tim curry - the rocky horror picture show

CHE PALLE: ORA ANCHE "THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW" È CONSIDERATO UN FILM TRANSMISOGINO! - DOPO LA MORTE DI TIM CURRY, CHE INTERPRETÒ IL PROTAGONISTA TRANS "FRANK-N-FURTER", VIENE RIMESSO IN DISCUSSIONE IL MESSAGGIO DI UNO DEI FILM SIMBOLO DELLA LIBERTÀ SESSUALE (FAMOSA LA FRASE DI PRONUNCIATA DA CURRY: "NON SOGNATELO, SIATELO") - SECONDO ALCUNI, LA RAPPRESENTAZIONE DI "FRANK-N-FURTER" COME VIOLENTO E SENZA SCRUPOLI METTE IN CATTIVA LUCE LE PERSONE TRANS, MA IL SENSO DEL FILM È UN ALTRO: METTE IN MOSTRA L'IPOCRISIA DI ALCUNI ETERO-TIMORATI CHE, SOTTO SOTTO SOGNANO LA TRASGRESSIONE E CELEBRA IL SESSO LIBERO - VIDEO

 

Emanuela Longo per www.gay.it

 

Tim Curry - The Rocky Horror Picture Show - 3

La morte di Tim Curry, scomparso a 80 anni, ha riportato al centro dell’attenzione The Rocky Horror Picture Show e il suo posto nella cultura queer. Accanto agli omaggi all’attore, sono riemerse le critiche alla rappresentazione delle persone transfemminili nel film del 1975, considerato da decenni un simbolo di liberazione, ma contestato per gli stereotipi legati all’identità di genere.

 

Un confronto nel quale è necessario distinguere tra l’interprete, il personaggio e l’eredità dell’opera. Roberta Parigiani, portavoce del MIT – Movimento Identità Trans, ha condiviso nelle sue storie Instagram un lungo intervento pubblicato dall’account themystictsunade_.

 

Tim Curry - The Rocky Horror Picture Show - 2

Il testo contesta la celebrazione quasi unanime di The Rocky Horror Picture Show, sostenendo che sul film esistano “fiumi di inchiostro” e che la sua rappresentazione sia apertamente transmisogina:

 

“Il personaggio protagonista di The Rocky Horror Picture Show, oltre a essere al di là del bene e del male – cioè violento e senza scrupoli – stupra nel film due persone senza consenso al fine di ‘liberarle sessualmente’”.

 

Il riferimento è alle scene nelle quali Frank-N-Furter, interpretato da Curry, si introduce prima nella camera di Janet fingendosi Brad e poi in quella di Brad fingendosi Janet. Entrambi scoprono l’inganno soltanto dopo l’inizio dell’incontro sessuale e, dopo una prima reazione di rifiuto, vengono persuasi a continuare.

 

La definizione di stupro formulata nel post si basa sull’assenza di un consenso informato nella fase iniziale, poiché Frank ottiene il coinvolgimento dei due personaggi attraverso l’inganno. Il film presenta tuttavia entrambe le sequenze in chiave comica, come parte del percorso attraverso il quale Brad e Janet abbandonano le proprie inibizioni. È soprattutto questa rappresentazione a essere oggi oggetto di critiche.

tim curry 3

 

Secondo il post condiviso da Parigiani, il risultato sarebbe l’associazione tra identità trans, predazione sessuale e pericolosità:

 

“Il film ha notoriamente contribuito ad alimentare la transmisoginia negli USA e non solo. Le ricadute di quel personaggio nefasto sono state infatti soprattutto sulle donne trans: ‘donna trans = raper = persona moralmente depravata = pericolo’”.

 

Le critiche rivolte al film si concentrano soprattutto sulla caratterizzazione di Frank-N-Furter, personaggio sessualmente aggressivo, manipolatore e violento: uccide Eddie con una piccozza, crea Rocky come oggetto del proprio desiderio e inganna Brad e Janet.

 

Frank-N-Furter, tuttavia, non viene presentato come una donna trans secondo il significato attuale del termine. Si definisce uno “sweet transvestite from Transsexual, Transylvania”, attraverso un linguaggio che sovrappone travestitismo, sessualità e identità di genere, riflettendo anche la terminologia e la sensibilità dell’epoca.

 

tim curry 2

L’ambiguità del personaggio non esclude una lettura legata agli stereotipi sulle persone transfemminili. Come rileva un’analisi pubblicata nel 2024 da Them, il film associa la non conformità di genere all’inganno e alla minaccia, sovrapponendo identità trans, omosessualità e crossdressing. Anche la morte di Frank è stata interpretata come la punizione inflitta al personaggio queer per le sue trasgressioni.

