OSTREGA! L’EFFETTO VENEZIA NON DURA - I FILM PRESENTATI ALLA MOSTRA NON INCASSANO PIU’ - TRA USCITE RINVIATE E UN MERCATO CONCENTRATO SU POCHI TITOLI, SI FA FATICA A TRADURRE LA VISIBILITA' DEL FESTIVAL IN SPETTATORI NELLE SALE - LUIGI LONIGRO, DIRETTORE DI "01 DISTRIBUTION": “SI CREA UN TAPPO. QUESTO WEEKEND CI SONO TRE FILM ITALIANI PASSATI DA VENEZIA, IL PRECEDENTE CE N'ERANO GIÀ TRE E IL PROSSIMO ALTRI TRE. UNA FOLLIA. A VENEZIA BISOGNA FARE UN LAVORO DI SOTTRAZIONE” - GIAMPAOLO LETTA, AD DI "MEDUSA": “IN GENERALE È GIUSTO USCIRE A RIDOSSO DEL FESTIVAL, MA NON PUÒ ESSERE UNA REGOLA: DEVI TROVARE IL PIAZZAMENTO MIGLIORE” - GIANLUCA PIGNATARO, DISTRIBUTORE DI "FANDANGO": "È CAMBIATO IL MERCATO. OGGI IL CONSUMO DI CINEMA SI CONCENTRA DI PIÙ SU POCHI TITOLI… - VIDEO
Arianna FInos per repubblica - Estratti
pietro castellitto in serpenti di roberto de paolis maino
Venezia li ha messi sotto i riflettori per dieci giorni, ma finita la Mostra molti di quei film al cinema non ci sono. Usciranno lungo l'autunno, o anche l'anno prossimo. Proprio quando giornali, tv e social hanno costruito intorno a un titolo la massima attenzione, il distributore a volte sceglie di aspettare. Finora non ci sono grandi incassi, ma i titoli già usciti hanno pubblici e potenzialità molto diversi.
Secondo Cinetel, al 18 settembre Serpenti, uscito il 10 e ancora nella top ten, è a 296mila euro e 45.665 spettatori. The Echo Chamber è a 287 mila e 44.369; I figli della scimmia a 47 mila e 7.153 spettatori, Ritorno a Buenos Aires a 39 mila e 6.115, anteprime comprese.
Discorso diverso per i film stranieri: Naza uscirà alla fine di settembre per tre giorni, quelli più attesi, compreso il Leone d'oro e Bunker con la coppia Bardem-Cruz, nei prossimi mesi. L'altro evento internazionale della Mostra, il doc sugli Oasis, è in sala con un incasso finora di 600mila euro.
adriano giannini ritorno a buenos aires 1
«Venezia fa traino. Ma sono i film che fanno la differenza — spiega Luigi Lonigro, direttore di 01 Distribution — Si crea un tappo. Per quattro o cinque mesi hai pochissimi film di qualità perché tutti aspettano il festival, poi da settembre te ne ritrovi tantissimi insieme. Questo weekend ci sono tre film italiani passati da Venezia, il precedente ce n'erano già tre e il prossimo altri tre. Una follia. A Venezia bisogna fare un lavoro di sottrazione».
Aggiunge: «Se nella stessa settimana metti tre o quattro film che parlano allo stesso spettatore, quello alla fine ne sceglie uno.Gli altri soffrono». 01 ha distanziato le uscite e uno dei suoi titoli arriverà nel 2027. «Quando mettiamo un film in sala abbiamo da una a tre settimane per determinarne la sorte.Se non viene visto, muore. Il cinema non è un supermercato, in cui le cose restano sugli scaffali».
A proposito di The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, uscito il 10 settembre, dice «è un film complesso, difficile. Penso che possa arrivare intorno ai 50mila spettatori, circa 400 mila euro». I precedenti del regista, Hannah e Monica, hanno incassato 44 e 32 mila euro: «Venezia sui film d'autore ha sempre un valore aggiunto.
Per i piccoli film che diventano una sorpresa può avere un effetto davvero importante».
È accaduto a Giampaolo Letta, ad di Medusa, che aveva I figli della scimmia a Orizzonti e ha puntato sull'uscita immediata: «Era un po' un outsider: un giovane regista, un attore affermato, una tematica particolare. Abbiamo pensato che l'esposizione mediatica del festival potesse accendere l'interesse. Quando il potenziale spettatore viene incuriosito è importante che trovi subito il film».
leonardO lidi in serpenti di roberto de paolis maino
Aggiunge: «Resto convinto che in generale sia giusto uscire a ridosso del festival, ma non può essere una regola: devi trovare il piazzamento migliore». E anche gli schermi: «Un film americano va sui multiplex, un certo film italiano più sulle sale cittadine. Devi ritagliare l'uscita sul pubblico potenziale». E poi i premi: «per questi film valgono tanto. Se il film delude, l'effetto Venezia non dura.
Se piace, parte il passaparola».
Gianluca Pignataro, distributore di Fandango, dà alla spinta una durata: «Se esci entro un mese, l'effetto festival c'è. Se decidi di uscire quattro mesi dopo devi ricominciare l'attività: promozione, incontri». Con Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, passato a Venezia l'11 settembre, Fandango ha iniziato dal giorno dopo un tour di anteprime, poi l'uscita il 17. «Su questo film l'effetto Venezia c'è ancora. Sono titoli che non escono in 200 copie e in quel momento della stagione ci sono ancora spazi per film così». Con Balcanica «all'inizio pensavamo al 2027, ma l'accoglienza e il premio del pubblico alle Giornate degli Autori hanno anticipato l'uscita all'8 ottobre.
«La strategia non è cambiata tantissimo — ragiona Pignataro — È cambiato il mercato. Oggi il consumo di cinema si concentra di più su pochi titoli. Per i film medi e piccoli ciò che una volta era un risultato medio oggi è più basso rispetto a 10 anni fa e al preCovid».
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