LA ROMA DEI GIUSTI - CON L’ARRIVO DEI PREMI LA FESTA DEL CINEMA DI ROMA SI CHIUDE ANCHE QUEST’ANNO CON UN BEL RISULTATO DI PUBBLICO E DI QUALITÀ DEI FILM. È STATA UNA FATICACCIA PER TUTTI. ANCHE PER NOI SPETTATORI – LA GIURIA HA DICHIARATO MIGLIOR FILM “I SEE BUILDINGS FALL LIKE LIGHTNING” DI CLIO BARNARD, DANDO IL GRAN PREMIO DELLA GIURIA A “THE LIFE AND DEATHS OF WILSON SHEDD” E MIGLIOR REGIA A “CONGO BOY”. MIGLIOR ATTORE EX AEQUO ANTHONY BOYLE E IL NOSTRO PAOLO PIEROBON - LA FESTA E LA SUA SEZIONE PARALLELA, “ALICE NELLA CITTÀ”, SONO UNA VETRINA INCREDIBILE DEI MIGLIORI FILM DELL’ANNO CHE VEDREMO QUEST’AUTUNNO E QUEST’INVERNO. IL PROBLEMA È CHE È IMPOSSIBILE SEGUIRE TUTTO. E SI PERDONO, AHIMÉ, I TITOLI MENO NOTI E SPESSO PIÙ INTERESSANTI. SI RISCHIA UN PO’ DI CACIARA. CERTO. MEGLIO LA CACIARA CHE I FILM INUTILI... - VIDEO
Festa del Cinema di Roma
Marco Giusti per Dagospia
Con l’arrivo dei premi la Festa del Cinema di Roma si chiude anche quest’anno con un bel risultato di pubblico e devo dire di qualità dei film presentati. È stata una faticaccia, premetto, per tutti. Anche per noi spettatori.
I See Buildings Fall Like Lightning
A parte i premi per la sezione Progressive Cinema, dove una giuria presieduta dal regista polacco Jan Komasa, ha dichiarato miglior film “I See Buildings Fall Like Lightning” di Clio Barnard, un film sulla working class di Birmingham, dando il Gran Premio della Giuria a “The Life and Deaths of Wilson Shedd”, opera prima di Tim Blake Nelson, miglior regia a “Congo Boy” di Rafiki Fariala, miglior sceneggiatura a “Ceniza en la boca” di Diego Luna, miglior attrice Victoria Luengo per “Sants” e miglior attore ex aequo Anthony Boyle per I See Buildings Fall Like Lightining” e il nostro Paolo Pierobon per “Brianza”, mentre come opera prima ha vinto “Clementine Orange” di Lisa Forslund, presentato nella sezione Freestyle e come documentario ha vinto “Dans la gueule de l’ogre” di Mahsa Karampour, devo riconoscere che la Festa e la sua sezione parallela, Alice nella città, sono una vetrina incredibile dei migliori film dell’anno che vedremo quest’autunno e quest’inverno.
Sul modello dei grandi festival metropolitani di Londra e new York. Non a caso le sezioni Best of 2026 e Gran Public offrono al pubblico romano, e si spera non solo romano, il meglio della produzione internazionale, magari vista già a Cannes, Toronto, a Telluride, ma comunque di grandissimo livello e interesse.
E è una vetrina per me imperdibile anche la gran massa di nuovi film italiani presenti a Roma. Questi, più la trentina di titoli di film italiani presentati a Venezia ci danno credo quasi interamente la visione totale della nostra industria cinematografica fino a primavera.
Con delle perle come “Cambogia” di Valerio Lundini e tante opere prime di giovani autori italiani. Aggiungo la sezione dei classici restaurati e di documentari sul cinema curata da Gianluca Farinelli alla Casa del Cinema, che avrei voluto seguire di più, solo stamattina c’è la visione di “Trouble in Paradise” di Ernst Lubitsch, come avrei voluto seguire di più Alice nella città.
Il problema infatti è che, almeno per chi vorrebbe seguire bene la Festa, è impossibile seguire tutto, capire quali siano i film da scoprire e le novità più nascoste. Per potere vedere i film e scriverne, si devono fare delle scelte. E si perdono, ahimé, i titoli meno noti e spesso più interessanti.
Amanda Seyfried - The Life and Deaths of Wilson Shedd
E Roma è una città dispersiva, dove muoversi non è semplice già in auto, figurarsi a piedi. Ho perso un film che avrei voluto vedere come “The Life and Deaths of Wilson Shedd” perché non sono bastati 30 minuti in auto per raggiungere il Giulio Cesare e trovare un posto e l’Auditorium. Ne ho persi altri perché ci sono davvero tanti film e capisco fare entrare tutto e offrire spazio a tutto, ma così si rischia un po’ di caciara.
Certo. Meglio la caciara che i film inutili. Ogni anno finisco per rimpiangere quello che non ho visto giurandomi di recuperarlo. Ma non è un festival facile da maneggiare né una città semplice con queste date. Detto questo c’erano tanti bellissimi film, c’erano delle anteprime importanti, da "La bola negra" a "Wildwood", c'erano le star per il red carpet. E c’era il pubblico.



