruolo minore, di studente nel bellissimo “Su per la discesa” di Robert Mulligan professoressa in una classe difficile nel 1967, poi in “Sweet Charity” di Bob Fosse. Ma è Robert Altman a farne, assieme a Sally Kellerman, Shelley Duvall, Elliot Gould una piccola star della New Hollywood.

 

“Adoravo Robert Altman”, dirà. “Anche se abbiamo fatto solo M*A*S*H * (1970) e Anche gli uccelli uccidono (1970), mi offrì I compari (1971) e dovetti rifiutare per fare Harold e Maude (1971). Ma non mi sono mai stancata di lavorare sotto il suo comando supremo e la sua immaginazione”.

 

Tra il 1970 e il 1971 diventa infatti un attore di punta prima del cinema di Altman poi di quello di Hal Ashby grazie a “Harold e Maude”, che deve molto alla presenza di Ruth Gordon e alla sceneggiatura perfetta di Colin Higgins che allora aveva solo 28 anni e vedeva il soggetto come una black comedy con un gap generazionale. ”Abbiamo girato ogni singola parola contenuta in quella sceneggiatura. Non c'è stata improvvisazione... Ma per rendere bene il ruolo, ho dovuto viverlo davvero. Ci sono stati momenti difficili, ma Hal Ashby è stato un regista così amorevole”.

 

Bud Cort e Hal Ashby - Harold e Maude

Gira un po’ di tutto, da “Fragole e sangue” di Stuart Hagmann con Elliot Gould a “”Ga-s-s-s” di Roger Corman, scritto da George Armitage, assieme a Talia Shire, un film pacifista che venne massacrato di tagli. Nel 1975 viene in Italia a girare un poliziottesco davvero poco noto, “Roma drogata – La polizia non può intervenire” di Lucio Marcaccini dove è protagonista, con barba e capelli lunghi, come tossico della Roma del tempo, e recita assieme a Marcel Bozzuffi, Maurizio Arena e la mitica Rossella Orr. Chissà come ci sarà capitato?

 

Bud Cort

Negli anni ’80, dopo il brutto incidente d’auto che quasi lo sfigurò, gira un po’ di tutto, ma sempre ruoli minori. “Maria’s Lovers” di Andrei Konchalovsky con Nastassja Kinski, “Invaders” di Tobe Hooper, “Heat” di Michael Mann, “Dogma” di Kevin Smith, dove non pronuncia una parola, Pollock” di Ed Harris. Viene omaggiato da Wim Wenders in “The Million Dollar Hotel” e da Wes Anderson in “Le avventure acquatiche di Steve Zissou”, dove ha un ruolo più consistente.

 

Nelle interviste recenti ha buone parole per tutti i suoi registi. “Robert Dornhelm è un regista fantastico. Di recente ho interpretato un ruolo non accreditato per Joel Schumacher in Number 23 (2007) con Jim Carrey. Sono rimasta affascinata dalla gentilezza e dalla rilassatezza di Joel sul set, eppure il suo sguardo era costantemente concentrato come un'aquila.

 

Bud Cort

Wes Anderson è un viaggio. È un pianeta a sé, un vero artista; penso solo che abbia così tanta grandezza da dare. Il suo potenziale è enorme e scintillante, proprio come il suo favoloso loft newyorkese”. Se ne va in punta di piedi, divertente, sorprendente, come ha vissuto. “Non voglio nessuna retrospettiva” disse in un’intervista.

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