mario sechi dire valore

SECHI HA TROVATO UNA POLTRONA DI UN CERTO “VALORE” – L’EX DIRETTORE DI “LIBERO” ED EX MPORTAVOCE DELLA MELONI È STATO NOMINATO ALLA GUIDA DELLA DIRE, L’AGENZIA DI STAMPA DELL’EDITORE STEFANO VALORE DI VILLANUEVA DE CASTELLÒN, CHE HA DEBITI TRIBUTARI PER QUASI 12 MILIONI DI EURO IN CORSO DI RISTRUTTURAZIONE, NONSTANTE I CONTRATTI MILIONARI CON PALAZZO CHIGI – LA MOBILITAZIONE DI POLITICI DI DESTRA E SINISTRA PER SBLOCCARE LE RISORSE E SALVARE LA DIRE – NEL FRATTEMPO L’EDITORE CONTINUA AD ALLARGARSI, RILEVANDO IL QUOTIDIANO “L’IDENTITÀ”, IL SETTIMANELE “VERO” – L’ADDIO DEL DIRETTORE USCENTE, NICOLA PERRONE: “DOPO 15 ANNI LASCIO UNA GRANDE SQUADRA”

Estratto dell’articolo di Gianmarco Serino per https://mowmag.com/

 

mario sechi

Mario Sechi dopo la sua fuoriuscita da Libero con tanto di porta sbattuta alle proprie spalle ora diventa direttore dell’agenzia Dire.it. Un ruolo, Com.E Dire(.it)... di un certo "Valore". L'editore, s'intende.

 

Stefano Valore di Villanueva de Castellòn. Una parabola discendente, per Sechi, che lo porta tra le braccia di una realtà editoriale con debiti tributari per quasi 12 milioni di euro in corso di ristrutturazione. Il patron della holding SiliconDev nasce come direttore del Centro di elaborazione dati della Regione militare centrale in qualità di ufficiale di riserva, poi passa a Telecom Italia e nel Gruppo Elite Performance and Tuning come dirigente informatico.

 

mario sechi mastica chewing gum dietro a giorgia meloni

Nel 2003 fonda il gruppo SiliconDev che si occupa principalmente di tecnologia dell’informazione e che nel 2021 subentra al controllo di Com.E, la società editrice di Dire. La testata dal 2020 naviga in acque non proprio tranquille. Fino al 2023, infatti, il fatturato di Com.E scende da quasi 8 milioni di euro a 5,29 e al 2023 la perdita è di più di 3 milioni.

 

Il tutto nonostante l’immissione, da parte di Valore, di 2 milioni di capitale personale. Dire è una realtà editoriale che, come molte altre in Italia, vive essenzialmente di contratti pubblici, in particolare dei contratti con la Presidenza del Consiglio.

 

Data la situazione disastrosa in cui versa Dire, Valore, sotto il governo Draghi tenta di convincere il sottosegretario all’editoria in quota Forza Italia, Giuseppe Moles, ad attuare un intervento sul sistema delle agenzie e sulla ripartizione delle risorse, ma senza ottenere risposta. Quando arriva Giorgia Meloni le cose cambiano e soprattutto cambia il sottosegretario all’Editoria.

 

stefano valore 4

Al posto di Moles c’è Alberto Barachini, sempre Forza Italia, che riscrive il nuovo meccanismo di finanziamento delle agenzie di stampa. Con il nuovo meccanismo DIRE entra nell’elenco delle agenzie di rilevanza nazionale e per il 2024 per Com.E Palazzo Chigi definisce circa 2,3 milioni di euro per la fornitura dei suoi notiziari. Barachini dirà poi in Senato che, considerando il complesso dei servizi, il valore destinato a Dire sarebbe dovuto passare da 2,159 milioni a 2,725 milioni: oltre mezzo milione in più.

 

PENSATI LIBERO - MEME SU MARIO SECHI BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

I soldi pubblici, però non bastano. I conti di Dire continuano a fare paura. Nel 2023 Com.E perde oltre 3,18 milioni di euro su appena 5,29 milioni di fatturato. Nel frattempo scattano licenziamenti e sospensioni senza stipendio e, soprattutto, sul tavolo dello Stato compare un fermo amministrativo per oltre 6,1 milioni di euro legato alla precedente gestione dell’agenzia. Palazzo Chigi congela temporaneamente i pagamenti.