 

La rappresentazione di Frank-N-Furter è stata esaminata in saggi e contributi accademici e non può essere liquidata come una semplice rilettura “woke” di un’opera del passato. Non emergono, tuttavia, ricerche empiriche specifiche che dimostrino un rapporto causale tra la diffusione del film e l’aumento della discriminazione contro le persone trans. Si può quindi discutere della sua influenza culturale e della riproduzione di stereotipi transmisogini, ma non presentare come scientificamente accertato un effetto diretto sulle condizioni di vita delle donne trans.

 

Un altro elemento richiamato nel post riguarda Richard O’Brien, autore del musical originale, cosceneggiatore del film e interprete di Riff Raff. Le dichiarazioni sulle donne trans, è bene precisarlo, sono sue e non di Tim Curry.

 

tim curry

Nel 2016 O’Brien disse di condividere le posizioni di Germaine Greer e Barry Humphries:

 

“Non puoi essere una donna. Puoi essere un’idea di donna. Sei nel mezzo e non c’è niente di sbagliato in questo”.

 

Intervistato dal Guardian nel 2020, O’Brien confermò sostanzialmente quella posizione. Dopo aver espresso sostegno nei confronti delle persone che affrontano un percorso di affermazione di genere, aggiunse:

 

“Finché sono felici e realizzate, le applaudirò fino al mio ultimo giorno. Ma non puoi mai diventare una donna naturale”.

 

Sono dichiarazioni transfobiche, in evidente contrasto con “Don’t dream it, be it” (“Non sognatelo, siatelo”), la frase più celebre dell’opera, diventata per generazioni un invito all’autodeterminazione.

 

tim curry – pennywise (it)

O’Brien, che in un’intervista alla BBC del 2013 si era descritto come “al 70% uomo e al 30% donna” e successivamente aveva parlato di sé come appartenente a un “terzo sesso”, ha anche riconosciuto al Rocky Horror il merito di aver aiutato molte persone a sentirsi meno sole.

 

La sua esperienza personale e il valore attribuito all’opera non cancellano, tuttavia, la portata delle dichiarazioni con cui ha negato l’identità delle donne trans.

 

tim curry 4

Le critiche alla rappresentazione di Frank-N-Furter costituiscono soltanto una parte dell’eredità del film. Dopo l’insuccesso registrato all’uscita, The Rocky Horror Picture Show trovò una nuova popolarità nelle proiezioni di mezzanotte, accompagnate da travestimenti, repliche recitate davanti allo schermo e interventi del pubblico.

 

A partire dalla seconda metà degli anni Settanta, questi appuntamenti diventarono luoghi di incontro per una parte della comunità LGBTQIA+, offrendo spazi nei quali sperimentare forme di espressione di genere ancora scarsamente visibili nella cultura popolare.

 

Nel saggio In Praise of the Bad Transgender Object: Rocky Horror, lo studioso trans Cáel M. Keegan definisce “giustificate e necessarie” le critiche formulate dalle donne trans, ma propone anche una diversa interpretazione dell’opera. Secondo Keegan, il film ribalta la rappresentazione tradizionale del rapporto tra medicina e corpi trans:

tim curry 5

 

Frank-N-Furter assume il controllo della trasformazione, conduce Brad e Janet verso la non conformità di genere e la liberazione sessuale, mentre crea il corpo cisgender di Rocky come oggetto del proprio desiderio. Una lettura che individua nell’opera una componente radicale, senza escluderne gli elementi transfobici.

 

Nelle reazioni seguite alla morte dell’attore è necessario distinguere Tim Curry dal personaggio di Frank-N-Furter e dall’autore dell’opera. Curry non partecipò alla scrittura del personaggio e le dichiarazioni sulle donne trans appartengono a Richard O’Brien.

 

Nell’ultima intervista concessa a Entertainment Weekly, realizzata nel 2025, l’attore collegò il motto del film alla libertà individuale:

 

“‘Don’t dream it, be it’ non riguarda necessariamente soltanto la sessualità. Penso che possa riferirsi a qualsiasi cosa si sogni di essere, ed è positivo. Se permette alle persone di vivere la propria sessualità come segretamente desiderano, è una cosa positiva, purché ciò non faccia loro del male”.

tim curry 1

 

Gli omaggi a Curry non impediscono una lettura critica di Rocky Horror. Gli stereotipi transmisogini e la rappresentazione problematica del consenso devono essere considerati insieme al ruolo assunto dal film nella cultura LGBTQIA+ e alle comunità nate intorno alle sue proiezioni. A più di cinquant’anni dall’uscita, questi elementi continuano a produrre interpretazioni diverse dell’opera.

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