2026pulci0708

CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI – TITOLO DALLA PRIMA PAGINA DELLA “VERITÀ”: “GLI UCRAINI FANNO ESPLODERE BOMBE (FINANZIARIE ‘E NON’) ANCHE QUI”. ARIDAJE! L’AVVERBIO NEGATIVO OLOFRASTICO, COSÌ CHIAMATO PERCHÉ DA SOLO COSTITUISCE UN’INTERA FRASE, È SOLTANTO ‘NO’, QUINDI: “FINANZIARIE E NO”. BASTEREBBE AVER LETTO ‘UOMINI E NO’ DI ELIO VITTORINI…

Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio" – Estratto

(Integrale: https://www.ilfoglio.it/rubriche/pulci-di-notte/2026/08/07/news/la-mitica-zanzara-non-centra-con-il-68--404233)

 

giuseppe cruciani

• Zanzara. Conclusione della rubrica La carezza, tenuta da Francesco Merlo sulla Repubblica, dedicata a La zanzara, il programma di Giuseppe Cruciani e David Parenzo in onda su Radio 24: «E forse è qui che rinascerà la zanzara di sinistra, l’affascinante monella che non ispirava il turpiloquio di Cruciani, ma filastrocche, poesie, e canzoni per bambini, la piccola regina che in Fedro, in Esopo e in Walt Disney ci insegnava la morale, la zanzara rivoluzionaria e sfrontata che, nel mitico 1968, al liceo Parini di Milano indossò la minigonna sopra il pungiglione della libertà».

 

la zanzara inchiesta del 1966

Non si sarebbe potuto dirlo meglio. Però il caso che vide al centro il periodico La zanzara scoppiò nel 1966, non nel 1968, a seguito di un’inchiesta intitolata «Cosa pensano le ragazze d’oggi», in cui Marco De Poli, Claudia Beltramo Ceppi e Marco Sassano (poi denunciati, processati e assolti) analizzavano tematiche riguardanti la donna, l’educazione familiare, il matrimonio, la religione, il sesso, la società.

 

(Peccato che fin dal primo capoverso l’inchiesta contenesse due errori di ortografia: «Qual’è la posizione della donna nella società italiana? Quali sono i problemi che si trova ad affrontare? Qual’è il suo atteggiamento di fronte all’educazione, alla cultura, alla morale, alla religione, al matrimonio ed al lavoro?». Non il massimo, per tre studenti di un liceo classico). [6 luglio 2026]

 

concetto vecchio

• Tempo. Luca Monticelli sulla Stampa che fu di Gianni Agnelli: «Le prossime tappe sono già scandite. Il 23 luglio il Tesoro convocherà il cda, in cui saranno formalizzate le dimissioni di Donnarumma e indicato il nuovo amministratore, destinato a insediarsi il primo luglio». Ma allora la macchina del tempo esiste davvero ed è una Fiat. [26 giugno 2026]

 

• Israele. Concetto Vecchio in un’intervista sulla Repubblica fa dire a Edith Bruck «anch’io sono per Israele, naturalmente, ma sono anche per criticarla». Ma di sicuro Bruck sa che Israele è maschile, mentre Concetto Vecchio chissà.

 

(Israele deriva da Yisra’el, nome proprio maschile, e con questo genere è classificato sia dall’enciclopedia Treccani, sia dai dizionari Collins e Ragazzini, sia dall’Accademia della Crusca. Anche il Grande dizionario della lingua italiana di Salvatore Battaglia al lemma Israele specifica: «Sostantivo maschile. Il popolo ebraico, in quanto comunità politico-religiosa»). [21 maggio 2026]

 

la telefonata di moretti in ecce bombo

• Assenza. Daniela Preziosi su Domani, riferendosi a Matteo Renzi: «L’ex premier si noterà per l’assenza come Nanni Moretti in Ecce Bombo».