 

A questo punto il senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo presenta un’interrogazione chiedendo al Governo di verificare le condizioni per “sbloccare le risorse destinate all’agenzia di stampa”. Tre giorni dopo, il parere dell’Avvocatura è favorevole alla sospensione del fermo da parte del ministero dell’Istruzione, e il Dipartimento dell’Editoria rimette in moto i pagamenti.

 

stefano valore 2

[…]  Ad ogni modo, però, Valore con il suo network trasversale riesce a tenere in piedi la testata. Già nel 2022 aveva ricevuto la benedizione dall’allora presidente del Senato Elisabetta Casellati, mentre nel 2024 Attilio Fontana lo incontra a Milano parlando di una “comune visione” su innovazione e informazione e di possibili “progetti da realizzare insieme”.

 

E’ poi Federico Mollicone, presidente meloniano della Commissione Cultura della Camera, a portare la crisi DIRE in audizione parlamentare. La questione, però, riesplode ancora una volta nel 2025. Il 27 dicembre dell’anno precedente Com.E aveva affittato il ramo d’azienda della Dire a una società appena nata e controllata inizialmente al 100 per cento dalla stessa Com.E. La Come. Una nuova scatola societaria per garantire la continuità dell’agenzia mentre la vecchia impresa cercava di ristrutturare i propri debiti.

 

mario sechi all evento per il si al referendum sulla giustizia foto lapresse

C'è un problema, però. Nel marzo 2025 emerge un pignoramento dell’Agenzia delle Entrate da 11.950.843 euro di debiti tributari. A questo punto Palazzo Chigi dice no al subentro automatico della nuova Come, cancella la vecchia Com.E dall’elenco e risolve il contratto. […]

 

Se nel 2024 a chiedere lo sblocco dei fondi era stato un senatore di Fratelli d’Italia, nel 2025 a muoversi è il Partito Democratico. Filippo Sensi, insieme a una pattuglia di oltre venti senatori dem chiedono al Governo sostanzialmente la stessa cosa. Barachini assicura che, una volta omologato l’accordo di ristrutturazione dei debiti, il Dipartimento potrà riaprire la procedura. Il Tribunale di Bari dà il via libera nel dicembre 2025 e il 7 gennaio 2026 la nuova Come ottiene nuovamente il contratto di Palazzo Chigi.

 

gennaro sangiuliano giorgia meloni mario sechi pompei

Circa 2,12 milioni di euro per notiziari nazionali, internazionali, regionali e servizi video-fotografici. Due giorni dopo è la stessa Giorgia Meloni a intestarsi politicamente l’attenzione del Governo sul caso, annunciando in conferenza stampa l'atto di benevolenza.

 

Valore ringrazierà poi pubblicamente la premier e le istituzioni che avevano accompagnato la vicenda. Il tutto accade mentre il nuovo editore di Dire continua ad allargarsi: L’Identità, Vero, la stampa industriale e il resto dell’ecosistema SiliconDev. E ora Mario Sechi, che nel 2023 aveva lasciato l’AGI per diventare responsabile dell’Ufficio stampa e delle relazioni con i media della Presidenza del Consiglio di Giorgia Meloni, prende il timone dell’agenzia che con Palazzo Chigi ha combattuto, perso e riconquistato il proprio contratto milionario. Insomma un ruolo di un certo "Valore".

 

AGENZIA DIRE, PERRONE: “DOPO 15 ANNI COME DIRETTORE RESPONSABILE LASCIO UNA GRANDE SQUADRA”

Articolo di Nicola Perrone per www.dire.it

 

NICOLA PERRONE

“Un nuovo corso per il rilancio dell’agenzia Dire”. Sono le parole con cui l’editore, subito dopo la nomina del nuovo direttore responsabile, si è rivolto ai giornalisti riuniti in redazione.

