QUAL È IL CONFINE TRA GIORNALISMO E LETTERATURA? – SECONDO GEORGES SIMENON, “IL GIORNALISTA È SOPRATTUTTO UN UOMO CHE SCRIVE UNA O DUE COLONNE SU UN ARGOMENTO DI CUI NON CONOSCE NEANCHE UNA PAROLA” - BENEDETTO CROCE SENTENZIAVA CHE SCRIVERE PER LA STAMPA PERIODICA “DISABITUA DALLA CONSIDERAZIONE ATTENTA E SCRUPOLOSA DELLA VERITÀ” - GABRIELE D’ANNUNZIO LA BOLLAVA COME UNA “MISERABILE FATICA QUOTIDIANA”. SARÀ STATA ANCHE UNA “MISERABILE FATICA”, MA PER MOLTI GRANDI INTELLETTUALI È STATO UN APPRENDISTATO DI STILE (HEMINGWAY), PER ALTRI UNA TRINCEA CIVILE (CAMUS)
Estratto da “Anteprima. La spremuta di giornali di Giorgio Dell’Arti”
A proposito del rapporto tra giornalismo e letteratura. Georges Simenon: «Il giornalista è soprattutto un uomo che scrive una o due colonne su un argomento di cui non conosce neanche una parola».
Benedetto Croce sentenziava che scrivere per la stampa periodica «disabitua dalla considerazione attenta e scrupolosa della verità».
Gabriele D’Annunzio la bollava come una «miserabile fatica quotidiana». Eppure questa «miserabile fatica» è stata per molti apprendistato di stile (Hemingway, e altri) per molti una trincea civile (Camus, e altri) [Dentello, Fatto].
benedetto croce
Albert Camus
georges simenon (1965)
georges simenon
georges simenon