 

Quale assenza? Ci pare che Michele, il protagonista del film interpretato dallo stesso regista, si noti semmai per l’indecisione, a giudicare da come parla: «Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. (...) Vengo! Ci vediamo là. No, non mi va, non vengo, no». [1° luglio 2026]

 

matt demon in the odyssey

• Odissea. Stefania Ulivi riserva quasi un’intera pagina del Corriere della Sera agli incassi stellari di Spider-Man: Brand New Day e Odissea, precisando, a proposito del film di Christopher Nolan, che «a livello globale, anche per questo titolo, uscito lo scorso 17 luglio, siamo vicini al milione di dollari». Ammazza che flop! (Fino al 2 agosto The Odyssey aveva già incassato 911 milioni di dollari, quindi potrebbe aver già tagliato il traguardo del miliardo, non del milione). [4 agosto 2026]

 

• Quanto. In ossequio al suo ben noto conflitto permanente con le virgole, Maurizio Belpietro, direttore della Verità, comincia così il suo editoriale in prima pagina: «Chi convoca un presidio per chiedere verità e giustizia, evidentemente ritiene che fino a ora non ci siano state né l’una né l’altra».

 

corriere della sera stati uniti scambiati per iran

Il segno di punteggiatura dopo «giustizia» separa il soggetto («chi») dal verbo («ritiene»). E più avanti: «Per quanto grave in quanto stiamo parlando della morte di una persona». Dimmi quanto, quanto, quanto. [22 luglio 2026]

 

• Promesse. La scrittrice Elena Loewenthal in Tuttolibri della Stampa recensisce Le belle promesse di Pierre Lemaitre (Mondadori): «Nell’ultimo e quarto capitolo della saga dei Pelletier – e spetterà ai lettori svelare perché finisca qui e non vada oltre – la figura di Geneviève, moglie di Bouboule, cioè Jean, terza generazione della saga, è a dir poco perfetta».

 

Anche volendo accettare come iperbole enfatica l’espressione «a dir poco perfetta» (che altro se ne potrebbe dire di più, infatti?), ci pare che di solito si scriva «nel quarto e ultimo capitolo», non «nell’ultimo e quarto capitolo», inversione dell’ordine degli attributi che produce un effetto di goffaggine stilistica.

 

Divertente, poi, l’asserzione secondo cui «spetterà ai lettori svelare perché finisca qui e non vada oltre»: quindi lo scrittore ha indetto un concorso tra i lettori perché indovinino il motivo per cui ha deciso di concludere la saga con il quarto capitolo?

 

O forse, invece, la Loewenthal intendeva dire che «spetterà ai lettori scoprire perché finisca qui e non vada oltre»? È vero che «svelare» e «scoprire» possono essere sinonimi, ma non in questo caso, ci pare. E ancora: «Fra tutti, c’è un personaggio che emerge perché, pur essendo dentro e parte della famiglia, sembra non essere minimamente intaccata dai suoi guasti.

 

daniela preziosi

Therèse, la sorella minore di Genviève». A parte il fatto che si scrive «Thérèse», non «Therèse», e «Geneviève», non «Genviève», se il soggetto è «personaggio», il predicato verbale, essendo costituito da un tempo composto formato con l’ausiliare «essere», deve concordare con esso per genere e numero: quindi «c’è un personaggio che emerge perché (...) sembra non essere minimamente intaccato dai suoi guasti», non «intaccata».

 

Nell’ultimo capoverso, si legge: «Non si era mai chiesto da dove saltassero fuori quei suoi due figli ormai adolescenti, senza che lui si sia mai preso la briga di consumare il proprio matrimonio». Consecutio temporum, questa sconosciuta: «si fosse», non «si sia». [18 luglio 2026]

 

la verita' e non

• Missili. Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Reuters: l’Iran ha “virtualmente esaurito” i missili a lungo raggio». Testo: «Gli Stati Uniti hanno esaurito la maggior parte delle loro scorte di missili di precisione a lungo raggio durante la guerra di cinque mesi con l’Iran». Perché il titolista tira in ballo la Reuters quando sa sbagliare benissimo da solo? [4 agosto 2026]

 

• Olofrastico. Titolo dalla prima pagina della Verità: «Gli ucraini fanno esplodere bombe (finanziarie e non) anche qui». Aridaje! L’avverbio negativo olofrastico – così chiamato perché da solo costituisce un’intera frase – è soltanto no, quindi: «Finanziarie e no». Basterebbe aver letto Uomini e no di Elio Vittorini. [1° luglio 2026]

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