 

Arriva sempre il momento di lasciare. Nata il 16 giugno 1988, ho visto crescere la Dire: sono stato tra i fondatori e il primo praticante di un’avventura in cui sono rimasto per oltre trentadue anni – fatta eccezione per la parentesi di sei anni alla direzione del quotidiano Il Domani di Bologna – di cui ben quindici trascorsi da direttore responsabile. Un vero e proprio record per la nostra categoria. Sono stati anni bellissimi, intensi, ricchi di grandi soddisfazioni ma anche di non poche difficoltà. Fin dal primo giorno, la Dire ha dovuto conquistare ogni singola risorsa senza sconti, aiuti o favori di partito.

 

Stefano Valore

Ogni abbonamento, ogni convenzione e ogni prodotto editoriale sono nati esclusivamente dal nostro lavoro, dalla fatica e dallo spirito di sacrificio di una squadra straordinaria che mi ha accompagnato in questo lungo e travagliato percorso. Sono profondamente onorato e grato di aver guidato questa agenzia, ma sono altrettanto consapevole che nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile senza l’apporto di ogni singolo componente: giornalisti, poligrafici, personale amministrativo e di segreteria. La grande famiglia della Dire.

 

Questo siamo stati, e spero con tutto il cuore che questo spirito continui a vivere anche in futuro. La mia direzione non è stata una passeggiata.

 

NICOLA PERRONE

Eppure, il mio piano editoriale – aggiornato nel corso degli anni – è sempre stato approvato. Da una redazione che non ha mai fatto sconti a nessuno, nemmeno al sottoscritto. Nei momenti più duri, segnati da crisi finanziarie e stipendi erogati a rate, i redattori se la sono presa anche con me: sono scesi in piazza con i megafoni, hanno scioperato e alzato la voce insieme ai sindacati.

 

Ma, ed è questa una forza della Dire, tra di noi il dialogo e il confronto non sono mai venuti meno. Ci sono state fratture, certo, ma alla fine ci siamo sempre ritrovati uniti, pronti a riprendere il cammino insieme. Nonostante tutto, la nostra attività giornalistica non si è mai fermata.

 

mario sechi

Abbiamo tenuto viva l’agenzia, facendo sempre il nostro lavoro al massimo delle possibilità, come possono testimoniare i colleghi di tutte le altre testate e dei media che ogni giorno utilizzano i nostri lanci. Ora, per dare il via a un nuovo corso e rilanciare l’agenzia, l’editore ha deciso di affidare la guida a Mario Sechi. Sono certo che, grazie alla sua grande professionalità, saprà valorizzare al massimo ogni risorsa e talento della Dire. Domani ci sarà il passaggio di testimone: a lui va fin da ora il mio più grande in bocca al lupo per questo nuovo incarico.

 

Prende in mano una squadra eccezionale, fatta di giornalisti con una forte personalità, che non ha davvero nulla da invidiare a nessuno. Un ringraziamento speciale va all’editore Stefano Valore: cinque anni fa, quando è arrivato alla Dire, tutti scommettevano sulla nomina immediata di un nuovo direttore, eppure ha scelto di confermarmi la sua fiducia per tutto questo tempo. Anche con lui non sono mancati i momenti di duro e aspro confronto, ma il filo del dialogo non si è mai spezzato. Pur ereditando un bilancio in profondo dissesto, è riuscito a tenere in vita l’azienda e, alla fine, a regolarizzare il pagamento degli stipendi.

 

Non era un obiettivo scontato e gli va riconosciuto. Oggi ha ribadito di voler rilanciare la Dire e io gli credo; d’altronde, è naturale che a inaugurare una nuova fase sia una guida nuova, pronta ad assumersi ogni responsabilità per le scelte future.

 

stefano valore 1

Un grazie immenso e un forte abbraccio vanno a Silvia Zucco, Direttrice generale dell’agenzia. Con me ha condiviso gioie e dolori: senza la sua forza, la sua tenacia e la sua abilità nel trovare sempre una soluzione alle emergenze quotidiane, il nostro futuro sarebbe stato molto più difficile. Dopo tutto quello che abbiamo passato, sono assolutamente certo di una cosa: la Dire ha sviluppato gli anticorpi necessari per una vita ancora lunghissima.

 

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